"We are put on this planet only once, and to limit ourselves to the familiar is a crimine against our minds." [cit. Roger Ebert]


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sabato 31 gennaio 2015

Time is over...Who wil be the next?

L'ultimo posto dall'America. Che effetto strano, surreale, impossibile.
Sto sorseggiando un Iced Green Tea Lemonade affacciata sopra il mio gate e ancora non mi capacito che sto tornando a casa.  È un effetto stranissimo, ancora non ci credo. Sul serio NON ci credo.
Dopo un po' ti abitui talmente tanto a qualcosa che strappare tutto di nuovo per andartene, di nuovo, dall'altra parte del mondo per l'ennesima volta semplicemente non ti sembra possibile. E personalmente credo che non lo sia!
Sono felice di tornare, sul serio, sono felice ma mi rendo conto che, di nuovo, abbandono qualcosa di conosciuto per un nuovo (in)certo. Questo perchè mentre ero via tante cose sono cambiate e io stessa sono cambiata. Non temo per la mia famiglia, loro sono sempre lì e non se ne andranno mai, unica costante probabilmente di qualsiasi persona. Ma tutto il resto? Tutto il resto non lo so e sinceramente non ho tutta quest'ansia di scoprirlo; in questo periodo se c'è una cosa bella che ho imparato a fare è fregarmene di quello che dice la gente, delle false apparenze, dei sorrisi e delle frasi di circostanza. Non sono una persona falsa e non lo sarò mai, poco importa se i vostri sentimenti saranno urtati dalla sottoscritta, nessuno vi tratterà mai con i guanti bianchi nella vita, meglio iniziare da subito a imparare la lezione.
Fa così strano, domani rivedo i miei genitori e lunedì le mie migliori amiche. Eppure non avrei voluto dover salutare Stacy e la sua famiglia.
Solo a freddo, dopo che quest'esperienza è ormai giunta al termine, posso dire che dei lati positivi ci sono stati, ma negare che sia stata dura è impossibile. Non è dura per il 90% del tempo, a me la mia famiglia non è mai mancata da star male, ma ci sono quei momenti in cui ti fai prendere dallo sconforto e non ci puoi fare nulla. Quei momenti in cui ti rendi conto di essere quasi a metà e quello che vorresti è tornare a casa, mollare tutto, fare le valigie, non salutare nessuno e prendere soltanto quell'aereo destinazione Milano. Essere exchange students non è semplice, non è una cosa figa (anche se purtroppo ora la pubblicizzano così), non è una vacanza, non è viaggiare per un anno o sei mesi continuamente senza interruzioni, non è ottenere sempre quello che si vuole quando lo si vuole solo perchè abbiamo sborsato un sacco di soldi, essere exchange non significa essere sempre felici.
Essere exchange students ha mille significati, eppure nessun aggettivo sarebbe in grado di descriverlo come si dovrebbe, perchè ogni exchange è diverso e si svolge in mille modi diversi. Se c'è una cosa che mi ha insegnato vivere all'estero per sei mesi è questo: essere più concilianti ed accomodanti, perchè non ci sono la tua mamma e il tuo babbo che ti tengono per la manina e ti portano l'acqua con le orecchie quindi sei TU che ti devi adattare agli altri; non puoi pretendere nulla se non da te stesso, spesso e volentieri ti senti impotente, ma devi imparare a conviverci. Impari ad essere gentile perchè ti rendi conto che non puoi fare terra bruciata intorno a te solo perchè quello li secondo te non è sufficientemente cool. Impari a non imporre agli le tue decisioni, ma lasci che siano loro a decidere perchè un 4:1 non ha mai avuto molto senso... Impari a non essere lunatica e a stamparti sempre un sorriso in faccia, perchè qualsiasi cosa succeda tu devi essere positiva e non puoi farti vedere sofferente o malinconica. Impari a stare zitta e a non urlare o dire la tua quando vorresti, ma te lo tieni dentro e lo urli a te stessa perchè mandare giù il boccone non ne sei mai stata capace.
Impari tante cose e nel frattempo la tua personalità cambia, in modi che non avevi neanche mai pensato possibili. Qui mi dicono tutti che sono una ragazza dolcissima: se mi conoscete bene, sapete che è vero solo l'esatto contrario. Sono lunatica e acida, ipercritica e poco aperta a quelle persone che cercano di invadere il mio territorio di giurisdizione. Essere dolce, insomma, non mi appartiene.
Vi dirò una cosa che non dicono mai ai ragazzi che stanno per partire: quando sarete in America non sarete voi stessi. Non lo dico in negativo, ma semplicemente sarà come avere un alter ego o una doppia personalità. Non avete le competenze sufficienti per comportarvi e comunicare nello stesso modo in cui vi comportate e comunicate nel vostro paese, semplicemente perchè il lessico che normalmente utilizzate è molto diverso da quello corrispondente nella vostra seconda lingua e spesso e volentieri non riuscirete ad esprimere esattamente ciò che volete dire. Don't panic è normale.
Purtroppo ci si rende conto solo dopo che le orientation che ti fanno non servono a un tubo, non ti preparano e non ti fanno abituare al peggio. Perchè piace farsi sempre descrivere le esperienze fantastiche che hanno avuto quei 3/4 ragazzi per anno che sono stati fortunatissimi. Non a tutti succede, a molti no. Non andrete in una casa di Teen Cribs, statene certi all'85%; non viaggerete in lungo e in largo l'America, ma d'altronde non ci siete venuti per questo. Perlomeno non era la mia idea principale: a differenza di quanto vanno a dire in giro Tom e Melissa, sapevo dal primo istante in cui ho scoperto di aver la famiglia che non avrei viaggiato e le mie aspettative non erano assolutamente diverse da quello. Ecco preparatevi pure al confronto, a quello dove dovete tirare fuori la voce, farsi sentire e dire perchè le cose non vanno. Solo voi. Nessun altro può farlo. Non spaventatevi, sarete in grado di farlo perchè non ci sarà nessun altro li per voi e come si dice "Chi l'ha dura, la vince". Ci sono tanti se e tanti ma, ma non fatevi scoraggiare.
I miei sei mesi potevano essere migliori? Si, decisamente. Credo che essere stata anche male a volte abbia condizionato negativamente la mia esperienza? Assolutamente no. Sono cresciuta. Ora sono una versione migliore di me stessa.

Un besos,
Ale

"Veni, vidi, vici."
[cit. Giulio Cesare]



mercoledì 28 gennaio 2015

It is not a Goodbye, it's a See you Soon!

Questo post avrei dovuto iniziarlo a scrivere sabato appena sono tornata a casa, ma non ce la facevo ero troppo scossa e anche venerdì è stato un po' lo stesso. Mi sentivo "miserable".

Sapete già che Stacy non mi avrebbe potuto accompagnare all'aeroporto perchè sarebbe dovuta andare a Lakeland al Florida Southern per un weekend di borse di studio. Beh sabato sera è stata l'ultima volta che l'ho vista e penso che le cose belle succedono sempre alla fine, quando si guarda indietro al cammino che si ha percorso insieme e si sorride delle mille cose fatte insieme, quelle che vi hanno legato indissolubilmente e quelle che talvolta vi hanno allontanato.
Questo sabato sera è stato probabilmente uno dei sabati sera più belli della mia vita.
Sapete come a volte bastano gli amici di sempre per sentirsi in pace con il mondo? Ecco. Io non sono una che ha bisogno di party, feste piene di alcool o quant'altro per sentirmi viva e amata (o qualsiasi altro aggettivo che usereste voi). Non sono quel tipo di persona. Sono quel tipo di persona che sente un bisogno fisico di parlare a ruota libera con persone che possano capire cosa mi sta succedendo. Quel tipo di persona che preferisce lunghi silenzi a cinque minuti di conversazione che non portano a nulla, assolutamente nulla. Quel tipo di persona timida all'inizio che piano piano si lascia scoprire e che scopre senza insistere. Quella sono io. E questo mio ultimo sabato sera in America non avrei potuto passarlo in un modo migliore. Perchè è stato il sabato sera più semplice e più bello del mondo, di quella bellezza senza tempo, senza fronzoli inutili.
È stata una semplice tipica cena americana: hamburgers e apple pie con gelato alla vaniglia.
Una semplice tipica cena con le stesse persone con cui sono stata circa una settimana dopo il mio arrivo a Shell Island. Mi è pure scappato un sorriso a pensarci: il cerchio si chiude nello stesso modo in cui era iniziato. Bizzarro non è vero? Era destino secondo me. Sì perchè dopo quest'esperienza credo ancora di più nel Destino. E voi?
A questa "cena del Destino" c'eravamo io, Stacy, Tami e Billy, i genitori di Stacy, Deanna e sua mamma. È stata una cena per ricorda e ridere di tante cose, legarci ancora di più e salutarci in maniera silenziosa, ma profonda e significativa.
C'è stato un po' da ridire sul fatto che passassi il mio ultimo sabato sera da Stacy, ma davvero non avrei voluto passarlo con nessun altro per nulla al mondo. Ho passato il mio primo sabato sera con lei ed era giusto passare con lei anche l'ultimo.
Ho infine realizzato come loro siano la mia famiglia americana. Delle persone fantastiche che mi hanno accolto senza conoscermi, ma senza giudicarmi, che mi hanno aperto i loro cuori e mi hanno regalato affetto incondizionato e che mi hanno trattato come un membro della loro famiglia. Ci sono tante cose che mi piacciono della loro famiglia eppure non basterebbe una vita per elencarle tutte, semplicemente loro sono i Grahams, i fantastici Grahams. Vedete le cose normali si fanno con la propria famiglia, non con persone che conosci in sei mesi, eppure loro mi hanno sempre coinvolto nelle loro piccole cose senza mai farmi sentire a disagio ed è questo che mi piace di loro. Mi hanno portato a messa con loro, mi hanno portato al loro maneggio, li ho aiutati con i cavalli e mi hanno portato a vedere un college. Insomma sono la mia seconda home away from home in America. Solo loro sono riusciti a farmi amare la Florida, con le loro piccole cose semplici.
Quella cena sabato sera è stata un po' l'epilogo del cammino di strada che abbiamo percorso insieme. È stato un bellissimo epilogo. Un po' amaro, perchè guardando indietro abbiamo pensato a come avremmo potuto fare diversamente alcune cose, come avrei potuto cambiare scuola e come forse avrei potuto esser ospitata da loro.  Ma sono lo stesso felice perchè ho avuto la possibilità di incontrarli.
Dopo aver mangiato siamo rimaste a chiacchierare e Stacy è arrivata portandomi il mio regalo di Natale/Arrivederci con una lettera, ma quella ho deciso di risparmiarla per quando sarei stata sola. Mi ha regalato un braccialetto con la sua collana e gli orecchini dal negozio dove lavora "Plum Delightful".
Questa è "solo" la collana
Non avrebbe potuto farmi regalo più gradito. Di solito non sono una che porta molte collane o braccialetti vistosi eppure mi è piaciuto tantissimo. Ancora di più mi piace l'idea di avere il bassorilievo di un angelo dietro il ciondolo. Come se ci fosse sempre qualcuno a vegliare per me (so che lei appena l'ha visto ci ha pensato, perchè so quanto la Fede sia importante per lei e la rispetto e ammiro moltissimo per questo) e l'ho sentito come una cosa così sentita che ho un sorriso dipinto in faccia ogni volta che lo indosso. Perchè significa che quel qualcuno per farti un regalo ha impiegato del tempo, ci ha pensato e riflettuto su tantissimo perchè voleva che fosse un regalo speciale, un qualcosa avesse un significato, un valore preciso, impossibile da dimenticare. Ecco io credo proprio che non me lo dimenticherò facilmente.

