"We are put on this planet only once, and to limit ourselves to the familiar is a crimine against our minds." [cit. Roger Ebert]


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giovedì 5 marzo 2015

The beginning, the end... Who knows?

Sono passate quattro settimane da quando ho preso quel primo aereo e ora, dopo 4 settimane di silenzio stampa, sono di nuovo qui su questo divano dove tutto è cominciato.
È un sabato sera e vi chiederete perchè sia qui a casa e non fuori a festeggiare e a divertirmi, ma c'è una spiegazione per tutto.
Ebbene sì sono di nuovo qui e non so quanto alla fine ne sia contenta o meno. Tante cose sono cambiate e ahimè inizio ad accorgermene soltanto adesso quando sono ritornata a pieno ritmo nella vita della vecchia Me. Eh beh che dire questa vita, ancora una volta, mi sta stretta.


Non stupitevi che ci siano due righe di spazio: ho tentato di aggiornare, ma non ci sono riuscita. Ovviamente.
Non so perchè le parole non mi venivano, fissavo l'homepage del blog e mi sentivo svuotata, ma non riuscivo a riprendere in mano nulla e scrivere. Il blocco dello scrittore viene anche a me, che di problemi a parlare e comunicare con il mondo non ne ho proprio. Poi oggi ho ricevuto un commento di qualcuno, un pungolo e la persona competitiva che è in me mi ha ricordato che io le cose non le devo assolutamente lasciare a metà. Non devo o non voglio.
Forse non ho mai voluto scrivere questo post perchè inconsciamente sapevo che sarebbe stato un post di chiusura. Sì, perchè anche la mia esperienza è finita, non sono più una fiera exchange student e devo (ri)adattarmi all'Alessia di prima, quella che mi ero lasciata dietro senza troppe indecisioni.

Il ritorno è stato bello, una delle sensazioni più belle che abbia mai provato. Non ho pianto quando siamo arrivati finalmente all'aeroporto di Panama City Beach, Amy sì. Ho scoperto che questa esperienza mi ha resa più dura e al contempo più sensibile, e si forse ho finalmente capito di essere un'inguaribile romantica perchè le persone ciniche come me credono che le cose volgeranno sempre al peggio per non rimaner delusi.
Ho iniziato a saltellare come una pazza idiota quando ho visto che i miei bagagli pesavano il giusto, nessuna eccedenza, tanto rumore per nulla come al solito. In questo non sono cambiata sono quel tipo di persona che agli eventi importanti della propria vita ci vuole arrivare preparata, ci vuole arrivare preparata e spaccare tutto perchè di un secondo misero posto non si accontenta.
Così come sono arrivata me ne sono andata, con lo stesso sorriso idiota e quella patina di strafottenza che non mi andrà mai via. Quando sono salita sul primo aereo mi sono goduta la vista, ho assaporato quegli ultimi istanti di Panama City Beach, mentre canticchiavo una qualche melodia. Atterrata ad Atlanta non stavo più nella pelle volevo farla finita, prendere il prima possibile l'aereo e via. L'addio all'America è stato forse il più bello che mi potesse capitare: ci hanno imbarcato tardi e così siamo partiti al tramonto. Il rosso-arancione del cielo era sopra di noi, mi ha scaldato il cuore e ho pensato che in fondo l'America non è così orribile come la descrivono. Può regalarti un magnifico tramonto e quello davvero è impagabile. Il viaggio verso Francoforte è stato piuttosto veloce, non mi sarei quasi mai voluta sparare il che è praticamente impossibile e quando sono atterrata devo ammettere che gli occhi mi si sono inumiditi. Una sensazione stranissima mi ha preso lo stomaco e tutto quello che potevo ripetermi era: "Sono in Europa, cazzo!". Ero euforica come non lo sono mai stata e sul momento è la sensazione più bella della tua vita,così spontanea, così di pancia; quasi non ci puoi credere. Sono atterrata a Milano e sentire delle galline parlare sguaiatamente in italiano mi ha infastidito tantissimo: le persone così non le ho mai sopportate.
Ho superato la barriera che mi separava dalla mia famiglia con un sorriso stampato in faccia e l'abbraccio che ci siamo scambiati era così sentito, così giusto e perfetto che è difficile da spiegare. È la fierezza di avere alle spalle due genitori che ti hanno cresciuto così, una sorella con cui le litigate non sono mai mancate eppure ti dice che senza di te le cose non sono più le stesse. Anche per me non lo erano più da un po'. Tante volte mi sono chiesta di cosa avremmo parlato una volta in macchina di ritorno a casa eppure è stato tutto così naturale che mi sembrava esser stata via per le solite due settimane.
Sono arrivata a casa e sono rimasta spiazzata: TUTTI i miei amici erano lì ad aspettarmi per un welcome party a sorpresa. All'inizio mi sarei volentieri data una martellata in testa piuttosto di stare in mezzo a troppa gente, visto che ero in piedi da più di 24h ma ho abbracciato tutti. Spiazzata, confusa e, per la prima volta dopo tanto tempo, intimidita. È stato un bellissimo regalo dei miei genitori, di mia sorella Francesca e delle mie amiche. Mi chiedo spesso cosa farei se non ci fosse mia sorella Francesca e ogni venerdì, quando torna a casa da Bergamo, abbracciarla e guardare insieme la replica di MasterChef mi fa sempre spuntare un sorriso.

