"We are put on this planet only once, and to limit ourselves to the familiar is a crimine against our minds." [cit. Roger Ebert]


venerdì 5 settembre 2014

Stuck in the Middle

Ebbene eccomi tornata sul blog dopo tempo immemore! Scusate tanto l'assenza, non è stata propriamente volontaria... Infatti dopo l'aggiornamento di settimana scorsa dal cellulare sono praticamente sparita: solo oggi è arrivato il mio tanto agognato MacBook e ho voluto aspettare così tanto solo per poter fare un aggiornamento come si deve!

Innanzitutto questa settimana non sono successe cose così ecclatanti, o perlomeno non durante la scuola. Lunedì e Martedì scorso non credo di aver fatto nulla di particolare a scuola, sono entrata parecchio nella routine e le lezioni a scuola iniziano a farsi un po' noiose: sicuramente cambiare orario ogni giorno è molto meglio e ti da anche la possibilità di essere molto più multitasking.
Lunedì, tornata da scuola, ho fatto Skype con la mamma e il babbo. Mamma mia, per il momento non mi mancano tanto ma che strano non essere lì con loro! Mi sembra quasi di essere in una realtà parallela!!! Inutile dire che non mi pare ancora vero di essere in America e di stare qui fino a fine Gennaio! La cosa bella è che mi fanno sentire coccolata anche a miglia e miglia di distanza e mi fanno capire che loro per me ci sono sempre! :)
Martedì invece mi sono svegliata intorno alle 5.30 perché mi avevano invitato a un Bible study per giovani e sono andata. Non ho mia frequentato così tanto l'ambiente cristiano come in queste ultime due settimane! Sarà che io sono uno spirito ipercritico di natura, ma per quanto predichino cose davvero belle a livello astratto, sono loro i primi a non metterle in atto.
Ho poi fatto Skype con Michael ed Elaine, alias i miei American Grandparents. Voglio loro un sacco di bene, dico sul serio. Ci stiamo sentendo quasi tutte le settimane e continuano a darmi il loro supporto morale: mi hanno addirittura detto che in caso di necessità, in caso io abbia bisogno di loro qui, di chiamarli che loro si precipitano ad aiutarmi. Spero tanto di riuscire a vederli prima di tornare in Italia, perché essere così vicini e non riuscire a vedersi sarebbe proprio il colmo!
A cena poi siamo andati di nuovo da Jasmine's, un ristorante thai qui vicino; ho preso un curry verde con pollo e avevo la lingua che andava a fuoco: credo di aver bevuto un qualcosa come 3 litri d'acqua per placare il piccante che sentivo.
Non sono sicura che con le amicizie vada meglio... Pranzo sempre con alcune ragazze nella mia classe di fashion design, ma non mangiare in mensa mi da l'idea di star sprecando occasioni per conoscere nuove persone... Da domani inizierò a mangiare nella caffetteria, promesso! :)
Il problema secondo me sono le mie classi: in alcune classi, come ad esempio latino o anatomia, mi trovo bene perché ci sono alcune persone con cui scambio qualche parola e perché le materie comunque sono al mio livello, ma in classi come matematica, inglese o economia non mi trovo affatto bene. Mi sembra di essere nel livello per trogloditi: quasi tutti i miei compagni di classe vegetano oppure, questo vale per le ragazze, la tinta gli ha dato troppo alla testa e manca loro qualche neurone. Credo proprio che mi farò spostare nelle AP con la speranza di trovare qualcuno un po' più interessante con cui stringere amicizia.
Mercoledì io e Mary Catherine dopo scuola siamo andate al cinema a vedere "If I Stay" con Chloe Grace Moretz. Così uscite da scuola è venuto a prenderci Joseph, il papà di Mary Catherine, che è anche il pastore della chiesa metodista di Tom e Melissa. Giuro, non ho mai incontrato persona più pacata! E se lo vedeste accanto alla figlia morireste dal ridere: Mary Catherine è tutto l'opposto di suo padre, è un vulcano in continua eruzione, una pentola che borbotta senza sosta e un tornado messi tutti assieme. Siamo quindi andate a casa sua perché doveva cambiarsi e lavarsi i capelli e, dopo aver felicemente constatato che il mio disordine in confronto al suo è l'ordine più assoluto, ci siamo dirette qui da me perché volevo cambiarmi anche io: andare in giro con una maglietta con su scritto "#MOLO Marlin live only once" sarebbe stato piuttosto imbarazzante. Siccome il film sarebbe iniziato solo alle 18.05 prima siamo andate a mangiare qualcosa da Panarea Bread, ho preso una specie di chicken soul poco identificabile. Lì ci ha raggiunto uno degli amici di Mary C. che gioca a basket, Luke, nonché una delle molte, che dico, innumerevoli cotte di Mary C. Della serie che ogni volta che usciamo insieme parla di un ragazzo diverso con lo stesso ardore, se non maggiore più passa il tempo... Ora io mi chiedo: ma possibile che le figlie dei pastori siano così ossessionate dai ragazzi?!? No perché io e lei, ve lo posso assicurare, non abbiamo altre conversazioni se non riguardanti persone del sesso opposto! Va beh che in Italia ero abituata a parlare di massimi sistemi, ma ridursi a questo mi sembra eccessivo!
Va beh fatto sta che ho scoperto che la mia student ID card mi autorizza a un sacco di sconti yeahhhhh! If I Stay non è stato nulla di ecclatante, non spenderei 8$ per andarlo a vedere se sapessi di cosa parla... L'unica cosa mi sono commossa un po' alla fine perché dai tutti vogliamo l'happy ending, pure io che sono un lupo solitario e di solito mi fa piacere vedere che le cose vanno male.
Giovedì, siccome Tom e Mel avevano la loro Bible Study, sono andata a casa di Mary C. e, dopo aver fatto un salto veloce da Publix per prendere un paio di cose, siamo tornate a casa sua. Abbiamo quindi preparato red velvet cupcakes con frosting al formaggio cremoso e poi, mangiando la nostra cena, abbiamo guardato "The Fault in our Stars". Non l'abbiamo visto tutto perché la tv via cavo ha avuto un guasto. La sera sono tornata a casa maledicendomi perché il giorno dopo avevo il test di Economics e non avevo studiato nulla! Mamma tranquilla: ho comunque preso 90.
Venerdì niente di particolare, ho fatto il test di Economics e c'è stato Pep Relly. La mattina la banda e le cheerleader hanno ballato e suonato davanti alla mascotte della scuola. Pensavo che questa cosa mi avrebbe lasciato a bocca aperta o comunque fatto sentire la differenza, ma non è stato così.
A dirla tutta non mi sento neanche in un film quando mi aggiro per i corridoi in cerca della mia classe: non è l'Italia certo, ma alla fine resta una scuola come un altra, soprattutto per quanto riguarda i bagni che sono quasi più sporchi di quelli del Gonzaga.
Durante Pep Relly ogni ora dura 5 minuti di meno e questo significa che si esce alle 2.15, ma solo per dirigersi sul campo da football, vedere nuovamente le cheerleader fare la loro performance  e vedere la presentazione della squadra di football. Nota divertente: le cheerleader e alcuni professori hanno partecipato all'Ice Bucket Challenge tutti insieme e in sincrono. Aahahah non potete immaginare quante testoline biondo tinto ho visto infradiciarsi! :)