Quando mi hanno riaccompagnato a casa è stata dura. Tami guidava e io e Stacy eravamo in un completo silenzio. Tami, per stemperare la tensione, ha dovuto farmi qualche domanda. Quando siamo arrivate davanti a casa mia, ho abbracciato Tami e sono scesa dall'auto. Stacy è scesa a sua volta e aveva già le lacrime agli occhi ed io pure. Dirle addio è stato difficile. È stata la mia migliore amica qui, eppure è una persona così vera e così bella che davvero mi mancherà tantissimo. Tra le lacrime ci siamo abbracciate più e più volte sperando che quel momento non finisse più. Mi manca già.
Sono entrata in casa e tirando su col naso ho aperto e letto la sua lettera. In bagno perchè in camera mia c'era Amy al computer e io non volevo farmi veder piangere da nessuno. Ha preso un biglietto con su un cavallo, un sauro perchè sa che quello è il colore di manto di cavallo che mi piace di più. Un cavallo perchè sa che amo l'equitazione quasi quanto lei. E poi mi ha scritto questa bellissima lettera che ha iniziato a farmi piangere con il suo "Alessia, it seems yesterday we were meeting for the first time at Starbucks". Si sono aperti subito i rubinetti e non si sono chiusi fino a lunedì in pratica.
 Mi ha scritto cose bellissime, sottolineato altre che già sapevo ma che voleva che mi rimanessero ben impresse nella mente, come il fatto che tra due anni mi vuole come roommate al Florida Southern. Come il fatto che ogni giorno prega per me. Sembra strano ma quando ho letto così ho sentito una stretta al cuore: sì è vero io non sono particolarmente credente, almeno non più, ma sapere di essere così importante per qualcuno al punto che prega per te ogni giorno significa che qualcuno che davvero ti vuole così tanto bene dopo solo sei mesi esiste. Sono triste perchè lascio la mia piccola realtà americana e delle persone fantastiche. Ma sono felice perchè so ci rivedremo presto, perchè questa è il tipo di amicizia che la mia famiglia ha stabilito con Michael e Elaine. E so che questo non è un Addio, ma solo un Arrivederci. 

Ma no in definitiva non sono triste, perchè, come mi ha scritto Stacy, "don't cry because it's over, smile because it happened". Ed io sorrido perchè la fortuna di incontrarli ce l'ho avuta!

Un besos,
Ale


"Ognuno di noi condivide lo stesso sistema di radici, come le foglie d'erba."
[cit. John Green]

domenica 18 gennaio 2015

Time flies: -15 days

Sono tornata da Phoenix solo due settimane fa, eppure mi sembra di aver vissuto in un mondo parallelo per due settimane mentre ero lì, quasi un sogno. Il viaggio di ritorno è stato in qualche modo travagliato, ma ero io, non i voli: è sempre difficile andarsene da un posto in cui ti trovi bene, un po' come quando sono partita ad Agosto, ho dovuto obbligare me stessa ad allontanarmi il più velocemente possibile per non iniziare a piangere.
Quando sono atterrata all'aeroporto a Panama City mi è venuta a prendere Amy e già sulla via di ritorno mi ha detto che sarebbe dovuta partire anche lei per New Orleans con Stefani e Steve quella domenica e sarebbero tornati solo il venerdì successivo. Stefani e Steve infatti sono stati scelti per fare le comparse in un film con Will Ferrell e Mark Wahlberg.
Dopo esser appena atterrata ed essere un po' scombussolata mi sono un po' cadute le braccia, ma forse ero solamente molto stanca. Così l'indomani, visto che l'altra alternativa non mi allettava affatto, ho chiesto a Jill se la sua hmom sarebbe stata disponibile per ospitarmi per una settimana. Le ho spiegato tutta la storia e lei si è mostrata comprensibile e mi ha detto che ci avrebbero pensato loro a me. Non facevo i salti di gioia a pensare di dover stare da sola con una persona vista solo una volta per dieci minuti in casa e nemmeno andare da Jill mi esaltava da matti, perchè percepisco di non starle così simpatica (anche se questa settimana il nostro rapporto è effettivamente migliorato). Credo che per la prima volta nella mia vita abbia preso la decisione che era giusto prendere e in un certo qual senso mi sono sentita matura; so che era una decisione stupida da prendere, ma quando sai di non essere particolarmente gradita la decisione non è mai semplice. Così ho preso la mia decisione e mi sono messa l'anima in pace.
Il venerdì seguente sono uscita con Stacy. Mentre stavamo andando a Pier Park mi ha detto che non potrà accompagnarmi all'aeroporto il 31 Gennaio perchè il giovedì o il venerdì prima parte per andare a Lakeland al Florida Southern (il college che abbiamo visitato dopo esser state a DisneyWorld e a cui andrà) per fare le interviste e l'audizione per la borsa di studio. Mi è sembrata davvero dispiaciuta di non poterci essere, ma ci siamo tacitamente messe d'accordo che la sera prima che parta ci vediamo e ci salutiamo. Inizialmente il nostro piano era andare a vedere Taken 3 per una storia che riguarda sua mamma Tami, ma alla fine, dato che Stacy è venuta a prendermi tardi causa audizione di danza per uno spettacolo, ci siamo risolte a comprare i biglietti per Una notte al museo 3. Siccome il film iniziava alle 21.30 nel frattempo siamo andate a mangiare cinese. È bello vedere come le cose sono cambiate in questi mesi e quanto siamo più legate e come possiamo parlare del più e del meno senza nessun imbarazzo: il discorso nasce da se, non ho bisogno di essere sempre in imbarazzo perchè ci sono momenti morti. La cosa divertente è stata che quando siamo entrate al cinema dopo il cinese, la nostra sala cinematografica era completamente vuota. Stacy si è messa a fare le ruote nel mezzo delle poltrone proprio perchè non c'era nessuno e ha sempre voluto farlo. Siamo rimaste a parlare per una mezz'ora buona perchè siamo entrate in sala che mancava ancora un 45 minuti. Abbiamo cercato con tutte le nostre forze di non prendere niente da mangiare, ma abbiamo ceduto all'uva passa ricoperta al cioccolato e agli M&Ms al cioccolato e poi abbiamo diviso un Icy Coke in due. Una notte al museo 3 mi è piaciuto un sacco, ho riso come non ridevo da tanto e come ogni volta uscire con Stacy è piacevolissimo.
Sabato non ho praticamente fatto nulla se non cercare di fare un DBQ (Documents Based Question) per American History (aka Skipper) e mamma mia è stato letteralmente un parto: sono rimasta seduta alla scrivania, cercando di combinare qualcosa per tipo 9 ore. Per la cronaca sono finalmente riuscita a farlo, ma fa davvero davvero schifo, ma so che prima che Skipper lo veda me ne sarò già andata (considerando quanto gli piaccia procrastinare!). Ho poi preparato la valigia per andare da Jill e nulla di più, sono semplicemente rimasta a bighellonare in camera. Domenica ho preparato le ultime cose, fatto colazione e verso le 11 mi hanno portato a casa di Mary Pat, l'hmom di Jill e loro sono partiti per New Orleans. Jill aveva il retake delle foto della squadra di pallavolo e così circa una mezz'ora dopo è uscita, mentre io e Mary Pat siamo andate a vedere l'appartamento che ha sulla spiaggia. Tornate a casa abbiamo mangiato un po' di pizza leftover della sera prima e poi mi sono messa a studiare per un test di (guarda che strano!) Skipper. La sera, siccome non c'era nulla nel frigo, siamo andati a mangiare da Olive Garden: pasta Primavera di un gusto indefinito e troppo pannoso, decisamente non italiano (e pensare che ci sono persone come Destiny che pensano che quello sia vero italiano! Non sanno cosa si perdono!).
Lunedì era il mio ultimo lunedì di scuola, perchè sì insomma questa è stata la mia ultima settimana at Arnold High School. L'unica cosa che mi ha fatto impressione è stato pensare a quando tornerò in Italia e dovrò studiare come un mulo, per il resto nessun dejavu, nessuna lacrima facile (o quasi): menefreghismo più totale. Martedì poco degno di nota, solo molto preoccupata per il midterm di Skipper in U.S. History; la sera ho cucinato la carbonara e diciamo che ho fatto la mia porca figura! Mercoledì le ore duravano 40 min invece dei canonici 45 perchè avevamo il primo midterm nel 7th period che per me significava inglese: una cazzata, avrei potuto farlo ad occhi chiusi.
Giovedì Jill ha voluto a tutti i costi portarmi a far colazione da Chick-fil-a con i chicken mini e hashbrowns (praticamente una specie di rösti fritto) ed era si buono, ma ipercalorico! Giovedì ho avuto 2 midterms: matematica (un 100% facile facile) e appunto U.S. history che alla fine era più una formalità che una cosa ufficiale, quindi in pratica mi sono preoccupata tanto per niente. Il pomeriggio ho cercato di studiare il più possibile per AP Euro history ma mi sa che mi becco un altra B e ciò significa che la mia media al 90% si abbasserà come minimo all'88% e mi rode non poco! Venerdì oltre a quello ho poi fatto i midterms di Latino (finito in 10 min e senza studiare assolutamente nulla) e quello di Fashion Design, che lasciava il tempo che trovava. Ho salutato le tre professoresse a cui mi ero legata di più: Mrs Sellers, la mia prof di latino (un amore di donna), Ms Larrimore quella di Fashion Design, con cui mi sono scambiata numero di telefono, FB, e tutto il resto. A un certo punto mi sono poi resa conto di non aver salutato Ms Scott mentre ero nel mio 6th Period e così mi sono fatta scrivere un pass da Ms Larrimore e sono andata a salutarla. Ms Scott mi mancherà, mi piace come persona e come professoressa e appena l'ho salutata mi ha abbracciato forte forte, non nego che quando sono uscita dalla sua classe avevo gli occhi che iniziavano a bruciarmi un po' per le lacrime. Mi ha raccontato che quest'estate viene in Italia per un mese, chissà che non mi venga a trovare.
Lasciare l'Arnold High School per sempre non mi ha lasciato con nessun sentimento, nessun emozione, perchè non sono assolutamente grata a questo liceo: ho solo trovato persone troppo egocentriche, persone egoiste, o semplicemente persone con cui non avrò mai da spartire nulla, perchè, ormai crede che l'abbiate già capito, non sono la tipica diciassettenne. Sì lo sono, ma sono molto più di questo.
Dopo aver definitivamente abbandonato questa scuola sono andata a mangiare con Jill e le sue amiche Bailey e Maddie da IHOP (International House of Pancakes) per pranzo e poi siamo andate da Ross e poi Pier Park a gironzolare tra i negozi, dove ovviamente Jill trova sempre qualcosa da comprare. Non ho idea di come faccia, io a Phoenix, pur avendo girato 27372288288 mila malls diverse non ho trovato praticamente nulla! Tornate a casa, Amy mi è venuta a prender verso le 17 e a casa abbiamo mangiato la pizza che Steve aveva ordinato da Vinny's e meno male perchè l'amica di Amy che è venuta a stare con la sua famiglia per badare ai cani ha praticamente spazzolato tutto il cibo che avevamo in casa: non ho mai e dico mai visto questo frigorifero vuoto! Così oggi dopo pranzo siamo andate a fare la spesa e io ho preso il biglietto di auguri per il regalo di compleanno di Stacy che  ho ordinato ieri (un portafoglio blu notte di pelle preso su Nordstrom).
Stasera poi dopo cena io, Steve ed Amy abbiamo guardato Where I leave you, film senza infamia e senza gloria a parer mio...