L'impatto con la scuola è stato duro e solo ora riesco a tirare un piccolo sospiro di sollievo. Anche io ho dovuto sostenere il tanto famigerato colloquio di attribuzione voti, ma a quanto pare sono promossa per passare al secondo quadrimestre.

Faccio ancora fatica a capire le cose e le persone attorno a me. Mi sento un po' costretta, un po' trascurata e fisicamente inutile, ma piano piano sto riprendendo in mano tutte quelle cose che avevo lasciato in sospeso. Mi hanno detto che non sono cambiata per niente e questo, sinceramente, mi da molto fastidio. Sono cambiata perchè ora credo di essere una persona adulta, perchè prima di parlare ragiono e cerco di essere gentile perchè so cosa significa essere trattati male dal primo stronzo strafottente di turno. Mi sento più grande di molti miei coetanei che sprecano tempo prezioso su cose futili, a parlare di cose altrettanto futili o a cercare di emulare qualcuno solo perchè hanno paura di essere sè stessi. Mi urtano le persone che dicono di capire cosa significhi e cosa comporti un'esperienza del genere, non lo sanno e non lo potranno mai sapere, ma lascio loro la convinzione che possano immaginarlo. Mi urtano le persone che ti lanciano quella battutina, non voluta, non richiesta e non apprezzata. Mi urta non poter dire anche solo poche parole in inglese per paura di dovermi sorbire sempre la solita frase trita e ritrita che "Ma tiratela di meno!".
In questi 33 giorni ho avuto modo di pensare, di riflettere e ho avuto modo di apprezzare il silenzio, a cui a volte non si da sufficiente importanza. Voglio andarmene di nuovo, ma voglio tenermi aperte anche altre porte, avere un piano B, un paracadute di riserva.
Per il momento non ho certezze, ma so che voglio continuare a scrivere, forse non qui, perchè questa era la storia del mio exchange, da qualche altra parte in un posto mio che mi appartenga in qualunque parte del mondo io mi trovi.


Un besos,
Ale


"L'inizio è la mia fine e la fine è il mio inizio."
[cit. Tiziano Terzani]

venerdì 30 gennaio 2015

Florida: The Sunshine State

Questo post avrei dovuto scriverlo un po' di tempo fa. Ma nel frattempo sono successe cose più importanti e quindi è passato in secondo piano.
Infatti non vi ho raccontato come è andato il mio addio (o perlomeno quello che io considero tale) alla Florida, a Panama City Beach, "The most beautiful beaches in the world".

Dopo aver finito scuola venerdì 16 Gennaio, dopo esser tornata a casa dalla settimana passata con Jill (di cui, mi rendo conto solo adesso, credo di non averne parlato - chiedo venia la mia memoria ultimamente è peggio di quella dei pesci rossi) non ho fatto un granchè. Neppure sabato, Stacy aveva pensato a un piano per il weekend piuttosto esteso, ma ho rifiutato perchè in quel momento dovevo stare a casa quasi per forza e non ho fatto nulla di particolare, se non usare Popcorn Time e guardarmi una valanga di serietv/films.
Così Stacy è venuta a prendermi domenica dopo la messa (alla fine sono diventate le 15.00 perchè è andata a cavalcare e c'era coda per uscire da Panama City ed entrare a Panama City Beach). Domenica era una giornata bellissima e avremmo avuto vacanza anche il lunedì (Martin Luther King's Day) e il martedì seguente che era Teachers' Day, in pratica quando si mettono a fare le report cards.
Stacy si è fatta prestare dai suoi vicini di maneggio il loro appartamento sulla spiaggia e caspita ci farei la firma per vivere in un apppartamento del genere! Si tratta di un appartamento in quelle torri giganti che si possono vedere se si cammina sullla spiaggia e per cui Panama City Beach è famosa. L'appartamento si trova al terzo piano di una di queste strutture (ed è comunque bello in alto) e praticamente è un open space con vetrate su tutti i lati del mare: bellissimo, una vista davvero mozzafiato.
La vista dal balcone dell'appartamento
Stacy non si ricordava esattamente dove l'appartamento si trovasse e in più, quando abbiamo provato a digitarlo nei nostri telefoni, ci sono usciti una cosa come 15'000 risultati per Long Beach Condos, quindi abbiamo desistito. Finalmente, grazie alle mie innate doti di orientamento (giuro, non so cosa sia cambiato da quando sono partita, ma ho sviluppato un senso dell'orientamento fantastico) siamo finalmente riuscite ad arrivare alla nostra meta. Dopo aver oltrepassato il gate, dove c'era una guardia simpatica quanto una scheggia sotto le unghie, abbiamo parcheggiato e ci siamo avviate al nostro appartamento. Anche qui mille problemi perchè la porta aveva una doppia serratura e Stacy non riusciva ad aprirla. Ora la mia famiglia può testimoniare quanto io sia un disastro in queste cose, non chiedetemi neanche dove sbaglio perchè davvero non ne ho la più pallida idea... Eppure, con mia mamma che mi rimbombava nelle orecchie: "Alessia la chiave la devi girare in quel verso, non in quell'altroooooo!" MIRACOLOSAMENTE ho aperto la porta dell'appartamento. Mi sono detta: accidenti che colpo di fortuna! Ahahah Stacy era già pronta a chiamare la proprietaria dell'appartamento e io mi son detta ci provo io, pensando che comunque non sarei arrivata a un bel niente come al solito e invece...
Dopo un po' ci ha raggiunto Deanna, ci siamo preparate e siamo andate in spiaggia a goderci il tramonto, a farci foto, a congelare nell'acqua dell'oceano e a parlare e ridere.