Sabato non mi sono alzata "tardi" perché il mio tardi corrisponde alle 7 e cioè un orario a cui la mia cara amica Giulia non connette ancora. Così dopo aver fatto la mia solita colazione salutare sono rimasta a bighellonare;la scuola americana mi sta impigrendo da morire, non vedo l'ora di cambiare mate e inglese e (credevo che non l'avrei mai neanche pensato)che mi arrivino i versionari di latino e greco: sento il bisogno fisico di tenermi impegnata mentalmente e, almeno fino a quando non inizio ad allenarmi tutti i giorni dopo scuola, devo essere produttiva. Anche perchè ora la mia preoccupazione è tornare in Italia e non essere più abituata ai carichi di lavoro.
Così dopo aver bighellonato un bel po', ho fatto Skype con mia mamma e mio papà perchè avevo bisogno di un paio di consigli dato che volevamo provare a fare la pizza.
Sabato pomeriggio siamo andati a fare la spesa per fare la pizza. Anche questa cosa della spesa, quanto mi manca fare la spesa con mia mamma e come Dio comanda! Quando andiamo a fare la spesa prendiamo sempre tre cose in croce e spendiamo una marea di soldi, ma io dico, come si fa?!? Non compriamo neanche così tanta frutta e verdura, quanto mi mancano!
Siamo andati da Publix e non vi dico la faccia che hanno fatto alcuni commessi quando gli snocciolavo gli ingredienti "introvabili" per fare la pizza! Ahaahaha ah Melissa è allergica al glutine e quindi avremmo dovuto fare una pizza gluten free con la farina di tapioca...
Beh la farina di tapioca, già solo per il fatto che è di tapioca, fa proprio schifo! Quando ho messo tutti gli ingredienti nel mixer la farina si è mischiata all'acqua creando un composto liquido a vedersi ma solido a toccarsi...Come ha detto Tom sembra un progetto di Chimica/Fisica riuscito male! Così ci siamo risolti a fare un impasto della pizza normale e Melissa si è mangiata dei tortelli agli spinaci e ricotta.  
Non so perchè ma quando cucino cibo italiano mi commuovo. Lo shock culturale l'ho già (almeno credo) superato, ma cucinare mi porta alla mente così tanti ricordi, significati e gesti casuali che una lacrimuccia tenta sempre di scendermi. Mi sto commuovendo anche adesso a pensarci, non ci posso fare niente, i ricordi legati alla cucina sono i più belli di tutta la mia infanzia: mia nonna con le sue cotolette e i maccheroni al pomodoro (che poi sono le uniche cose che sa fare), mia zia Baba che mi mette davanti al naso un piatto di pasta all'ortolina e per merenda mi da i crostoni della Mulino Bianco con la sua marmellata di albicocche o di prugnini, i millemila manicaretti che mia mamma ci ha sempre preparato amorevolmente. Così pure stavolta, mentre spargevo la mozzarella sulla pizza, ho avuto un nodo alla gola. Non posso farci niente: a volte sono così spietata e acida che nulla mi smuove, altre volte semplicemente anche le cose più insignificanti mi fanno diventare una fontana.
Domenica di nuovo a messa, stavolta però non siamo andati alla Bible study class perché Melissa doveva andare in palestra per il suo abbonamento e chiedere qualcosa. Ora, io in una palestra piccola e con poche macchine pago la bellezza di 60 euro al mese, la palestra di Melissa che è almeno 3 volte la mia con 10 MacBook, 3/4 sale per fare le lezioni e un'area dedicata a chi ha il personal trainer spende 10 o 20 $ in base all'abbonamento che decide di fare; sono rimasta incredula quando me lo ha detto! Dopo aver tentato inutilmente di andare a mangiare fuori da Eggs&I siamo tornati a casa e per pranzo abbiamo finito la pizza avanzata dalla sera prima.
Al pomeriggio è venuta a prendermi la mia local coordinator Amy che abita a un tiro di schioppo da casa mia. Già l'adoro, è un tesoro; è il tipo di persona che non devi giudicare dalle apparenze perchè te ne usciresti con un'idea completamente sbagliata: per esempio sulla mano sinistra, sull'arco che congiunge il pollice all'indice ha tatuato YOLO, eppure è la persona più seria, dolce e attenta che possa aver incontrato fino qui in America. La prima cosa che mi ha detto appena ci siamo sedute nel suo salotto, dopo i vari convenevoli, è stata (con faccia davvero seria) "You're my priority", capite?!?

Per quanto riguarda Domenica sera e Lunedì, che era Labor Day, ho deciso che scriverò un post a parte in questi giorni!

Un besos,
Ale

"La vera fuga ha senso solo quando te ne vai da qualcosa di importante, qualcosa a cui tieni. Quando strappi la tua vita dalle radici. Cosa che non puoi fare quando la tua vita non ha radici." 
[cit. John Green]




P.S. Dopo il post su Domenica e Lunedì che spero di riuscire a pubblicare a breve, dal momento che mi è arrivato il mio nuovo compagno di innumerevoli viaggi sia fisici che immaginari, cercherò di aggiornare più frequentemente! ;) 
Ecco qui il mio nuovo fedele compagno! :))))

lunedì 25 agosto 2014

One week

Innanzitutto: aggiornare dal telefono fa letteralmente cagare! Dico sul serio!
Motivo per cui non avete mie notizie da un po', tutto considerato che sono già negli States. 

Non ho voglia di parlare di come sia andato il viaggio. Vi basti sapere che non ho perso nessun aereo, le cinque ore chiusa nell'aeroporto di Atlanta sono state molto più piacevoli delle ore di volo da Francoforte ad Atlanta e sono volate via velocemente. Ah già: sono stata una dei pochi fortunati che avendo prenotato tardi hanno avuto il posto in business class... Ahahaha no! Non ho viaggiato in business ahimè, bensì schiacciata come un sandwich in uno dei posto centrali della fila centrale dell'aereo... 10 ore interminabili con un maldischiena indicibile e la quasi nulla possibilità di andare in bagno o di poter sgranchirmi le gambe perché il mio vicino aveva poco del simpatico.
Quando sono arrivata finalmente a Panama City c'erano Tom e Mel ad aspettarmi, ma mi dispiace, nessuna foto e nessuna foto con cartellone della serie "welcome home Alessia". Abbiamo recuperato le valigie e siamo arrivati a casa. Ok camera mia non ha le pareti rosa e la vetrata non da sul campo da golf. Però è bellissima lo stesso! Può sembrare strano ma adoro il fatto che il soffitto sia alto una cosa come 3/3,5 metri. Il resto della casa è molto accogliente e c'è la moquette dappertutto, il che mi rende più che felice così non rischio di rompere le calze (vero mamma?). Se camera mia ha la vista sul campo da golf ce l'ha invece il salotto, la cucina e il salottino della televisione (che è praticamente sempre spenta). 