Un besos,
Ale


"La più grande ricchezza è l’autosufficienza."
[cit. Epicuro]

martedì 4 novembre 2014

On the Road

Ebbene la nuova regina dei ritardi è tornata sul pianeta delle connessioni veloci!
Come ve la passate? Io abbastanza bene, sempre (ovviamente) tra alti e bassi...
Sto facendo una fatica bestia a continuare ad aggiornare e forse è dovuto al fatto che voglio sempre scrivere post lunghi, con del significato e e riflessivi. Sono fatta così: a differenza di molti altri non mi piace parlare di quando sono felice, ma sono un fiume in piena quando devo lagnarmi dei 120493487276476503853 problemi che ho! Abbiate pietà di me, povera ragazza bipolare all'altro capo del mondo: siate comprensivi insomma!
L'ultima volta vi avevo lasciati a DisneyWorld, giusto? Sono passate praticamente 3 settimane e mi sento un po' tanto pigra a non aver più aggiornato con notizie fresche di stampa...
Questa settimana è stata un tour de force (o come cavolo si scrive...): due domeniche fa abbiamo scoperto che Stefani era stata selezionata per fare la comparsa in un film con Halle Berry a New Orleans. Si, avete capito bene: NEW ORLEANS a 6 ore di macchina da Panama City Beach! IO odio viaggiare in macchina, motivo per cui, avendo un camper, ho sempre passato tutto il tempo a dormire nel letto in mansarda dei miei.
Così il lunedì dopo scuola Amy mi è venuta a prendere direttamente a scuola e siamo partite alla volta della Louisiana. Eravamo solo io, Stef e Amy perchè Steve era in Minnesota per lavoro come gli capita ogni 2/3 settimane circa. All'andata ci siamo fermate a fare "merenda" da Mc Donald's e ho preso un milkshake al cioccolato che non prenderò mai più: dio solo sa quanto era dolce, bleah! Nel tragitto ho dormicchiato un po', abbiamo chiacchierato molto anche perchè Amy è una molto giovane e poi dato che la musica della radio faceva letteralmente schifo abbiamo iniziato ad ascoltare la musica sul mio MacBook e a cantare a squarciagola, a un certo punto poi Stef ha cominciato a cantare una canzoncina che ci ha perseguitato per i 2/3 giorni successivi e per onorare questa canzoncina ci siamo fermate da KFC per cena. Mi ricordo quando in Inghilterra l'anno scorso alcuni miei compagni dicevano che KFC era una bomba: a me ha fatto abbastanza cagare... Dopo circa 5 ore e 1/2 siamo finalmente arrivate in vista di New Orleans e ho finalmente capito una cosa: appartengo alle città grandi, quelle smisurate, senza intermittenza, quelle in cui non distingui l'area urbana da quella suburbana; mi piace l'idea di trovare vita alle 3 del mattino e di poter trovare gente che è totalmente diversa da me eppure essere così simile a me. Mi affascina la diversità e allo stesso tempo le somiglianze che la diversità raccoglie in sè.
Arrivate a New Orleans ci siamo perse. Per me nulla di nuovo, se sei  una/un (ex) camperista come la sottoscritta non ti fai mille problemi e ci ridi anche su, ma Amy e Stefani hanno iniziato a urlare dalla paura. Cioè insomma sono io quella che viene da un paese di 20'000 anime, mica voi che abitavate ad Atlanta! Fatto sta che io me la ridevo sonoramente mentre loro stavano parecchio in para: conosco qualcuno che nella stessa situazione sarebbe stata ancora più in para, ma dettagli ahah (vero E.?) Siamo quindi uscite da Downtown Atlanta e ci siamo finalmente dirette all'albergo. Ero stanca morta, ci siamo fiondate in camera e sono letteralmente sprofondata nel letto!
La mattina ho fatto colazione con un mega waffle in albergo e poi sono tornata in camera perchè tecnicamente non sarei potuta andare sul set con Amy e Stef. Avevo programmato la mia mattinata e avevo intenzione di fare un paio di cose, ma come al solito mi si scombussolano sempre i piani e tutto perchè sto diventando pigrissima, accidenti! E puntualmente quando non combino nulla poi mi girano sempre le scatole! Comunque alla fine non è stata una giornata infruttuosa (si dice così giusto?!?) e Amy, dopo aver notato che c'erano più di un genitore per ogni bambino, mi è venuta a prendere e mi ha portato sul set. Mentre ci avvicinavamo al parco dove stavano girando mi sono detta: "ebbene sì sei proprio in America in cui ogni angolo è utile per un ciak!". È stato davvero strano e surreale allo stesso tempo! Ho avuto la possibilità di vedere Halle Berry da vicino e sì, se ve lo state chiedendo, è una gnocca pazzesca! E la cosa si fa ancora più grave perchè è una gran gnocca anche quando addenta voracemente un donut; io sembrerei l'antitesi della bellezza se stessi addentando un qualsiasi genere alimentare... Amy e Stef sono state sul set dalle 8.30 fino alle 17.30 mentre io sono arrivata verso le 13.00: volevo morire, faceva un caldo allucinante e mi sentivo sudaticcia, bleahhhh
C'è un però, però: mamma mia quanti fighi giravano per il set! E non sto parlando di attori o aspiranti tali, ma di addetti ai lavori e ragazzi della produzione, ce n'era uno che mi ricordava il pirata di "Once Upon a Time" con due occhi azzurri pazzeschi ma molto molto molto più bello! Volevo chiedergli se faceva una foto con me, ma quando ho preso coraggio è scomparso! :((((
Alle 18.00 siamo partite per tornare a PCB, ma prima ci siamo fermata a fare benzina (ho comprato il mio Arizona green tea: yeahhh!) e poi a mangiare da Taco Bell. Il viaggio di ritorno non è stato lungo, dippiù!! Alle 21 ci siamo dovute fermare da Starbuck's per una dose quasi letale di caffeina, perchè altrimenti non ce l'avremmo fatta e ovviamente mi sono presa il frappuccino più grande che avessero: io il caffè lo amo, ma se non è un espresso dopo le 12.00 non riesco più a berlo, poi qui ti scotti sempre la lingua e non mi va proprio di andare in giro con la lingua bruciata! Siamo arrivate a casa che era l'1 e mi sembrava di essere uno zombie, ma poco male perchè il giorno dopo Amy mi ha lasciato stare a casa e quindi ho dormito un po' di più, se non fosse che quello stronzo del vicino ha iniziato a fare casino alle 8.00 di mattina!
Sono tornata a scuola giovedì e un paio di ragazze di Us history, Carson e Tiffany, mi hanno chiesto dove fossi stata e mi hanno detto welcome back! Mi piacciono e sono anche molto carine, ma non so perchè non riusciamo mai a mangiare insieme a pranzo o a uscire. Devo imparare a buttarmi di più, decisamente!
Giovedì sono tornata a casa e sono andata a correre perchè dovevo dimostrare qualcosa a me stessa e, dato che non mi hanno preso nella squadra di basket perchè faccio solo i sei mesi e la stagione finisce a febbraio, devo iniziare a muovermi anche perchè non sono più nella "Nikken Wellness/Gluten free home" e grazie al cielo! Ma proprio perchè qui da Amy e Steve c'è cibo devo fare sport per non ingrassare. Dopo essere andata a correre ho fatto Skype con Michael e Elaine, i miei hostgrandparents (sono i signori che hanno ospitato i miei nel '94), e mi hanno ribadito che non posso tornare in Italia senza andarli a trovare e Michael mi ha detto che per avermi tutta per loro per qualche giorno sono disposti a pagarmi i biglietti aerei. Voglio loro davvero molto bene, perchè si sono sempre adoperati per me e mi hanno sempre ripetuto che per qualsiasi cosa sarebbero venuti qui se avessi avuto bisogno di loro. Se riesco ad andare a Phoenix sarebbe davvero il più bel regalo di Natale (stiamo pensando appunto ai primi di Gennaio).
Venerdì all'ultimo ho chiesto di fare Skype ad Arianna ed Enrica e mamma mia se mi mancano le mie amiche. Finchè non ci siete dentro non potete immaginare: non mi mancano, ma mi mancano. È più forte di me, paragono le mie amiche alle ragazze qui a scuola e c'è un abisso: dove la trovo una come Enrica?!? Con chi posso parlare delle cose di cui normalmente parlo ad Angelica?!? Chi potrebbe iniziare a chiamarmi Zoe così di punto in bianco come Marta?!? Chi si dispererebbe con me come fa sempre Alice, perchè in mate non sappiamo fare un tubo, ma intanto ridiamo come idiote?!? A chi potrei fare frecciatine acide alla mattina alle 8.00 se non ad Arianna?!? Dove la trovo una con cui fare l'idiota e la cretina come la Giuls?!?
Ho parlato con le mie ragazze e non vedo l'ora di riabbracciarmele tutte quando torno! Seriamente ragazze dovete offrirmi un mega Ape da Mutty con balla per festeggiare!
Non sono andata a fare Trick or Treat perchè inizialmente saremmo dovuti partire per andare ad Atlanta venerdì e quando mi hanno detto che saremmo partiti sabato era ormai troppo tardi e sono rimasta a casa a rilassarmi, anche perchè per essere in Florida venerdì sera faceva abbastanza freddo!
Sabato alle 8.30 eravamo in macchina alla volta di Atlanta, ma prima ci siamo fermati a St. Andrews a fare colazione alla Bagel House. È un posto fantastico: preparano loro stessi la pasta dei bagels (ed essendo in America è una cosa più unica che rara) e hanno millemila gusti diversi; inutile dire che ho preso quello ai mirtilli con formaggio fresco senza nulla dentro ed era davvero davvero yummy! Come al solito ho dormicchiato un po' e alla fine siamo arrivati a destinazione prima di quanto pensassi: ero parecchio scettica perchè Steve ha un pick up che dietro è minuscolo e per niente comodo se hai le gambe lunghe e credevo che quelle ore sarebbero state interminabili, invece sono passate abbastanza alla svelta. Siccome avevo visto su internet che ad Atlanta c'era Zara l'ho detto ad Amy e mi hanno portato a quel centro commerciale. Inutile dire che quando uno ha voglia di fare shopping puntualmente non trova mai nulla: that was me! Perdipiù la sera avevano prenotato in una steak house e di solito quelli sono i posti "chic" dove mangiare in America e dovevo avere qualcosa di pseudo-elegante da mettere e da Zara non c'era nulla che mi soddisfacesse. Alla fine sono entrata da J. Crew e ho trovato un paio di pantaloni neri che si potevano abbinare a un paio di cose che mi ero portata dietro in caso avessi dovuto attuare il piano di emergenza.
Siamo quindi andati a cena al Capital Grille all'ottavo piano di un bel palazzo in Downtown Atlanta dove si vedeva un bellissimo skyline. Per cena ho preso una Caesar salad, una Porterhouse steak con cavolini di Buxelles e bacon e Smash Potatoes (che solo smash non sono: ci mettono dentro di tutto e di più!); non ho mai visto una bistecca più grande di quella e difatti non sono neanche riuscita a finirla! Per dolce ho preso una cheesecake buonissima, fatta con la ricotta che sapeva DAVVERO di ricotta. È stata davvero una bella serata e mi ha fatto tornare in mente l'ultimo compleanno di mia mamma all'Esplanade e un po' il magone mi è venuto su, perchè anche se qui mi trovo mediamente bene l'Italia è casa, l'Italia è famiglia e certe cose mancano sempre, solo che a volte non si ha il tempo  materiale per realizzare che certe cose mancano davvero.
Dopo cena siamo tornati in albergo e siamo rimasti a guardare un po' di partite di football e poi abbiamo spento la luce per andare a "dormire": Steve soffre di apnea notturna e quindi russa peggio di una falciaerba; risultato: non ho chiuso occhio quasi tutta la notte! :((((
La domenica Stef aveva un incontro con un manager e pur potendo andare Amy mi aveva avvertito che sarebbe stata una cosa noiosa, così ho preferito rimanere in camera in albergo (questo incontro si svolgeva comunque in albergo) e ho fatto Skype con i miei genitori e la mia sis, che però ho visto solo di sfuggita perchè doveva andare a Gruppo. Ho supplicato mia mamma di prepararmi un mega pacco di cibarie da spedirmi, perchè qui tutto il cibo sa di plastica ed è 1847285877550843584350459858954 volte più calorico: voglio dei pomodori veri, cazzarola!!!
Dopo aver parlato con la mia famiglia mi sono preparata e abbiamo fatto il checkout e ci siamo incontrati con Priscilla, la loro prima exchange italiana. Hanno ospitato Priscilla quando si abitavano ancora in Georgia e lei ha trovato il ragazzo durante il suo anno lì: stanno ancora insieme. Mi ha scaldato il cuore vedere un'altra italiana e ancora di più vedere quanto un anno scolastico all'estero possa essere magico. Appena ci siamo presentate ci siamo strette la mano e siamo scoppiate a ridere! Abbiamo parlato un po' consapevoli del fatto che nessun altro potesse capirci e mi è sembrata proprio una ragazza molto alla mano e disponibile. Abbiamo mangiato da Cheesecake Factory (consigliatami da Destiny), ma ancora stra pieni dalla sera precedente, non abbiamo assaggiato le famose cheesecake (di cui avranno avuto almeno almeno 40 tipo diversi!).
Dopo un ultimo saluto a Priscilla (che ora si è quasi definitivamente trasferita in Georgia) e al suo fidanzato Nick (quello dell'high school: sono insieme da 3 anni ormai) siamo tornati a casa.
Una volta arrivata a Panama City Beach sono scesa dal pick-up e quasi non cado per terra: non ho mai avuto le gambe più anchilosate di così e pure un maldischiena così forte che neanche l'oki è riuscito ad affievolire. Fatto sta che appena entrata in casa, mi sono buttata sul letto e nel giro di 10 min ero già sprofondata nelle braccia di Morfeo.