Il primo giorno, dopo parecchi risvegli traumatici durante la notte in cui morivo di fame, siamo andati a scuola perché dovevo scegliere materie. Prima però è passata a trovarci Courtney, una figlia di amici di Tom e Mel, davvero una ragazza simpatica! Non vedeva l'ora di conoscermi, così abbiamo chiacchierato un po' e poi ci ha accompagnato a scuola. Una volta a scuola c'erano Mary Catherine e Caitlyn, una ragazza che gioca nella squadra di basket e che mi avevano presentato un paio di settimane prima, ad aspettarmi. Ho "scelto" le materie perché mi sono state praticamente imposte e ho fatto un giro per la scuola. Ora la mia scuola era stata costruita originariamente per essere un campus universitario. In virtù di ciò ci sono 6 edifici separati, ognuno con 2 piani. Potrete dedurre che perdersi è la cosa più facile del mondo, soprattutto se uno ha solo cinque minuti per correre da una parte all'altra del "campus". Quindi mi hanno mostrato qualche classe e mi hanno fatto vedere la palestra che è davvero bellissima. 
Dopo il bel giretto turistico abbiamo salutato Mary Catherine e Caitlyn, e noi quattro ci siamo diretti a mangiare in un ristorante tipico chiamato Wings Wheels. Ho mangiar un'insalata, anche perché loro avevano già tutti deciso e io non ne avevo la più pallida idea! Hanno voluto offrire loro. 
Siamo tornati a casa e nel pomeriggio io e Tom siamo andati a prendere un paio di quaderni per la scuola e a prendermi la nuova SIM americana. 60$ per qualcosa che in Italia si può avere a 10€ è stato traumatico...
Dopo ci siamo incontrati da Starbucks con Stacy e abbiamo parlato per un bel po'!

Il primo giorno di scuola mi ha accompagnato Mel, anche perché Tom si sveglia verso le 5.30 per andare al lavoro alla base aeronautica che si trova a Panama City a circa 40 min da Panama City beach dove abitiamo noi. Durante il tragitto mi ha dato un foglio con una citazione motivazionale, un good luck da parte di tutti e due, sono stato davvero carini a pensarci. Quindi Mary Catherine mi ha accompagnato tutto il giorno di classe in classe ed è stata la mia salvezza! Altrimenti mi sarei persa! Il pranzo l'ho trangugiato in 30 sec perché siamo dovute andare a cercare gli orari dello scuola bus per me. Ah già: Caitlyn a pranzo arriva per presentarmi qualcuno è dopo un giorno non si ricordava più il mio nome... Okay, scusate ma a me queste cose fanno uscire il fumo dalle orecchie! Ecchecavolo! 
Una volta tornata a casa con lo yellow school bus ho fatto Skype con i miei e mia sorella... Poveri sarà stata tipo mezzanotte in Italia! Dopo che il mio telefono è morto, siamo usciti a cena da Jasmine's, ristorante thai e giapponese, e con noi è venuta anche Brandon una loro amica neozelandese che ha visto in Italia per 12 anni. Credevo che fosse praticamente impossibile sentire un americano che parla italiano senza inflessione, ma invece è possibile eccome! Brandon non ha accento, zero.
Tornati a casa, mi sono infilata a letto perché ero distrutta! 

Il secondo giorno a scuola non è stato particolarmente degno di nota... Anzi mi ha buttato un po' il morale sotto i piedi, perché a scuola ci sono due orari per il pranzo. Inizialmente Mary Catherine aveva il secondo come me, ma poi glielo hanno cambiato e ora ha il primo. Quindi durante il pranzo ho mangiato la mai insalata alla velocità della luce e mi sono rifugiata in biblioteca a leggere sul mio amato Kindle Paperwhite. Se ci fosse stato Livio, il presiedente di Mondo Insieme mi avrebbe spezzato le gambe, letteralmente! Non avendo più il pranzo in comune non ci becchiamo più perché non abbiamo classi in comune e vedersi nei corridoi è quasi impossibile... Un po' mi dispiace perché comunque mi era parsa una ragazza con cui poter stringere amicizia alla svelta. Il secondo giorno è stato terribile perché non ho praticamente parlato con nessuno.

Il terzo giorno, cioè giovedì, ho cambiato alcune classi e così mi sono praticamente rifatta la scaletta delle varie lezioni. Prima o poi metterò la foto, promesso!
Una ragazza della mia classe di latino mi ha inviato a mangiare con lei e i suoi amici che fanno teatro (che poi sono anche gli amici di Mary Catherine) ed è stato abbastanza piacevole. Mi hanno invitato ad uno dei loro meeting, credo che magari settimana prossima andrò. 
Siccome Tom e Mel dovevano andare a un incontro x studiare la bibbia, ho proposto a Mary Catherine di fare qualcosa insieme. È venuta a prendermi e siamo andate a casa sua. Dopo aver chiacchierato un po' con Jacob, il suo vicino di casa, e aver parlato di ragazzi ci siamo guardate The Other Woman. Fa morire dal ridere, dovreste guardarlo!

Venerdì ho cambiato ancora un po' la mia schedule solo per avere AP european history. Ho pranzato con un'altra ragazza del mia classe di latino e anziché mangiare in mensa, abbiamo mangiato con una freshman e un sophmore nella classe di fashion design. Adoro la professoressa, Ms Larrimore dovreste vederla!
Venerdì abbiamo cucinato tutti insieme e ho insegnato loro come fare il pesto. Inutile dire che il pesto non era buono come quello italiano. Aveva un sapore un metallico anche se l'abbiamo fatto espresso, ma il problema secondo me è un altro: la mamma è sempre la mamma e anche quando non lo fa lei il pesto, ma lo fai tu, è più buono perché lo fai per la tua famiglia.

Sabato è stato abbastanza para. La mattina non mi sono piaciuta affatto. Ho avuto un comportamento da ingrata e mi sono obbligata a non ripeterlo mai più. Ho fatto Skype con una delle mie amiche e le cose sono migliorate. Thank my sweetheart!
Le cose sono nettamente migliorate nel pomeriggio/sera. Nel pomeriggio siamo andati da Walmart perché dovevo comprare le cose richieste dai professori. Cioè io non sono più capace di scegliere... Troppe cose, tutte troppo uguali, ma diverse per strane ragioni...
La sera sono uscita con Stacy. È stata davvero carina a pensare a me: avrebbe potuto benissimo uscire con le sue amiche di sempre, che tanto io non vado neanche nella sua scuola, e per di più di sabato sera! Invece già dal giovedì mi aveva proposto di uscire noi due. Così dopo aver finito di lavorare è venuta a prendermi e abbiamo deciso di andare al cinema. C'è un cinema a Pier Park e dalla mia parte della città e siamo andate li. Prima ci siamo fatte una passeggiata tra i negozi e poi sul quel pontile infinito dove si va a pescare: c'è una vista mozzafiato. Siamo quindi tornare indietro e siamo andate a vedere The Giver. Ottima scelta! È stato un film bellissimo e mi è piaciuto un sacco il contrasto tra bianco e nero  e poi colori. Ovviamente pop corn e coca cola!  Allora: mai mai prendere pop corn+coca cola medium, non li finirete mai e poi mai perché equivalgono ai nostri secchielli grandi! Stacy anziché la coca cola ha preso l'Icy coke: praticamente come un sorbetto alla coca cola, so cool!

Oggi invece siamo andati a messa. Loro sono molto credenti: prima di mangiare dicono sempre una preghiera... Sono cristiani metodisti e la messa a cui ho assistito sembra la nostra animazione del Grest... È stato divertente ma anche molto strano. Ah tutto questo nell'auditorium della mia scuola... Poi i siamo spostati nella chiesa vera e propria e ho assistito a una lezione/discussione su un brano della Bibbia. Tecnicamente interessante ma difficile da capire in inglese. Mi piacerebbe sapere cosa direbbero se confrontassero la loro fede con la filosofia. 
Ho parlato con Caitlyn riguardo alla squadra di basket e credo che sia solo timida... Perlomeno lo spero! Mi ha invitata ad andare a una specie di gruppo uguale ma per giovani martedì mattina alle 7.00. Ci andrò, perche credo che non mi possa permettere di sprecare occasioni per conoscere gente nuova e perché non mi posso permettere di fare la principessa sul pisello. 
Dopo tutto questo siamo andati a mangiare un hamburger in Pier Park, perché ho raccontato loro come Stacy ieri sera mi abbia preso in giro perché non avevo ancora mangiato un hamburger. Ho preso un bacon cheeseburger ed era buonissimo! 
Siamo quindi andati da Dillard's che è un department store, tipo La Rinascente, perché Mel doveva farsi rimborsare dei soldi per degli occhiali rotti. Le ho fatto da fashion adviser per le borse di Michael Kors... Ce ne sono di davvero carine! Ma caspita pur in dollari hanno prezzi quasi inavvicinabili! :(
Tornati a casa ho iniziato a studiare perché domani dovrei avere un paio di quiz, quindi abbiamo cenato ed ora sono qui che aggiorno il blog! 

Un besos,
Ale

"Ciò che sta alle nostre spalle

Come ciò che sta davanti a noi,

è piccola cosa rispetto a quanto

si trova dentro di noi."

[cit. Henry David Thoreau]



domenica 10 agosto 2014

The Final Countdown

Mancano 6 giorni 14 ore 2 minuti e 48 secondi alla mia partenza mentre scrivo. L'Italia si allontana sempre più ed io ancora non ci credo, non posso crederci.
Sono qui che ascolto Divenire di Ludovico Einaudi e tutto ciò che riesco a pensare e soprattutto ripetermi nella mente è che domenica prossima parto. Come se ripetermelo lo rendesse più reale, più concreto, più vicino. Tutto ciò che posso dire è che forse questa è stata l'estate più strana di tutta la mia vita, non solo perché parto, e pensare a quanta stranezza io abbia sopportato mi ha distolto parecchio dal mio obbiettivo finale o, vedetela come volete, dal mio inizio.
Ora è tutto in discesa, il tempo passerà veloce e lento allo stesso tempo come se, guardandomi indietro quell'incontro fosse avvenuto proprio ieri, ma proprio perché mi sembrava ieri è volato via veloce, adagiandosi sulle pagine della memoria. Una memoria lontana, che inesorabilmente sbiadirà non appena avrò varcato il portellone dell'aereo. Nulla è come sembra e tutto è così com'è.
Mi sento filosofica, forse è anche la musica che mi permette di pensare, ma ciò che so è che non sarò più la stessa. Mi dispiace per chi pensa il contrario ma a volte nella vita anche sei mesi fanno la differenza, fanno pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra: è quasi arrivato il mio momento e voglio assaporarlo come si assaporano le vittorie. Perché si tratta sempre di una vittoria.
Sono arrivata alla fase delle "ultime cose da fare". Andare per l'ultima volta in quei posti che mi porto nel cuore, mangiare le ultime bontà tricolori, salutare le persone che amo.
È tutto così dannatamente facile e dannatamente difficile allo stesso tempo. Soprattutto dire addio. 
Come si fa a dire addio?
Come ci si prepara?
Come si realizza che non si vedrà più una persona per molto molto tempo?
Come fai a spiegare che hai preferito persone sconosciute alle persone che conosci da una vita? 
Come si fa?
Io non lo so o, perlomeno, non lo so ancora. 
E si ho già salutato quattro care amiche, eppure non sono riuscita a dire cosa provavo e cosa provo: come se mi trovassi sul ciglio di un burrone e, buttandomi, non riuscissi a urlare perché la paura mi attanaglia la gola. Mi sento così. Come se le mie aspettative, le mie ansie, le mie paure, i miei tentennamenti non potessero essere capiti e in fondo probabilmente è così, ma non riuscire a comunicare e far capire queste cose mi lascia comunque un retrogusto amaro.
Oggi il mio babbo, che insieme a mia mamma hanno fatto la stessa esperienza a Phoenix, mi ha raccontato di quando è arrivato negli States. Mia mamma stava dormendo appoggiata alla spalle del mio babbo e lui, mentre sorvolavano Phoenix per atterrare, ha guardato dal finestrino e ha visto le luci di quella città che sarebbe stata casa sua per un anno; si è chiesto se quella fosse stata davvero la scelta giusta e si è chiesto cosa avrebbe trovato in quella nuova vita. Non l'ha mai raccontato a nessuno e capisco perché abbia custodito gelosamente questo ricordo: certe cose possono esser dette solo a chi è in grado di comprenderle appieno. 
Però poi penso anche alle persone meravigliose che i miei genitori hanno incontrato, quelle persone meravigliose che io stessa ho incontrato e che mi trattano come se fossi davvero una loro nipote. Li invidio mamma e papà per aver avuto la fortuna di incontrare delle persone così speciali.
Li invidio sì, ma, allo stesso tempo, sono fermamente convinta che quelle persone che mi aspetteranno fuori dal terminal dell'aeroporto, dopo che mi sarò fatta quasi 24 ore negli aeroporti, saranno altrettanto meravigliose. 
Come lo so? A dirla tutta non posso saperlo, ma sono sicurissima che comunque vada quest'esperienza, che si sta piano piano aprendo davanti a me, sarà stata una conquista.In qualsiasi caso.

È strano, surreale. Ripenso a quando mi sono iscritta per il colloquio di selezione; ricordo la mia forte determinazione e quella strana sensazione che mi attanagliava lo stomaco ogni volta che pensavo all'America, la mia America. Sembravano le farfalle nello stomaco, quelle che si sentono quando il ragazzo che ti piace ti sfila davanti, e anche io ero innamorata: di una nazione. Non ho mai più provato una così forte sensazione di volere qualcosa a tutti i costi. Non la provo neanche ora. Si è assopito tutto, adesso sono soltanto in attesa del salto nel vuoto. Ma ritornerà, ne sono certa, quando nuove sfide verranno a bussare alla mia porta. Perché la vita è questo, è sensazioni, ardente desiderio, determinazione, ostacoli, tristezza, malinconia, incertezza, felicità.
È conquista.