Un besos,
Ale


"Leggi il volo della tua freccia se vuoi sapere il tuo futuro."
[cit. Alessandro Baricco]

P.S. Questa citazione la dedico a mia sorella Francesca: ti voglio bene e ti auguro che questa nuova avventura sia quello che desideravi. Mi manchi e vorrei che fossi qui con me adesso, perchè sei l'unica persona di cui, anche se litighiamo furiosamente, mi importa davvero davvero tanto.
Fagli vedere chi sei Francy! Un abbraccio grande grande grande :)))))

lunedì 8 settembre 2014

Ups and Downs

Prima di pubblicare il post sul Labor Weekend vorrei fare un passo indietro e fare delle considerazioni. NE SENTO IL BISOGNO.

Ho abbandonato l'Italia esattamente tre settimane fa. Mi sentivo pronta all'avventura, fiera e invincibile come solo io so essere. Non ho nemmeno pianto quando ho abbandonato la mia famiglia. Sì è vero avevo i lacrimoni agli occhi, ma ero così inconscia del fatto che non avrei potuto abbracciarli di nuovo per i prossimi sei mesi, che non ho neanche pensato di salutarli come solo io sarei stata in grado di fare. L'immagine che mi porto stampata nella mente è l'ultimo abbraccio a mia sorella Francesca, quella grande, giovane e bellissima donna. Piangeva, è la persona più sensibile che io conosca: se ci penso mi viene in mente un orchidea bianca, un fiore così delicato eppure così fiero. Spesso litighiamo, forse perchè abbiamo caratteri opposti o forse perchè sono troppo simili. Eppure lei era lì per me a salutarmi con le lacrime agli occhi, perchè lei saluta così. 
Lasciatemi dire che l'ultimo abbraccio che ho dato a mia sorella è stato il più bello di tutta la mia vita: io sono una persona piuttosto riservata, non amo il contatto fisico e sono abbastanza solitaria, ma quell'abbraccio mi ha riscaldato il cuore e l'ho sentito così vero che a rivivere quel momento gli occhi mi si inumidiscono ancora.
Credo che non fossi pronta a partire e credo che voi possiate ricordarlo perchè l'ho scritto. Ho salutato tante persone prima di andarmene, eppure non ho versato una lacrima. Non me lo sarei mai aspettato da me stessa: non è da me, sono molto emotiva di solito. Così sono salita su quell'aereo diretto a Francoforte e in quel momento l'unica cosa che la mia vicina di sedile poteva scorgere era il mio sorriso stampato in faccia. Credo che avessi la faccia di una beota, ma ero felice e poco importa, specialmente ora.
Fino a quando non ho oltrepassato l'immigrazione ad Atlanta non credo che capissi neanche dove stessi andando, stavo solo viaggiando. Fingevo di essere una turista. Da questa situazione sono passata allo stordimento per le molte ore di volo. Però ero perfettamente lucida e, come ho descritto a qualcuno per me importante, la sensazione era quella di essere stata catapultata in un limbo: l'Italia era lontanissima, addirittura inesistente, e beh l'America era più che inconsistente. Avete mai visto The Terminal? Mi sentivo un po' come si sente Tom Hanks all'inizio del film: disorientata.
Piano piano qualcosa ha iniziato a prendere forma nella mia testa e lentamente ho iniziato a capire cosa stava accadendo. L'apice l'ho raggiunto sul volo diretto a Panama City Beach; forse ero stanca e frastornata dopo tutte quelle ore sveglia e così ho iniziato a piangere guardando il salvaschermo del mio telefono. Può sembrare stupido e infantile ma quella foto era l'unica cosa che ancora mi legava alle persone che mi ero lasciata alle spalle. Penso sia stata una doccia fredda realizzare così di colpo.
Prima di partire ci sentiamo invincibili, così maledettamente sicuri della scelta che abbiamo preso, non ci curiamo neanche di aver nostalgia di casa, perchè noi siamo diversi da tutti gli altri. Tutti gli altri non sono NOI. Io ero così, molto probabilmente lo sono ancora. Sono come Icaro che, volendo volare troppo vicino al Sole per osservarlo meglio, fa sciogliere con il calore le sue ali fatte di cera e piume e precipita nel mare.
Sono arrivata e sono stata subito catapultata in una nuova situazione, mai e poi mai mi sarei immaginata la realtà in cui ora vivo. La prima settimana è stata uno shock, il primo giorno di scuola pure. Non ho pianto il primo giorno di scuola,dopo esser tornata a casa, e mi sentivo così fiera di me stessa. La doccia fredda è arrivata l'indomani mattina quando ho iniziato a singhiozzare perchè mi sono spruzzata sui polsi il profumo Mademoiselle di Coco Chanel: c'è stato un periodo in cui era il profumo di mia mamma. Sapete non so perché ma per me è sempre stato così: tutti quei profumi che negli anni mia mamma ha usato per lunghi periodi sono stati immagazzinati dalla mia mente come "questo è l'odore della mamma". E ho piagnucolato come una bambina viziata. Ma giusto perchè mi sento "grande" ho cercato di non farmi sentire con l'unica conseguenza che il giorno dopo è stato solo peggio.
Iniziavo a dirmi che fino a Gennaio non avrei resistito, iniziavo a dubitare di aver fatto la scelta giusta, iniziavo a credere di aver maturato una tale scelta solo perchè "fa figo".
Il primo Sabato che ho passato qui ho toccato il fondo, letteralmente. Ero così demoralizzata che 30 secondi dopo stavo già parlando su Skype con Enrica, una delle mie migliori amiche, per farmi tirare sul il morale. Non riferirò il contenuto di quella conversazione lunghissima anche perchè certe cose non si possono ripetere, ciò che posso dire è che l'unica cosa che ricordo sono i miei lacrimoni che rotolavano giù dalle mie guance. Dire che ero in crisi è dire poco. Forse la parola giusta è "scoraggiata".
Chiariamo bene una cosa: non mi mancano la mia famiglia e i miei amici ora e neanche quando ho avuto questa crisi, si trattava della consapevolezza di non vederli per i prossimi mesi. Era il mio saluto che, come al solito, è qualcosa di solitario e ritardato.
Perché sto raccontando tutto questo? Oggi ho letto qualcosa che mi ha scombussolato la serata. Mi sono sentita tirata in causa. Inizialmente avevo pensato di tornare a casa prima del previsto, perchè credevo di aver fatto il passo più lungo della gamba. E quando ho sentito qualcuno che aveva avuto il mio stesso pensiero, mi sono domandata chi io fossi. Sono timida sì e quando qualcosa sconvolge la mia vita spesso prendo la strada più lunga e facile, ma quest'estate sono uscita a testa alta da parecchie situazioni spiacevoli e ho iniziato ad essere più adulta.
Non sono una che scappa, sì magari prendo il percorso più lungo ma non mollo. Un detto latino dice "Non fragar, sed flectar" cioè "Mi piego, ma non mi spezzo". Io credo di essere così, ogni volta che la vita mi ha giocato un tiro mancino mi sono rialzata. SEMPRE. Motivo per cui appena ho pensato di mollare e tornarmene a casa mi sarei volentieri data un pugno in pancia, ma siccome non sono ancora masochista non l'ho fatto.
Sto scrivendo questo post soprattutto per me stessa e per poi per quelle persone che si sentono appese a un filo. Per favore non mollate la presa.
Potrebbe essere l'anno più strano della nostra vita, potrebbe essere l'anno più bello della nostra vita, ma potrebbe anche essere l'anno più brutto della nostra vita. Dipende tutto da noi. E quando dico che dipende tutto da noi non intendo dire che è strettamente necessario stringere amicizia con quanta più gente possibile e uscire il più spesso possibile. Quando dico che dipende tutto da noi intendo dire che dipende tutto da come affrontiamo le prove che ogni giorno ci vengono poste davanti. Ciò che conta è il nostro stato d'animo, la nostra forza. 
Sappiamo già di essere forti, abbiamo già preso la decisione più difficile della nostra vita, abbiamo lasciato alle nostre spalle qualcosa e qualcuno, magari siamo fuggiti altrove in cerca di sollievo, abbiamo attraversato confini e sondato limiti, abbiamo perso qualcuno e altri ne perderemo, ma molto egoisticamente: siamo qui per noi stessi, siamo qui alla ricerca del nostro Io interiore, siamo alla ricerca di un qualcosa che nemmeno noi sappiamo cosa sia. Perchè quindi dovremmo abbandonare la ricerca? 
Non fatevi abbattere da una giornata negativa, non fatevi smuovere da qualcosa che è successo dall'altra parte dell'oceano, non mollate la presa perchè pensate di non essere abbastanza. Siete abbastanza. Se pensate di star vivendo quest'esperienza non per voi stessi ma per qualcun altro va bene. Purchè quel qualcun altro sia il voi stessi del futuro.
Il tempo vola, sono già tre settimane che sono qui e sembra ieri che sono arrivata, e una volta presa una decisione definitiva non si torna indietro. Mai. Pensateci bene a cosa state abbandonando: in gerco tecnico si chiama trade off, ottenere di più di qualcosa solo a discapito di qualcos'altro. Siete davvero pronti per questo? Io credo di no.

Un besos,
Ale

"A volte quella che sembra una resa non lo è affatto. È qualcosa che avviene nel profondo del nostro cuore. Significa vedere con chiarezza di cosa è fatta la vita, accettarla e viverla con coerenza, qualunque siano le conseguenze, perché il dolore che proveremmo decidendo di non viverla sarebbe molto, molto peggiore."
[cit. Nicholas Evans]

venerdì 5 settembre 2014

Stuck in the Middle

Ebbene eccomi tornata sul blog dopo tempo immemore! Scusate tanto l'assenza, non è stata propriamente volontaria... Infatti dopo l'aggiornamento di settimana scorsa dal cellulare sono praticamente sparita: solo oggi è arrivato il mio tanto agognato MacBook e ho voluto aspettare così tanto solo per poter fare un aggiornamento come si deve!

Innanzitutto questa settimana non sono successe cose così ecclatanti, o perlomeno non durante la scuola. Lunedì e Martedì scorso non credo di aver fatto nulla di particolare a scuola, sono entrata parecchio nella routine e le lezioni a scuola iniziano a farsi un po' noiose: sicuramente cambiare orario ogni giorno è molto meglio e ti da anche la possibilità di essere molto più multitasking.
Lunedì, tornata da scuola, ho fatto Skype con la mamma e il babbo. Mamma mia, per il momento non mi mancano tanto ma che strano non essere lì con loro! Mi sembra quasi di essere in una realtà parallela!!! Inutile dire che non mi pare ancora vero di essere in America e di stare qui fino a fine Gennaio! La cosa bella è che mi fanno sentire coccolata anche a miglia e miglia di distanza e mi fanno capire che loro per me ci sono sempre! :)
Martedì invece mi sono svegliata intorno alle 5.30 perché mi avevano invitato a un Bible study per giovani e sono andata. Non ho mia frequentato così tanto l'ambiente cristiano come in queste ultime due settimane! Sarà che io sono uno spirito ipercritico di natura, ma per quanto predichino cose davvero belle a livello astratto, sono loro i primi a non metterle in atto.
Ho poi fatto Skype con Michael ed Elaine, alias i miei American Grandparents. Voglio loro un sacco di bene, dico sul serio. Ci stiamo sentendo quasi tutte le settimane e continuano a darmi il loro supporto morale: mi hanno addirittura detto che in caso di necessità, in caso io abbia bisogno di loro qui, di chiamarli che loro si precipitano ad aiutarmi. Spero tanto di riuscire a vederli prima di tornare in Italia, perché essere così vicini e non riuscire a vedersi sarebbe proprio il colmo!
A cena poi siamo andati di nuovo da Jasmine's, un ristorante thai qui vicino; ho preso un curry verde con pollo e avevo la lingua che andava a fuoco: credo di aver bevuto un qualcosa come 3 litri d'acqua per placare il piccante che sentivo.
Non sono sicura che con le amicizie vada meglio... Pranzo sempre con alcune ragazze nella mia classe di fashion design, ma non mangiare in mensa mi da l'idea di star sprecando occasioni per conoscere nuove persone... Da domani inizierò a mangiare nella caffetteria, promesso! :)
Il problema secondo me sono le mie classi: in alcune classi, come ad esempio latino o anatomia, mi trovo bene perché ci sono alcune persone con cui scambio qualche parola e perché le materie comunque sono al mio livello, ma in classi come matematica, inglese o economia non mi trovo affatto bene. Mi sembra di essere nel livello per trogloditi: quasi tutti i miei compagni di classe vegetano oppure, questo vale per le ragazze, la tinta gli ha dato troppo alla testa e manca loro qualche neurone. Credo proprio che mi farò spostare nelle AP con la speranza di trovare qualcuno un po' più interessante con cui stringere amicizia.
Mercoledì io e Mary Catherine dopo scuola siamo andate al cinema a vedere "If I Stay" con Chloe Grace Moretz. Così uscite da scuola è venuto a prenderci Joseph, il papà di Mary Catherine, che è anche il pastore della chiesa metodista di Tom e Melissa. Giuro, non ho mai incontrato persona più pacata! E se lo vedeste accanto alla figlia morireste dal ridere: Mary Catherine è tutto l'opposto di suo padre, è un vulcano in continua eruzione, una pentola che borbotta senza sosta e un tornado messi tutti assieme. Siamo quindi andate a casa sua perché doveva cambiarsi e lavarsi i capelli e, dopo aver felicemente constatato che il mio disordine in confronto al suo è l'ordine più assoluto, ci siamo dirette qui da me perché volevo cambiarmi anche io: andare in giro con una maglietta con su scritto "#MOLO Marlin live only once" sarebbe stato piuttosto imbarazzante. Siccome il film sarebbe iniziato solo alle 18.05 prima siamo andate a mangiare qualcosa da Panarea Bread, ho preso una specie di chicken soul poco identificabile. Lì ci ha raggiunto uno degli amici di Mary C. che gioca a basket, Luke, nonché una delle molte, che dico, innumerevoli cotte di Mary C. Della serie che ogni volta che usciamo insieme parla di un ragazzo diverso con lo stesso ardore, se non maggiore più passa il tempo... Ora io mi chiedo: ma possibile che le figlie dei pastori siano così ossessionate dai ragazzi?!? No perché io e lei, ve lo posso assicurare, non abbiamo altre conversazioni se non riguardanti persone del sesso opposto! Va beh che in Italia ero abituata a parlare di massimi sistemi, ma ridursi a questo mi sembra eccessivo!
Va beh fatto sta che ho scoperto che la mia student ID card mi autorizza a un sacco di sconti yeahhhhh! If I Stay non è stato nulla di ecclatante, non spenderei 8$ per andarlo a vedere se sapessi di cosa parla... L'unica cosa mi sono commossa un po' alla fine perché dai tutti vogliamo l'happy ending, pure io che sono un lupo solitario e di solito mi fa piacere vedere che le cose vanno male.
Giovedì, siccome Tom e Mel avevano la loro Bible Study, sono andata a casa di Mary C. e, dopo aver fatto un salto veloce da Publix per prendere un paio di cose, siamo tornate a casa sua. Abbiamo quindi preparato red velvet cupcakes con frosting al formaggio cremoso e poi, mangiando la nostra cena, abbiamo guardato "The Fault in our Stars". Non l'abbiamo visto tutto perché la tv via cavo ha avuto un guasto. La sera sono tornata a casa maledicendomi perché il giorno dopo avevo il test di Economics e non avevo studiato nulla! Mamma tranquilla: ho comunque preso 90.
Venerdì niente di particolare, ho fatto il test di Economics e c'è stato Pep Relly. La mattina la banda e le cheerleader hanno ballato e suonato davanti alla mascotte della scuola. Pensavo che questa cosa mi avrebbe lasciato a bocca aperta o comunque fatto sentire la differenza, ma non è stato così.
A dirla tutta non mi sento neanche in un film quando mi aggiro per i corridoi in cerca della mia classe: non è l'Italia certo, ma alla fine resta una scuola come un altra, soprattutto per quanto riguarda i bagni che sono quasi più sporchi di quelli del Gonzaga.
Durante Pep Relly ogni ora dura 5 minuti di meno e questo significa che si esce alle 2.15, ma solo per dirigersi sul campo da football, vedere nuovamente le cheerleader fare la loro performance  e vedere la presentazione della squadra di football. Nota divertente: le cheerleader e alcuni professori hanno partecipato all'Ice Bucket Challenge tutti insieme e in sincrono. Aahahah non potete immaginare quante testoline biondo tinto ho visto infradiciarsi! :)



Sabato non mi sono alzata "tardi" perché il mio tardi corrisponde alle 7 e cioè un orario a cui la mia cara amica Giulia non connette ancora. Così dopo aver fatto la mia solita colazione salutare sono rimasta a bighellonare;la scuola americana mi sta impigrendo da morire, non vedo l'ora di cambiare mate e inglese e (credevo che non l'avrei mai neanche pensato)che mi arrivino i versionari di latino e greco: sento il bisogno fisico di tenermi impegnata mentalmente e, almeno fino a quando non inizio ad allenarmi tutti i giorni dopo scuola, devo essere produttiva. Anche perchè ora la mia preoccupazione è tornare in Italia e non essere più abituata ai carichi di lavoro.
Così dopo aver bighellonato un bel po', ho fatto Skype con mia mamma e mio papà perchè avevo bisogno di un paio di consigli dato che volevamo provare a fare la pizza.
Sabato pomeriggio siamo andati a fare la spesa per fare la pizza. Anche questa cosa della spesa, quanto mi manca fare la spesa con mia mamma e come Dio comanda! Quando andiamo a fare la spesa prendiamo sempre tre cose in croce e spendiamo una marea di soldi, ma io dico, come si fa?!? Non compriamo neanche così tanta frutta e verdura, quanto mi mancano!
Siamo andati da Publix e non vi dico la faccia che hanno fatto alcuni commessi quando gli snocciolavo gli ingredienti "introvabili" per fare la pizza! Ahaahaha ah Melissa è allergica al glutine e quindi avremmo dovuto fare una pizza gluten free con la farina di tapioca...
Beh la farina di tapioca, già solo per il fatto che è di tapioca, fa proprio schifo! Quando ho messo tutti gli ingredienti nel mixer la farina si è mischiata all'acqua creando un composto liquido a vedersi ma solido a toccarsi...Come ha detto Tom sembra un progetto di Chimica/Fisica riuscito male! Così ci siamo risolti a fare un impasto della pizza normale e Melissa si è mangiata dei tortelli agli spinaci e ricotta.  
Non so perchè ma quando cucino cibo italiano mi commuovo. Lo shock culturale l'ho già (almeno credo) superato, ma cucinare mi porta alla mente così tanti ricordi, significati e gesti casuali che una lacrimuccia tenta sempre di scendermi. Mi sto commuovendo anche adesso a pensarci, non ci posso fare niente, i ricordi legati alla cucina sono i più belli di tutta la mia infanzia: mia nonna con le sue cotolette e i maccheroni al pomodoro (che poi sono le uniche cose che sa fare), mia zia Baba che mi mette davanti al naso un piatto di pasta all'ortolina e per merenda mi da i crostoni della Mulino Bianco con la sua marmellata di albicocche o di prugnini, i millemila manicaretti che mia mamma ci ha sempre preparato amorevolmente. Così pure stavolta, mentre spargevo la mozzarella sulla pizza, ho avuto un nodo alla gola. Non posso farci niente: a volte sono così spietata e acida che nulla mi smuove, altre volte semplicemente anche le cose più insignificanti mi fanno diventare una fontana.
Domenica di nuovo a messa, stavolta però non siamo andati alla Bible study class perché Melissa doveva andare in palestra per il suo abbonamento e chiedere qualcosa. Ora, io in una palestra piccola e con poche macchine pago la bellezza di 60 euro al mese, la palestra di Melissa che è almeno 3 volte la mia con 10 MacBook, 3/4 sale per fare le lezioni e un'area dedicata a chi ha il personal trainer spende 10 o 20 $ in base all'abbonamento che decide di fare; sono rimasta incredula quando me lo ha detto! Dopo aver tentato inutilmente di andare a mangiare fuori da Eggs&I siamo tornati a casa e per pranzo abbiamo finito la pizza avanzata dalla sera prima.
Al pomeriggio è venuta a prendermi la mia local coordinator Amy che abita a un tiro di schioppo da casa mia. Già l'adoro, è un tesoro; è il tipo di persona che non devi giudicare dalle apparenze perchè te ne usciresti con un'idea completamente sbagliata: per esempio sulla mano sinistra, sull'arco che congiunge il pollice all'indice ha tatuato YOLO, eppure è la persona più seria, dolce e attenta che possa aver incontrato fino qui in America. La prima cosa che mi ha detto appena ci siamo sedute nel suo salotto, dopo i vari convenevoli, è stata (con faccia davvero seria) "You're my priority", capite?!?