Non sono pronta a partire, non ancora. Ci saranno cose e soprattutto persone che mi mancheranno moltissimo, ma non sarò mai pronta per partire, almeno non come intendo io.
 Quindi mi lancio e sì sono pronta, determinata come non mai.

Un besos,
Ale

"Anche se desideri farlo, andartene è difficile, sempre."
[cit. John Green]








P.S. Siamo arrivati a 5000 visualizzazioni. Grazie! Grazie non solo a voi lettori italiani, ma anche a tutte quelle persone che là fuori nel mondo pensano che io sia interessante e soprattutto grazie alla mia amica polacca Ola che, anche se lontana, mi legge sempre!
Grazie a tutti di cuore, vi voglio bene! ;)


sabato 26 luglio 2014

Time is running out: Airfare &Co.

Manca meno di un mese alla partenza e io non sono PRONTA! Essenzialmente il problema è che mi ritrovo malata a 3 settimane dalla partenza e sto andando fuori di testa. Fino ad ora era andato tutto liscio come l'olio, anche fin troppo, e quindi (siccome la dea bendata non mi sorride molto spesso) ecco che arriva la doccia fredda. Ho la Pertosse, amici miei! E probabilmente l'ho presa a Castello Tesino, che gioia!
Sono praticamente 3 settimane che tossisco come se dovessi sputare fuori l'anima e puntualmente ogni volta rischio di soffocarmi, perché deglutire mi risulta assai difficile.

Dalla terra dei Coccodrilli&Serpenti (Federico docet) va tutto a gonfie vele. Continuo a scambiarmi emails con Tom e stiamo organizzando gli ultimi dettagli tecnici. Ora come ora Tom e Mel avranno fatto avanti e indietro dalla scuola 23948504 volte per vari colloqui e fogli da dare (grazie, grazie per una Hostfamily così carina che si adopera tantissimo per me!). Dovrei essere una Senior in linea teorica perché sono nata prima di Giugno 1997, ma vogliono farmi fare un test per vedere com'è il mio livello. Nonostante questo, io sono decisa a prendere AP English Literature and Composition o AP English Language and Composition, AP United States History, Physics; Intensive Math o AP Calculus AB (per Mate non so cosa scegliere perchè sono proprio una frana!) come materie obbligatorie; come materie facoltative vorrei fare AP Latin (vivrò di rendita, ma almeno non mi dimentico tutto!), AP Chemistry o Biology Honors (credo che chiederò consiglio alla mia prof che è sempre gentilissima) e poi non so forse prenderò qualcosa di più easy visto che con le altre ci andrò giù pesante, ma almeno mi mantengo sullo stesso carico di lavoro che ho qui in Italia.
Come attività extra poi pensavo di fare Basket visto che ci ho giocato per 8 anni e mi piaceva un sacco.

FINALMENTE dopo varie sollecitazioni sono riuscita a farmi inviare i biglietti aerei prima di quanto in realtà Mondo Insieme avrebbe voluto. La partenza è confermata per il 17 Agosto.
Mi faccio 3 voli con 2 scali. Visto che il 17 ho il primo volo per Francoforte molto presto, probabilmente partiamo il 16 pomeriggio e dormiamo in albergo giusto per non dover fare una levataccia di quelle gigantesche. Fino a Francoforte dovrei viaggiare con altri ragazzi di Mondo Insieme e poi da li ci smistiamo verso le varie destinazioni. Prego e spero che ci sia qualcuno che venga con me fino ad Atlanta perché io se penso all'aeroporto di Atlanta sono terrorizzata: stiamo parlando dell'aeroporto più grande negli USA e ciò significa che perdersi è molto ma molto facile. E aggiungiamoci anche che prima del volo verso Panama City Beach ho 5 ore da aspettare in aeroporto, credetemi se dico che ho davvero paura di perdermi! Come minimo quando arrivo ad Atlanta andrò alla ricerca della calamita per quella rompipalle di Enrica, mi farò tutto l'aeroporto per cercarla, non la troverò e tornerò da dove sono venuta perché sulla strada che ho fatto c'era uno Starbucks e ho voglia di Frappuccino al gusto Espresso, ma poi cercando Starbucks mi accorgerò che stanno già imbarcando il mio volo e io sono dalla parte opposta al terminal in cui stanno imbarcando; dunque correrò come una forsennata per arrivare al gate ma quando arrivo stanno scollegando il braccio che ti porta all'aereo...Già lo so che finisce così! Spero che almeno Tom venga a salvarmi con un aereo della Marina di PCB! Ahahahah no way!
Ora potete capire quanto io sia felice di farmi 5 ore in un aeroporto, con sindrome da jet lag, perchè in Italia sarà quasi ora di andare a dormire, e senza nessuno con cui far passare il tempo.
Ah quasi dimenticavo... Bisogna che passi pure la DOGANA! Dio spero che non abbiano da ridire sui medicinali per allergie e asma che mi porto dietro, se me li buttano via sono nella merda fino al collo! Va beh, spero che non arriveranno a tanto, altrimenti mi metto a piangere come una disperata fino a quando non me li ridanno!
L'ultimo volo spero sia il più tranquillo perché credo proprio che sarò esausta: a occhio e croce arrivero a Panama City Beach dopo quasi 24 ore da quando sono partita. Non voglio neanche pensarci che un giorno e mezzo dopo inizio scuola.

Tom si è preso un giorno di ferie il 18 Agosto perché ci tengono ad accompagnarmi entrambi a scuola a scegliere le materie e vogliono farmi fare anche un giro per non farmi sentire così spaesata. Che dolcini! Non potevo chiedere di meglio. Spero di riuscire a vedere Stacy nei primi giorni che sarò là perché anche lei è sempre molto carina con me. Pensavo che forse potrei regalarle il braccialetto tricolore di Cruciani e magari ne prendo uno anche per Mel, vedremo.
A regali sono messa davvero malissimo. L'unica cosa certa è che comprerò una moka per fare il caffè e porterò un po' di quello buono, che se loro non lo bevono almeno me lo bevo io (eccome se me lo bevo! Io che sono Coffee Addicted!); per il resto zero idee: forse a Mel prenderò un portafoglio di Armani oppure una pashmina con una stampa, mentre a Tom credo che prenderò una cintura, anche se forse potrei fare una capatina al negozio di Harley Davinson di Brescia e vedere se trovo qualcosa di interessante... Mmmm scegliere sarà difficile.

Un besos,
Ale

"Il punto non è da dove prendete le cose, il punto è dove le portate."
[cit. Jim Jarmush]

giovedì 17 luglio 2014

We are One

Mi scuso tanto: ultimamente non aggiorno spesso ed è soprattutto colpa della poca voglia, anche se ora come ora ho un SIMPATICISSIMO broncospasma (cioè un'infezione ai polmoni) sono giustificata!

Dunque eravamo rimasti che vi avrei parlato di Castello Tesino, giusto? :)
Alloraaaa... Partiamo dal presupposto che ho sempre partecipato ai campi della parrocchia da quando ero alta 1 m e tanta voglia di crescere. Quest'anno quindi ho deciso di passare dall'altra parte, non essere più un'animata, bensì diventare animatrice. Un'esperienza irripetibile.
Preparare un campo-scuola è impegnativo, Dio solo sa quanto sia impegnativo. Abbiamo iniziato a fare riunioni ancora a fine Aprile per decidere un tema, un Leitmotiv, creare le attività, decidere i giochi, le camerate, i turni di pulizie, le squadre. Detto così sembra anche poco lavoro, ma credetemi abbiamo sfacchinato un bel po'!
Quest'anno la mia parrocchia ha pure cambiato casa a causa di quel simpaticissimo parroco che ci ritroviamo, addirittura soprannominato Don Ciccio o Don Busta (quella dove si mettono le offerte per la chiesa...), eh insomma potete immaginare il personaggio!
Voglio partire dalla fine che secondo me è l'inizio di qualcosa di nuovo. Ho approfondito molte persone: eravamo 8 animatori e ho conosciuto molto meglio almeno 3 di loro. E continuo a farlo! ;)
Le riunioni, i ritrovi alla spicciolata, gli "Ape" in cui bisognava combinare qualcosa e puntualmente non si è combinato nulla, i litigi, le prese in giro ci hanno reso un gruppo più unito.
Il 23 Giugno siamo partiti alla volta di Castello Tesino con 20 bambini di IV e V elementare (potevano essere molti di più, visto che di solito sono molti di più) che facevano per 40! L'inizio è stato dei più traumatici: arriviamo, le camere sono già tutte fatte ed ecco che due papà guastafeste vengono a dirci che le loro bambine devono stare ASSOLUTAMENTE in camera insieme e come se non bastasse ci chiedono se sappiamo fare un letto. Ora ma mi prendi in giro?!?!? Mica sono una demente che a 17 anni, quasi 18, non è neanche capace di fare su un letto! Ma fin qua ancora tutto okay, o almeno quasi.
Il secondo giorno hanno preso piede le crisi di pianto per mancanza di Mamma&Co. Ahahaha sono cuccioli, piccoli piccoli eppure hanno questa voglia matta di diventare grandi! Quanto li capisco la prima volta che sono andata in vacanza senza i miei avevo 5 anni e ora vorrei solo diventare abbastanza grande da abbandonare definitivamente il nido!
In camera eravamo 2 animatrici, io e Giulia, e 5 bambine di cui 2 Emma. Emma e gli unicorni ahahahaah, in pratica questa bambina se ti mettevi in mezzo agli occhi un dito capiva subito che stavi imitando un unicorno, ma come è possibile?!? Queste nuove generazioni... Davvero strane: tutte le bambine dico TUTTE  avevano shampoo, balsamo, profumo, maglie, vestiti, jeans di Violetta. Sì avete capito bene Quella Violetta.
Ogni giorno mi alzavo, puntualmente svegliata da Za' che entrava in camera e mi soffiava in faccia (sembra niente di che, ma è peggio che ricevere una secchiata d'acqua in faccia!), tiravo fuori la testa da sotto il piumone e iniziavo a gelare per il freddo. Quindi svegliavo tutti (in primis quella pigrona cronica di Giulia) mi lavavo e poi andavamo tutti insieme a fare una preghiera veloce e poi colazione in refettorio.
Il cibo. Vi è mai capitato di andare in colonia durante un'estate? Bene se vi è capitato, saprete bene che si mangia poco (almeno con i preti che hanno il braccino corto), beh noi animatori avevamo a disposizione un intera dispensa con almeno 20 kg di Nutella, fate un po' voi...
Il terzo giorno dovevamo andare a camminare ma c'erano le nuvole basse e rischiava di piovere quindi nada. Siamo rimasti a casa e i bambini hanno giocato un po' a calcio nel nostro campetto, hanno fatto qualche gioco da tavolo e poi abbiamo fatto qualche gioco tutti insieme.
Il quarto giorno siamo finalmente andati a camminare, con grande disappunto della maggioranza del campo! Aahahah io avevo una voglia invece! Stare chiusa tutto il giorno in casa perché piove, c'è un freddo polare e per di più in una casa fredda e noiosa non mi piace(va)! Passeggiata molto easy, ci saranno stati 2 km di salita in tutto e d'altronde avevamo bambini di 10 anni, non si può pretendere troppo... La cosa bella è stata che la connessione del telefono prendeva a manetta a differenza della casa in cui stavamo, dove beccare il 3G significava dover piangere in tutte le lingue del mondo! Anche qui faceva un po' freddino, ma almeno siamo arrivati a questo bivacco e così io e Angelo, uno dei cuochi che era venuto con noi, abbiamo acceso il fuoco. Il nostro don era convinto che facendo palline di carta saremmo riusciti ad accendere il fuoco prima... Aahhaah povero illuso, odio quando gli uomini pretendono di avere più ragione di una donna solo perché si tratta di una donna!
Il resto del campo è corso via tranquillo, a parte le notti. Stavamo in piedi fino alle 3.00 quando andava bene, un paio di notti abbiamo tirato fino alle 4.30 e il giorno dopo abbiamo pagato tutti lo scotto!
Gli altri giorni non mi ricordo esattamente cosa abbiamo fatto anche perché è passata un'eternità! Gli ultimi 2 gg è salito su anche Belle, un nostro animatore, che ha voluto a tutti i costi venire a vedere come se la cavavano i suoi animati. Invece quell'infame di GT (lo chiamo così perché è uno un po' tanto precisino e perfettino e non vorrei che mi querelasse per violazione della privacy) doveva "studiare" per un esame e non è venuto.  Belle ha portato su ancora più birra di quanta già non ce ne fosse e abbiamo fatto baldoria tutti insieme (come tutte le sere) dopo che i bambini erano andati a letto.
L'ultima serata è stata bellissima, no fantastica indimenticabile. Abbiamo acceso un falò e abbiamo creato un cerchio con dei lumini per ogni bambino. Quindi hanno letto una lettera ad Alex (quello di Madagascar, il tema era l'amicizia) per convincerlo a ritornare nel gruppo dopo che è fuggito, pensando di essere un animale troppo selvaggio e ingestibile. Davanti al fuoco avevamo poi deciso di mettere dei colori lavabili a dito, ognuno con un significato preciso: rosso - ti voglio bene; giallo - scusa; verde - grazie. A fine serata avevamo le facce tutte sporche di tempere, ma è stato davvero bellissimo. Infine ci siamo scambiati i regali dell'amico segreto (in pratica a inizio campo abbiamo pescato tutti un bigliettino con su il nome di un partecipante del campo; durante il campo bisognava impegnarsi a conoscerlo meglio e a fine esperienza fargli un dono) e noi animatori abbiamo distribuito a tutti le maglie con su il motto del campo ("We are One" per l'appunto!).
L'ultima notte meriterebbe un discorso a sé, ma la voglia è meno di zero. Per dirlo alla veloce dovevamo fare il dritto fino alla mattina seguente e per far passare il tempo ne abbiamo fatte di tutti i colori. Abbiamo mangiato kg e kg di pasta al tonno, hanno bevuto birra come all'Oktoberfest, inzuppato biscotti in vasi di Nutella giganti, bevuto fiumi di succhi di frutta, riso fino a piangere e hanno fumato come turchi in dispensa. La ciliegina sulla torta è stata che siamo finiti tutti in camera mia e di Giulia a fare un gran chiasso, ci siamo messi a giocare a briscola a 5, cantare e poi abbiamo giocato a laser con un rotolo di nastro per regali. Tutto questo prima delle 4.30... Io morivo di sonno e iniziavo ad aver paura di non riuscire a dormire nel mio letto che mi era stato rubato da Vero, ma tutto è bene quel che finisce bene, giusto?
La mattina dopo eravamo tutti in stato catatonico... Il resto ve lo lascio immaginare! :)




