Per quanto riguarda Domenica sera e Lunedì, che era Labor Day, ho deciso che scriverò un post a parte in questi giorni!

Un besos,
Ale

"La vera fuga ha senso solo quando te ne vai da qualcosa di importante, qualcosa a cui tieni. Quando strappi la tua vita dalle radici. Cosa che non puoi fare quando la tua vita non ha radici." 
[cit. John Green]




P.S. Dopo il post su Domenica e Lunedì che spero di riuscire a pubblicare a breve, dal momento che mi è arrivato il mio nuovo compagno di innumerevoli viaggi sia fisici che immaginari, cercherò di aggiornare più frequentemente! ;) 
Ecco qui il mio nuovo fedele compagno! :))))

domenica 10 agosto 2014

The Final Countdown

Mancano 6 giorni 14 ore 2 minuti e 48 secondi alla mia partenza mentre scrivo. L'Italia si allontana sempre più ed io ancora non ci credo, non posso crederci.
Sono qui che ascolto Divenire di Ludovico Einaudi e tutto ciò che riesco a pensare e soprattutto ripetermi nella mente è che domenica prossima parto. Come se ripetermelo lo rendesse più reale, più concreto, più vicino. Tutto ciò che posso dire è che forse questa è stata l'estate più strana di tutta la mia vita, non solo perché parto, e pensare a quanta stranezza io abbia sopportato mi ha distolto parecchio dal mio obbiettivo finale o, vedetela come volete, dal mio inizio.
Ora è tutto in discesa, il tempo passerà veloce e lento allo stesso tempo come se, guardandomi indietro quell'incontro fosse avvenuto proprio ieri, ma proprio perché mi sembrava ieri è volato via veloce, adagiandosi sulle pagine della memoria. Una memoria lontana, che inesorabilmente sbiadirà non appena avrò varcato il portellone dell'aereo. Nulla è come sembra e tutto è così com'è.
Mi sento filosofica, forse è anche la musica che mi permette di pensare, ma ciò che so è che non sarò più la stessa. Mi dispiace per chi pensa il contrario ma a volte nella vita anche sei mesi fanno la differenza, fanno pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra: è quasi arrivato il mio momento e voglio assaporarlo come si assaporano le vittorie. Perché si tratta sempre di una vittoria.
Sono arrivata alla fase delle "ultime cose da fare". Andare per l'ultima volta in quei posti che mi porto nel cuore, mangiare le ultime bontà tricolori, salutare le persone che amo.
È tutto così dannatamente facile e dannatamente difficile allo stesso tempo. Soprattutto dire addio. 
Come si fa a dire addio?
Come ci si prepara?
Come si realizza che non si vedrà più una persona per molto molto tempo?
Come fai a spiegare che hai preferito persone sconosciute alle persone che conosci da una vita? 
Come si fa?
Io non lo so o, perlomeno, non lo so ancora. 
E si ho già salutato quattro care amiche, eppure non sono riuscita a dire cosa provavo e cosa provo: come se mi trovassi sul ciglio di un burrone e, buttandomi, non riuscissi a urlare perché la paura mi attanaglia la gola. Mi sento così. Come se le mie aspettative, le mie ansie, le mie paure, i miei tentennamenti non potessero essere capiti e in fondo probabilmente è così, ma non riuscire a comunicare e far capire queste cose mi lascia comunque un retrogusto amaro.
Oggi il mio babbo, che insieme a mia mamma hanno fatto la stessa esperienza a Phoenix, mi ha raccontato di quando è arrivato negli States. Mia mamma stava dormendo appoggiata alla spalle del mio babbo e lui, mentre sorvolavano Phoenix per atterrare, ha guardato dal finestrino e ha visto le luci di quella città che sarebbe stata casa sua per un anno; si è chiesto se quella fosse stata davvero la scelta giusta e si è chiesto cosa avrebbe trovato in quella nuova vita. Non l'ha mai raccontato a nessuno e capisco perché abbia custodito gelosamente questo ricordo: certe cose possono esser dette solo a chi è in grado di comprenderle appieno. 
Però poi penso anche alle persone meravigliose che i miei genitori hanno incontrato, quelle persone meravigliose che io stessa ho incontrato e che mi trattano come se fossi davvero una loro nipote. Li invidio mamma e papà per aver avuto la fortuna di incontrare delle persone così speciali.
Li invidio sì, ma, allo stesso tempo, sono fermamente convinta che quelle persone che mi aspetteranno fuori dal terminal dell'aeroporto, dopo che mi sarò fatta quasi 24 ore negli aeroporti, saranno altrettanto meravigliose. 
Come lo so? A dirla tutta non posso saperlo, ma sono sicurissima che comunque vada quest'esperienza, che si sta piano piano aprendo davanti a me, sarà stata una conquista.In qualsiasi caso.

È strano, surreale. Ripenso a quando mi sono iscritta per il colloquio di selezione; ricordo la mia forte determinazione e quella strana sensazione che mi attanagliava lo stomaco ogni volta che pensavo all'America, la mia America. Sembravano le farfalle nello stomaco, quelle che si sentono quando il ragazzo che ti piace ti sfila davanti, e anche io ero innamorata: di una nazione. Non ho mai più provato una così forte sensazione di volere qualcosa a tutti i costi. Non la provo neanche ora. Si è assopito tutto, adesso sono soltanto in attesa del salto nel vuoto. Ma ritornerà, ne sono certa, quando nuove sfide verranno a bussare alla mia porta. Perché la vita è questo, è sensazioni, ardente desiderio, determinazione, ostacoli, tristezza, malinconia, incertezza, felicità.
È conquista.

Non sono pronta a partire, non ancora. Ci saranno cose e soprattutto persone che mi mancheranno moltissimo, ma non sarò mai pronta per partire, almeno non come intendo io.
 Quindi mi lancio e sì sono pronta, determinata come non mai.

Un besos,
Ale

"Anche se desideri farlo, andartene è difficile, sempre."
[cit. John Green]








P.S. Siamo arrivati a 5000 visualizzazioni. Grazie! Grazie non solo a voi lettori italiani, ma anche a tutte quelle persone che là fuori nel mondo pensano che io sia interessante e soprattutto grazie alla mia amica polacca Ola che, anche se lontana, mi legge sempre!
Grazie a tutti di cuore, vi voglio bene! ;)


mercoledì 2 luglio 2014

Already finished, but not yet started

Queste ultime settimane sono state strane, stranissime. Mi sono lasciata alle spalle qualcosa di importante e ora sono proiettata verso la mia nuova vita in Florida. Forse ho finalmente capito quale aspetto della mia personalità prevale sull'altro: se dr. Jekyll o mr. Hyde.
La scuola in Italia è finita. Camminare per l'ultima volta nei corridoi del Gonzaga mi ha fatto uno strano effetto. Un effetto ancora più strano parlare con la mia vecchia prof di Latino&Greco del biennio: mi sono ricordata la sua cattiveria gratuita e ho ringraziato il cielo che io non ce l'abbia più, altrimenti mai e poi mai mi sarei sognata di partire.
 La pagella è andata bene, non quanto avrei voluto, ma non si piange sul latte versato.
Si è chiusa una porta e sto aspettando che si apra il portone.

Busi, un mio compagno di classe, è partito quasi due settimane fa, destinazione: Nuova Zelanda.  La domenica noi amici siamo andati a salutarlo e ho sentito il brivido dell'avventura. L'abbiamo salutato e abbracciato e martedì sera è sparito verso Auckland.
Lorenzo è stato il primo... Ora toccherà a me e a Lodo (anche se non ha ancora una famiglia e mi dispiace un po'...). So che continuo a ripeterlo, ma mi fa un effetto stranissimo, quasi surreale. Ancora un po' e anch'io abbandonerò il mio angolo di Italia e andrò alla ricerca del mio "American dream". Così questi 46 giorni (e si, alla fine parto il 17) sono diventati il mio peggiore incubo: mi sono ritrovata proprio in un bel limbo! Aspetto con ansia la partenza e non riesco a non pensare almeno 1192938329 volte al giorno all'America, proprio non ci riesco. Ma allo stesso tempo sono ben piantata con i piedi in Italia e se penso che a settembre non sarò qui non ci credo, letteralmente non ci credo! Ho una citazione della Fallaci, tratta da "Un uomo", in cui afferma che l'abitudine è la peggiore delle malattie perché te ne accorgi soltanto dopo che si è annidata dentro di te in modo tale che non possa più liberartene. Sento che la mia vita qui in Italia sia un po' così. Quindi l'idea di partire e spezzare la routine non è ancora stata ben metabolizzata dal mio cervello...