"We are One."
[cit. Football Worldcup]

mercoledì 9 luglio 2014

Visa D.I.Y. : Do It Yourself

Ehi!
Sono ancora qua! (il che è tutto dire dopo aver scritto un post si e no al mese...)

N.B. post lungo e dettagliato
Come vi avevo anticipato il 3 luglio avevo il colloquio per ottenere il Visto al consolato americano a Milano.
Fare il visto è una stupidata, ancora più semplice che bere un bicchier d'acqua. La parte difficile è il PRIMA dell'appuntamento al consolato.

Se dovete fare il Visto dovrete andare sul sito per la richiesta del Visto che, da quanto ne ho capito io, dopo tutta la trafila a cui ti fa rispondere ti genera la confirmation del DS-160.
Per me compilarlo è stato un incubo: innanzitutto perché il sito ti dice di scrivere nome e cognome ESATTAMENTE come riportati sul passaporto. Ma il mio cognome è Sigurtà e ovviamente il sito del consolato non riconosce ne le lettere accentate ne l'apostrofo, quindi sul mio Visto (che tra l'altro mi hanno appena consegnato) sono diventata Alessia Sigurta. Va beh, pazienza, amen!
Il secondo scoglio è stata il luogo di residenza. No perché io non potevo vivere in un posto con un nome breve, no io vivo in un posto come Castiglione delle Stiviere che ha ventordici lettere! Dunque Castiglione delle Stiviere è ben presto diventato Castiglione d.Stiv perchè non prendeva neanche Castiglione d/S.
Vi chiederà poi la region/province: mettete la provincia, dopo vi chiederà lo Stato.
Nella seconda pagina va beh vi chiede la nazionalità e se avete la doppia nazionalità (sempre invidiato i bilingui, sappilo Anna!), la cosa importante nel Personal 2 è il National Identification Number e qui dovrete inserire il numero della vostra carta d'identità.
Nella pagina Address and Phone Information io personalmente ho inserito i dati della mia famiglia, ma inizialmente il mio babbo aveva pensato che dovessimo inserire i dati dell'hostfamily (cosa che ha dato adito ha una mega super litigata tra noi due), ma pensandoci ora a mente fredda dovete sicuramente inserire i vostri dati: altrimenti come farebbero quelli che non hanno ancora ricevuto il Placement?!?!
Si arriva dunque alla pagina Passport. Dovete semplicemente inserire il codice del vostro passaporto, dove l'avete fatto e quando e mettere la scadenza del passaporto.
In Travel Information, la pagina seguente, quando vi chiede quale tipo di visto state richiedendo se siete exchange students dovrete inserire la lettere J e poi il n.1; vi chiederà poi quando arriverete, date una data approssimativa se non sapete il giorno della vostra partenza. Ora un punto difficile da spiegare: subito dopo aver detto quanto sarà lunga la vostra permanenza, vi verrà chiesto dove andrete a stare. Mondo Insieme non mi ha dato consigli in merito e io avendo già la famiglia non me ne sono neanche preoccupata, ma nel caso in cui voi non aveste il Placement secondo me potete dare le info della sede principale della vostra associazione partner in USA. Vi verrà poi chiesto chi paga il vostro viaggio: barrate SELF anche se sono i vostri genitori a sborsare i soldi.
Nel Travel Companions Information chiede soltanto se si viaggia accompagnati, fate voi.
Ora arrivano le domande più strampalate che ci possano essere: immaginate la domanda più strana che ci possa essere, molto probabilmente sarà in quella lista.
Dopo la tiritera di 13574357732 domande arriverete al U.S. Point of Contact. Qui vi richiedono ulteriori informazioni (che sostanzialmente sono sempre quelle che avete inserito in una pagina precedente) sulle persone che vi ospiteranno. Se non avete ancora il Placement prima provate a chiedere alla vostra associazione in Italia e se non vi sanno rispondere mettete don't know.
Nella pagina Family vi chiedono sostanzialmente le info anagrafiche della vostra famiglia, riempitele.
Dopo aver detto che siete studenti nella pagina successiva, il  Present Work/Education/Training Information,  vi chiedono le info della vostra scuola (in Italia presumo), inserite tutto; dopo c'è una domanda in cui si chiede di descrivere ciò che si fa: io ho scritto il tipo di scuola e l'indirizzo scolastico della mia scuola, oltre all'anno che frequento.
Dopo avervi chiesto se avete mai lavorato, arriverete nella pagina Security and Background vi chiedono se avete qualche malattia particolare o se soffrite di malattie psichiche e se avete mai abusato di droghe, le risponde mi paiono quasi scontate. A questo punto continua la Security and background con altre 2784785403929 domande in cui vi chiedono cose tipo "Sei un terrorista?" "Hai mai sponsorizzato azioni terroiste?", ecc. Nella p.5 si chiedono le info di persone che possano essere eventualmente chiamate per assicurarsi delle vostre buone intenzioni. Magari inserite nomi di persone che parlano bene l'inglese!
Infine vi chiedono il codice SEVIS che vi hanno spedito con il DS-2019.
Dopodiché vi chiederanno di nuovo il tipo di visto: ricordate J1, cioè exchange visitor! Non so come ma nella mia confirmation quando l'ho stampata è venuto fuori che ero una richiedente di Visto F1...

Dopo aver stampato la confirmation del DS-160, vi potrete registrare qui dove, dopo aver cliccato su Temporary Visa e poi su Italy-Italian, dovrete creare un account. Quindi scegliete la sede, inserite il codice di conferma del DS-160 e poi procedete a tutto il resto. Qui inizia la fase semplice!