Due settimane fa ho fatto Skype con Tom e Melissa. OVVIAMENTE World Heritage, la mia associazione partner, non mi vuole far partire prima perché " andrei a scombussolare gli altri ragazzi con cui parto". Che poi chi ha mai menzionato un viaggio di gruppo?!? Anche Livio mi aveva ribadito che se va bene a volte si riesce a far partire 2/3 exchange insieme. Abbiamo parlato degli aspetti più pratici di questa esperienza: bancomat/ carte di credito, telefono e tariffe, conti corrente e soprattutto scuola. 
Tom e Melissa sono fantastici. Chiedo loro una cosa e il giorno dopo mi rispondono subito. Perciò ora vi potrete sorbire le mie disquisizioni su ciò che ho menzionato prima.
1.  Il cash. Noi exchange possiamo aprire un conto corrente in USA dove farci accreditare i soldi dai genitori. Però servono il codice del visto e mi pare pure del passaporto. Con questo poi possiamo avere sia una credit card che una debit card. Altrimenti potete chiedere alla famiglia se sono disposti a farsi versare i soldi che vi servono sul loro conto corrente personale. Infatti se optate per una carta di credito prepagata (italiana, riguardo alle altre non so) ogni volta che andrete a prelevare, vi verranno sottratti alcuni dollari di commissione  (una cosa come 5$ ogni 100$, ma non sono sicurissima)
2. Il telefono. Per quanto mi riguarda è una nota dolente. Scordatevi i piano ricaricabili da 10€ al mese che mi piacciono tanto e costano poco. I piani ricaricabili se si trovano costano intorno ai 50/60$. I contratti con incluso il telefono (vedi Iphone ed affini) costano cifre esorbitanti. Per farvi un'idea Tom e Melissa in due spendono 130$ al mese con un piano tariffario dei più economici. Però ieri Tom mi ha inviato un'email dicendomi che dovrebbero esserci delle SIM che potrebbero fare al caso mio; se non dovesse funzionare questa fantomatica SIM comprerò un telefono nuovo con annesso piano tariffario.
3.La scuola. Sempre nella email di ieri Tom mi ha detto che ha chiesto alla counselor se sarò Senior o Junior. Esattamente non lo sanno ancora perché ci tengono a vedere al più presto i miei voti e le mie medie (Oh Gosh!) con me (?!?) per poi scegliere insieme le materie che deciderò di svolgere. Anche in questo caso ho un però: Stacy sarà una senior come me, Belle ,un'altra ragazza che ho "conosciuto" dato che non mi ha ancora risposto, (una '97) sarà anche lei senior... Gli americani sono complicati complicatissimi! Da come me lo hanno spiegato Tom&Mel dovrei essere una senior (almeno anagraficamente) perché sono nata nella prima metà dell'anno. Speriamo che almeno questa vada in porto come dico io!

Domani vado in Consolato per la richiesta della Visa e devo ammettere che questa cosa mi ha già fatto sudare 7 camicie... Vi racconterò meglio in un altro post!

Un besos,
Ale

"Dovete essere voi giudice della vostra felicità."
[cit. Jane Austen]


P.S. Mi scuso per la mia scandalosa assenza su questo blog, ma ho avuto dei buoni motivi. Avevo bisogno di riflettere e di ritrovare l'equilibrio e poi settimana scorsa sono andata a fare l'animatrice in un camposcuola della parrocchia (ve ne parlerò meglio in un altro post!) :)





domenica 6 aprile 2014

Smell of Happiness

Sabato scorso era il mio compleanno... Nulla di particolare, non sono andata a scuola perchè avevamo in programma un'uscita a Lovere (lago d'Iseo) per vedere una rappresentazione teatrale dell'INDA e devo dire che mi è piaciuta un sacco!
 L'unico neo sono stati dei bimbetti delle medie, davvero infantili: per capirci, hanno urlato come sguaiati quando hanno sentito "Troia" (lo spettacolo si intitolava "Verso Argo" e parlava dei viaggi di ritorno da Troia di alcuni eroi achei) e poi hanno capito "Bergamo" al posto di "Pergamo" e così hanno iniziato a canticchiare l'inno di qualche squadra di calcio.

Questa settimana è stata impossibile.  Ho studiato Storia come se non ci fosse un domani e ho pure dovuto finire una relazione sull'Oracolo di Delfi per un'esposizione davanti a 40 persone. I nostri cari professori hanno avuto una bellissima idea per la nostra gita in Grecia: NOI alunni saremo le GUIDE TURISTICHE. Immaginate la mia disperazione... Mi agito solo a parlare con il ragazzo che mi piace, figuriamoci a parlare davanti a ragazzi più grandi di me! Beh dai alla fin delle finite sono stata brava e ringrazio la mia buona stella per non avermi fatto inceppare....
Oggi, come ogni domenica che si rispetti, colazione fuori al bar. Sono andata da Gian viennoiserie, un posto davvero carino a metà tra l'art decò e lo shabby chic. Niente da fare: il loro latte macchiato è il più buono del mondo e poi anche i camerieri non sono male... ;)

Nessuna particolare news da Panama City... Se nonché ho scoperto ieri che molto probabilmente indosserò una divisa per andare a scuola o comunque c'è un abbigliamento molto rigido per quanto riguarda il dress code. Non so se esserne felice oppure disperarmi! Molto probabilmente la seconda, ma prima di iniziare a farlo chiederò delucidazioni in merito alla cara Stacy!
Stacy è carinissima, spero che potremo frequentarci spesso una volta in Florida, anche se lei frequenta un'altra high school! Per questo motivo Tom, che non smetterò mai di dirlo è l'uomo più dolce del mondo, mi ha detto che hanno parlato con la figlia del loro preacher (in italiano sarebbe predicatore... Mi viene da pensare che sia tipo il loro pastore) e le hanno dato la mia email e il mio nome su FB, ma Mary Catherine non mi ha ancora contattato... Vedremo se questa settimana è quella buona, vi farò sapere!
Nel frattempo che Mary Catherine si decida a contattarmi, avrò moltissimo con cui distrarmi: Mercoledì partiamo per andare ad Atene... Yeahhhhh, 5 gg di gita che si prospettano bellissimi, non vedo l'ora! Aahahahah sto già preparando la valigia! :) Per di più oggi c'è il sole e mi rende la persona più felice di questa terra! (menomale che vado in Florida che il sole c'è 365 gg l'anno!!)

un besos,
Ale

"Dove si trova la bellezza? Nelle grandi cose che, come le altre, sono destinate a morire, oppure nelle piccole cose che, senza nessuna pretesa, sanno incastonare nell'attimo una gemma di infinito?"
                                                                                                    [cit. Muriel Barbery]

P.S. Se non si è capito oggi sono felice! ;)



venerdì 7 marzo 2014

Just do it

Innanzitutto una cosa: BUON COMPLEANNO PARI, anche se era  ieri!

Scrivo questo post mentre sono in camper, destinazione: Andalo. Stiamo andando a sciare insomma! Un weekend di relax ci voleva e molto probabilmente questa sarà la mia ultima sciata per quasi  un anno, a meno che non riesca a convincere Sox a venire a sciare con me con lo sci club e a lasciar perdere una partita...

Devo ammettere che siamo appena usciti da una quattro giorni di scuola di fuoco a livello mentale. Ci siamo rivoltati e analizzati interiormente come dei calzini e abbiamo cercato di essere il più adulti possibili dopo una cosa accaduta a scuola, che ci ha insegnato ad analizzare attentamente ciò che diciamo. Oltretutto oggi la Confa ( alias la prof di Filo&Storia) ci ha riepilogato le pagine da studiare in vista del l'interrogazione di martedì: da 20 siamo passati a 60 e passa pagine. AIUTO!!!!!

Va beh le mie riflessioni e delucidazioni scolastiche dubito interessino davvero a qualcuno, a meno che non si tratti di uno/a stalker! 
Quindi passiamo alla mia fetta di felicità oltreoceano!!! Office pomeriggio ho nuovamente fatto Skype con Tom e Mel. 
Devo ricredermi assolutamente sul fatto che Mel fosse fredda e distaccata:
1. Mercoledì abbiamo parlato un po' sulla chat di Facebook ed è stata dolcissima, mi ha detto "I was thinking about you and  I wanted to know how are you doing in Italy". 
2. Oggi ha parlato tantissimo e ho scoperto che abbiamo un sacco di cose in comune e mi ha fatto molto piacere scoprirlo.

In realtà avremmo dovuto fare Skype ancora 3 settimane fa, ma all'ultimo mi avevano dato buca per un quadro, ricordate? Bene avevamo deciso di fare Skype giovedì di settimana scorsa, ma sinceramente non me la sentivo e ho detto loro che sarei dovuta andare a teatro con la scuola ( in realtà ci siamo andati mercoledì). Non lo so, sono persone dolcissime: Tom mi ha scritto che dispiaceva molto anche a lui non poter fare Skype, ma che comunque avremmo avuto 5 mesi per parlare e raccontarci un sacco di cose, e per di più dal vivo! Ecco sono cose stupide, ma che ti fanno sciogliere il cuore. 
Così alla fine abbiamo fatto Skype oggi alle 17.00. Mi hanno chiesto come era andata a teatro e allora gli ho spiegato un po' di cose sul teatro romano (secondo me rimangono sempre piú allibiti da le materie astruse che faccio). Poi abbiamo parlato un po' del più e del meno, cose del tipo che andavo a sciare e allora Mel mi dice che devo promettere di non adare troppo veloce e farmi male che poi magari non posso andare in Florida; del fatto che il pesce mi fa normalmente schifo grazie alla mensa delle elementari dalle suore, dove si osservava strettamente il venerdì di magro, ma che invece amo da impazzire il sushi ( anche a loro piace da matti); del fatto che sono un po' spaventata per il mio primo giorno di scuola e loro si stanno adoperando per cercare ragazze che frequentano la mia high school, ma che intanto c'è la figlia di alcuni loro amici che fa equitazione e che ha la mia età da presentarmi; poi ovviamente continuano a ribadirmi che non vedono l'ora di avermi li con loro. 
Quando ci penso sono davvero felice, forse è una delle poche cose che mi rende davvero davvero felice in questo periodo: sono i miei 5 mesi e solo miei, posso aggrapparmici nei momenti di sconforto e questo aiuta. 

Una persona  mi ha detto che è felice perché dal mio esempio ha capito che i sogni possono avverarsi davvero. Ecco io vorrei che il mio sogno fosse un esempio anche solo per una persona perché qualcuno possa così capire finalmente che i sogni si avverano se ci si mette impegno e passione!

Ok, ora basta questo post sta diventando infinito e ho divagato troppo!

"D'altra parte, se non immagini niente, non succederà niente."
[cit. John Green]

un besos,
Ale

martedì 18 febbraio 2014

It's Para Para Paranoid

Ok, ho fatto una scoperta, che non è poi così sensazionale, ma che mi ha comunque lasciata di stucco: non ho trovato un singolo blog di exchange in Florida! Ecco che inizia la para...
No, in realtà Tom&Melissa mi avevano già detto che da loro ospitare un exchange era una cosa abbastanza nuova, ma pensavo si riferissero soltanto al fatto che World Heritage (alias la mia associazione partner) avesse appena iniziato a lavorare nel nord della Florida! Pensavo che altre associazioni avessero degli exchange in questo Stato, ,ma evidentemente mi sono sbagliata completamente! Va beh, farò da apripista, chissà che il mio blog non diventi merce rara per prossimi Floridian Boys&Girls (ahahahaha si sono un'EGOcentrica assurda, mi dispiace!)!!!