Ora arriviamo alle cose importanti, al consolato dovete portare:
1. Fototessera 5x5 cm 
2. Confirmation del DS-160                                   
3. Copia del DS-2019
4. Passaporto
5. Certificazione dello stato di famiglia                 
6. Estratto conto del 1^ trimestre/dichiarazione dei redditi


E poi: 
1. Non potete portare la borsa all'interno del Consolato (a Milano la potete lasciare in un bar li vicino)
2. I genitori non possono entrare con voi
3. Il telefono ve lo faranno lasciare spento in un armadietto
4. Mai mettere le mani in tasca

Il "colloquio" si svolge così: entri, ti fanno passare sotto il metal detector, ti fanno mettere ben in vista il passaporto e ti fanno riporre il telefono in un armadietto, sali al 7^ piano, ritiri il tuo numerino e aspetti fino a quando ti chiamano. Quando ti chiamano ti ritirano la documentazione che hai portato e ti fanno ritornare in sala d'aspetto, dopodiché ti richiamano e ti prendono le impronte digitali. Il famoso colloquio con il console io non l'ho fatto, un'impiegata, tra l'altro parlando in italiano, mi ha semplicemente chiesto dove vado e se ho intenzioni di fare la quinta in Italia. Infine vi ritirano il passaporto e vi mandano un'email quando è pronto o quando vi verrà spedito a casa.
Stop questo è tutto! 
Spero di essere stata utile!
  
"Il mondo, alla resa dei conti, non è uno schedario o un’equazione matematica."
[cit. Karen Blixen]


Un besos, 
Ale


P.S. Ecco qui il mio visto!



mercoledì 2 luglio 2014

Already finished, but not yet started

Queste ultime settimane sono state strane, stranissime. Mi sono lasciata alle spalle qualcosa di importante e ora sono proiettata verso la mia nuova vita in Florida. Forse ho finalmente capito quale aspetto della mia personalità prevale sull'altro: se dr. Jekyll o mr. Hyde.
La scuola in Italia è finita. Camminare per l'ultima volta nei corridoi del Gonzaga mi ha fatto uno strano effetto. Un effetto ancora più strano parlare con la mia vecchia prof di Latino&Greco del biennio: mi sono ricordata la sua cattiveria gratuita e ho ringraziato il cielo che io non ce l'abbia più, altrimenti mai e poi mai mi sarei sognata di partire.
 La pagella è andata bene, non quanto avrei voluto, ma non si piange sul latte versato.
Si è chiusa una porta e sto aspettando che si apra il portone.

Busi, un mio compagno di classe, è partito quasi due settimane fa, destinazione: Nuova Zelanda.  La domenica noi amici siamo andati a salutarlo e ho sentito il brivido dell'avventura. L'abbiamo salutato e abbracciato e martedì sera è sparito verso Auckland.
Lorenzo è stato il primo... Ora toccherà a me e a Lodo (anche se non ha ancora una famiglia e mi dispiace un po'...). So che continuo a ripeterlo, ma mi fa un effetto stranissimo, quasi surreale. Ancora un po' e anch'io abbandonerò il mio angolo di Italia e andrò alla ricerca del mio "American dream". Così questi 46 giorni (e si, alla fine parto il 17) sono diventati il mio peggiore incubo: mi sono ritrovata proprio in un bel limbo! Aspetto con ansia la partenza e non riesco a non pensare almeno 1192938329 volte al giorno all'America, proprio non ci riesco. Ma allo stesso tempo sono ben piantata con i piedi in Italia e se penso che a settembre non sarò qui non ci credo, letteralmente non ci credo! Ho una citazione della Fallaci, tratta da "Un uomo", in cui afferma che l'abitudine è la peggiore delle malattie perché te ne accorgi soltanto dopo che si è annidata dentro di te in modo tale che non possa più liberartene. Sento che la mia vita qui in Italia sia un po' così. Quindi l'idea di partire e spezzare la routine non è ancora stata ben metabolizzata dal mio cervello...

Due settimane fa ho fatto Skype con Tom e Melissa. OVVIAMENTE World Heritage, la mia associazione partner, non mi vuole far partire prima perché " andrei a scombussolare gli altri ragazzi con cui parto". Che poi chi ha mai menzionato un viaggio di gruppo?!? Anche Livio mi aveva ribadito che se va bene a volte si riesce a far partire 2/3 exchange insieme. Abbiamo parlato degli aspetti più pratici di questa esperienza: bancomat/ carte di credito, telefono e tariffe, conti corrente e soprattutto scuola. 
Tom e Melissa sono fantastici. Chiedo loro una cosa e il giorno dopo mi rispondono subito. Perciò ora vi potrete sorbire le mie disquisizioni su ciò che ho menzionato prima.
1.  Il cash. Noi exchange possiamo aprire un conto corrente in USA dove farci accreditare i soldi dai genitori. Però servono il codice del visto e mi pare pure del passaporto. Con questo poi possiamo avere sia una credit card che una debit card. Altrimenti potete chiedere alla famiglia se sono disposti a farsi versare i soldi che vi servono sul loro conto corrente personale. Infatti se optate per una carta di credito prepagata (italiana, riguardo alle altre non so) ogni volta che andrete a prelevare, vi verranno sottratti alcuni dollari di commissione  (una cosa come 5$ ogni 100$, ma non sono sicurissima)
2. Il telefono. Per quanto mi riguarda è una nota dolente. Scordatevi i piano ricaricabili da 10€ al mese che mi piacciono tanto e costano poco. I piani ricaricabili se si trovano costano intorno ai 50/60$. I contratti con incluso il telefono (vedi Iphone ed affini) costano cifre esorbitanti. Per farvi un'idea Tom e Melissa in due spendono 130$ al mese con un piano tariffario dei più economici. Però ieri Tom mi ha inviato un'email dicendomi che dovrebbero esserci delle SIM che potrebbero fare al caso mio; se non dovesse funzionare questa fantomatica SIM comprerò un telefono nuovo con annesso piano tariffario.
3.La scuola. Sempre nella email di ieri Tom mi ha detto che ha chiesto alla counselor se sarò Senior o Junior. Esattamente non lo sanno ancora perché ci tengono a vedere al più presto i miei voti e le mie medie (Oh Gosh!) con me (?!?) per poi scegliere insieme le materie che deciderò di svolgere. Anche in questo caso ho un però: Stacy sarà una senior come me, Belle ,un'altra ragazza che ho "conosciuto" dato che non mi ha ancora risposto, (una '97) sarà anche lei senior... Gli americani sono complicati complicatissimi! Da come me lo hanno spiegato Tom&Mel dovrei essere una senior (almeno anagraficamente) perché sono nata nella prima metà dell'anno. Speriamo che almeno questa vada in porto come dico io!

Domani vado in Consolato per la richiesta della Visa e devo ammettere che questa cosa mi ha già fatto sudare 7 camicie... Vi racconterò meglio in un altro post!

Un besos,
Ale

"Dovete essere voi giudice della vostra felicità."
[cit. Jane Austen]


P.S. Mi scuso per la mia scandalosa assenza su questo blog, ma ho avuto dei buoni motivi. Avevo bisogno di riflettere e di ritrovare l'equilibrio e poi settimana scorsa sono andata a fare l'animatrice in un camposcuola della parrocchia (ve ne parlerò meglio in un altro post!) :)