Dato che dubito fortemente che voi vogliate ascoltarmi mentre mi gaso con argomenti inesistenti e senza un nesso logico, vi dico che dopo Mercoledì scorso ho avuto una mezza crisi isterica e ho iniziato ad avere dei ripensamenti... 6 mesi senza le mie amiche, niente BG e corse pazze al Regno e l'impossibilità di poter parlare con alcune persone, con cui ovviamente non avrò più nulla da spartire. Ciò che mi mette ansia (anche se da un altro lato sono felice di fare) è lasciare la mia vita qui in standby: non voglio che nessuno pensi che io non penso a loro mentre sono a Panama City e non voglio che certe persone si sentano trascurate o che pensino che non hanno diritto di contattarmi mentre sono via. Ci sono passata anche io e l'indecisione è una brutta bestia (ok, altro discorso stra egocentrico - Pari mi stai facendo salire una para enorme- ma non posso fare a meno di farlo), vi prego fatelo, sempre, ho capito che non è mai troppo tardi per (ri)avvicinarsi ed essere veri amici.
Ritornando al discorso di prima, ero davvero davvero molto giù di morale e avevo bisogno di una persona un po' particolare che mi comprende al volo, ma che ultimamente ho perso di vista per svariati motivi. Stavo per mettermi a piangere, sul serio, e stavo parlando con Pari quando mi arriva un'email; lì avrei davvero avuto un buon motivo per farlo, ma mi son detta che si piange solo per le cose brutte: era un'email di Tom&Melissa. Mi hanno chiesto se avevo già ricevuto il voto preso nella verifica su Erodoto e di esserne felice qualunque voto fosse perché non bisogna vivere con l'ansia da scuola; mi hanno detto di godermi il weekend perché il riposo è sempre meritato e che loro ci sono sempre in caso io voglia fare Skype per parlare un po' in inglese o solo per dire "Hi": non vogliono intromettersi nella mia vita di punto in bianco, soprattutto in quella scolastica che ritengono sia piuttosto impegnativa. Intanto però loro mi raccontano tutto quello che fanno e mi fanno capire quanto ci tengano grazie a tanti piccoli gesti: ad esempio se parlano di qualche misura la convertono subito nelle nostre misure. Sembra solo una sciocchezza, ma vuol dire tanto!
Anche se a volte ho dei dubbi sulla Florida, sul partire, sulla paura di non piacere e di non avere molte cose in comune con loro, rifarei tutto quello che ho fatto altre mille volte, e altre mille ancora.
Non ho mai pensato che fosse facile, ma non sono una che si arrende.

"Quello che ho visto è una porta che si apre sul nuovo."
[cit. Alfred Tennyson]


un besos,
Ale

P.S. Sono perfettamente consapevole che si tratta di un post senza un nesso logico. Perdonatemi: stasera va un po' così, sono malinconica.

P.P.S. Per i miei compagni di classe/amici che mi leggono: non fraintendete e non iniziate a pensare che io sia molto "weird" (ogni volta che scrivo vi ho in mente e ho il terrore di quello che pensate, ma voglio essere onesta in ciò che scrivo e quindi sono necessariamente bipolare!)

lunedì 10 febbraio 2014

Skype Chat

Eccomi qua ad aggiornare finalmente dopo la Skype chat di Sabato sera. Ah mi sono accorta che in alcuni post ho dato dei riferimenti temporali sbagliati: scusate, ma spesso e volentieri scrivo il post con il computer alla sera e lo pubblico alla mattina con il cellulare mentre vado a scuola.

Comunqueeeee... Sabato ore 18.00.
Tachicardia a mille, impossibilità a deglutire e ansia tremenda. Ah già dimenticavo: mi tremavano così tanto le gambe che, mentre facevo le scale per andare a bere un bicchier d'acqua, quasi non finisco all'ospedale!
Bene, questa sono io al 100%. Quando devo relazionarmi con qualcuno che non conosco, così al primo impatto preferirei morire, meno male che c'era Alice a sostenermi con i suoi messaggi da coach motivazionale su Whatsapp.
La video-chiamata è andata abbastanza bene, siamo rimasti a parlare per un'oretta più o meno. Inizialmente, come ho già detto, ero particolarmente in ansia e difatti sembravo una con problemi cognitivi e linguistici, della serie: all'inizio ho sfarfugliato qualcosa sul fatto che avevo appena finito la scuola e che mi sarebbe toccato studiare la domenica. Sì, perché quando io vado nel pallone, inizio sempre a parlare della mia scuola (oh caro liceo classico, porto sicuro) perché è così strana che riesco a fare colpo con poco. E ovviamente sono rimasti affascinati quando ho detto che oltre a Latino studio pure Greco antico (non so che fascino possano esercitare, ma forse è soltanto il fascino dell'ignoto e della novità assoluta). Ma visto che davvero facevo fatica a stare a galla, e non perché io non capissi loro o viceversa, ma perché ero terribilmente nervosa, il mio caro babbo è allora venuto in mio soccorso. Così intanto che riprendevo fiato e mi davo addosso da sola, mio papà e Tom hanno parlato un po' di moto dato che gli avevo raccontato che ne abbiamo due; lui invece guida una Harley. Poi abbiamo parlato un po' del tempo, soprattutto riguardo a Ferrara dove hanno vissuto e sono rimasti allibiti quando abbiamo raccontato che si era allagata.
Poi arriva pure mia mamma, si presenta, e inizia le sue domande (che poi in realtà erano più o meno le mie, ma così ero più sciallata) del tipo come funziona in USA per ospitare un exchange, come funziona con la scuola, perché hanno deciso di ospitare e quindi poi ho chiesto perché avessero scelto proprio me. Mi hanno detto che hanno letteralmente amato la mia "Dear Host Family Letter". Mi sono sentita felicissima quando hanno detto che li ha lasciati di stucco il fatto che collezioni citazioni e mi hanno detto che è un bellissimo hobby; pure Melissa lo fa. Mi hanno anche detto che non voleva ritrovarsi in casa con una persona che pensasse solo a divertirsi, alla feste ecc.; volevano qualcuno che ci tenesse a trascorrere tempo in famiglia con loro e volevano che diventasse un vero membro della loro famiglia. Davvero sono carinissimi.
Infine Tom ha insistito per mostrarmi la casa  e dunque Melissa ci ha accompagnato in tutta la casa e mi hanno fatto vedere camera mia: è proprio girly, ha le pareti rosa e un letto enorme con una cosa come 4539506840001385 cuscini sopra poi c'è una finestra lungo tutta una parete che si affaccia sul campo da golf del vicinato, è molto ariosa e trasmette un senso di calma e pace immenso (forse anche perché là era una giornata soleggiata senza neanche una nuvola). Abbiamo chiacchierato ancora un po' e poi ci siamo salutati, promettendoci di sentirci per fare un'altra Skype chat. Oggi quindi Tom mi ha mandato un'altra e-mail per dirmi che Mercoledì non lavora proprio e che se vogliamo possiamo sentirci per fare ancora Skype, devo ancora rispondergli, ma lo faccio appena finisco qui.


"La felicità non è che sia fare sempre quello che si vuole, semmai è volere sempre quello che si fa."  
[cit. Fabio Volo]

un besos,
Ale

sabato 8 febbraio 2014

Florida Updating

Mi dispiace aver fatto passare quasi tre giorni dopo aver sganciato la notizia bomba... Ma non riuscivo proprio a concetrarmi! Anche ora che dovrei studiare in preparazione per una verifica di Greco non ce la faccio; ho un unico chiodo fisso: Florida.

Panama City, Florida. Soleggiata cittadini di quasi 40.000 abitanti (cioè il doppio della piovosa Castiglione), si affaccia sul bellissimo Golfo del Messico e ha acque oceaniche cristalline. Ahhhhh Paradiso Terrestre!
Il clima è quasi umido subtropicale: ciò significa che nei mesi caldi le massime si aggirano intorno ai 35° e le minime intorno ai 20/25°, mentre nei mesi "freddi" si passa dai 19/20° di massima ai 3/4° di minima a Gennaio. Il clima non mi preoccupa, ma sono quasi terrorizzata dall'umido (ideale per me che mi tiro sempre i capelli!) dall'afa e dalle zanzare che queste zone lacunose si portano appresso.
Panama City credo che sia la tipica cittadina marittima di villeggiatura soprattutto perché ha due porti superattrezzati che pubblicizzano su qualsiasi sito parli della città. Poi c'è anche una base aeronautica militare e una base della marina militare statunitense: presumo che la sicurezza sia ai massimi storici!
Passando a cose molto più frivole c'è un centro commerciale enooooooorme e si chiama (ovviamente) Panama City Mall e ci sono una cosa come 3948500002345876 negozi! Come se non bastasse c'è un sorta di pontile con un sacco di attrazioni stile luna park, proprio come quelli che si vedono nei film, e va beh un molto meno degno di nota dove si va a pescare a pagamento (tutti fessi, secondo me pescare è noiossisimo!)

Ecco dove si trova Panama City rispetto a Miami e a Orlando, un po' lontanuccia in effetti!


Questo credo che sia il ponte dove si va a pescare a pagamento.



Questo invece il Pier Park, che credo sia un pontile molto simile a quello di Los Angeles ad esempio.


le spiagge di Panama City, solo per farvi sgolosare! ;-)


La scuola. Il mio liceo è un po' distante da casa mia, circa 20/25 min di schoolbus, ma dubito sarà un problema! Devo ammettere che è una scuola enorme sono su per giù 300.000 piedi quadrati (fate voi, non avevo voglia di cercare un convertitore!) e rispetto alla mia ci sono quasi il doppio degli studenti. 1400 più o meno. Ha poco meno di 15 anni e ha strutture incredibili: oltre ad avere il campo di football, c'è anche una palestra enorme, la piscina e il campo di atletica. E udite udite, oltre alla marea di attività extrascolastiche, c'è pure il club di Latino, ahaahaha NO: non lo farò, giusto per ribellarmi all'egemonia che Latino e Greco esercitano sulla mia povera vita!

Il modellino della mia scuola: HUGE!!!



L'ingresso della J.R. Arnold High School con la mascotte della scuola, il marlin.


La palestra della scuola e il campo di atletica




La distanza da casa mia (punto A) a scuola (punto B): sono 15 km per 20/30 min di  yellow schoolbus.


Quella che forse potrebbe essere la mia futura casa... Credo sia il n. 205 circle Marlin road ma non ne sono troppo sicura.


Dulcis in fundo, la mia HFamily. Inutile dire che sono adorabili e dolcissimi, specialmente Tom con cui ho avuto occasione di scambiare parecchie email. Scrive sempre dei papiri, ma risponde ogni singola domanda che gli faccio ( e sono proprio tante) e mi ha già mandato alcune fotografie di lui e Melissa. Secondo me sono una coppia affiatatissima.
Hanno vissuto parecchio all'estero perché Tom era un pilota di F-15 e F-4 e quindi sono stati per qualche anno in Italia, a Ferrara e in Gran Bretagna, ma non so esattamente dove. Melissa invece è un'istruttrice di simulatore di volo, anche se da quello che ho capito ha anche un secondo lavoro connesso con il fitness e un healthy lifestyle, e credo anche che da giovane abbia lavorato anche a Hoollywood, Las Vegas e Tokyo. Pazzi giramondo! Non vedo l'ora che sia Agosto per partire!!!
Mi ha raccontato molto delle loro vite e ogni volta che lui  mi scrive lo fa con un tono dolcissimo! Fa sempre moltissime domande e si ricorda tutte le risposte che gli do. Melissa l'ho sentita soltanto di sfuggita perchè c'era in città un suo superiore e quindi era un po' busy, ma comunque anche lei mi ha mandato un paio di email e ha detto che non vede l'ora di vedermi! Owww, sono fantastici! Domani ci sentiamo su Skype e sono parecchio emozionata! Spero bene!

"Io penso semplicemente che se vivi con più stimoli, in mezzo a persone diverse, in ambienti più vari, il tuo modo di pensare cambia."
                              [cit. Fabio Volo]

un besos,
Ale

P.S. Spero di riuscire ad aggiornare il prima possibile per raccontarvi della Skype chat, ma abbiate pazienza perché mercoledì ho una verifica su Erodoto e la mia voglia di studiare è sotto zero!