Giusto perchè pure io sono uno stereotipo
Narcisisticamente parlando questi occhiali li amo
Verso le 18 siamo tornate su in appartamento dove ci aspettava la mamma di Stacy, Tami e abbiamo aspettato che Billy finisse le prove del coro della loro chiesa e che ci raggiungesse guardando un film degli anni '70 su alcuni ebrei immigrati in Germania prima della Seconda Guerra Mondiale, ma ora non mi viene in mente il nome. Quel film l'ho già visto, ne sono sicura ma caspita il nome non mi viene assolutamente in mente! 
Alle 19.00 siamo uscite e siamo andate a mangiare tutti insieme al Saltwater Grill (i ristornati Grill sono diciamo quelli superiori alla media, più stile europeo e meno fast food, anche se quello ch principalmente servono è carne in tutte le salse (Non chiedetemi la differenza tra Una Portherhouse e una Rib Eye perchè per me sono uguali, ma come dice Billy "It cannot be the same for you, you have to CHOOSE!"). Ho mangiato degli gnocchi con gamberi, bacon e spinaci e non erano niente male, molto pannosi come tutte le cose americane. Dopo ci siamo concessi un sample di dolci che Billy ha gentilmente pensato di lasciare a noi donne, bisognose di dolce.
Creme brulee, New York cheesecake, Bread pudding, Key Lime pie, fragole ricoperte di cioccolato

Dopo una cena mega abbondante Tami ci ha riportato all'appartamento, accertandosi che Stacy riuscisse ad aprire la porta, dimostrando ancora una volta che l'unica in grado di farlo ero io ahaha e quindi Stacy ha sottolineato quanto io sia una persona responsabile e di come sua madre dovrebbe fidarsi a lasciarla venire quest'estate. Spero proprio che venga quest'estate perchè mi piacerebbe moltissimo e poi insieme ci divertiamo da matte. 
Ci siamo infilate nei nostri costumi, senza tralasciare un errore di percorso dovuto a Deanna i cui lacci del costume di Victoria's Secret non ne volevano sentire di essere infilati nell'asola da cui erano usciti. Finalmente dopo essere riuscite a risolvere il problema siamo scese e siamo andate a fare il bagno nella piscina riscaldata. Stacy e Deanna dicevano che l'acqua della piscina era comunque troppo fredda e quindi ci siamo semplicemente buttate nella hot tube. Che all'inizio comunque era troppo  calda.  Siamo rimaste in ammollo una cosa come 2 ore e poi siamo tornate in camera dove abbiamo guardato 17 Again; devo ammettere che rimanere sveglia è stata dura perchè quando tutti i tuoi muscoli son rilassati e sciolti per il caldo addormentarsi è molto molto più rapido. Dopo 17 Again abbiamo spento la luce e siamo andate a letto in uno dei letti matrimoniali più grandi che abbia mai visto a tal punto che abbiamo dormito tutte e tre nello stesso letto.
La mattina risveglio traumatico perchè Stacy ha incollato il suo gomito sulla mia nuca e diciamo che la posizione non era delle più comode, considerando che non ero neanche capace di tirare su la testa perchè i miei capelli erano finiti sotto il peso morto di Stacy. Deanna si è svegliata presto ed è andata a Cross Fit mentre io e Stacy alla fine abbiamo dormito fino alle 10.30. 
La mattina ci siamo preparate, abbiamo raccolto le nostre cose nel soggiorno e siamo poi andate a fare un brunch da Powder and Flour che è praticamente all'entrata di Bay Point dove vivo io. Una delle insalatone più buone della mia vita. 
Dopodichè siamo ritornate all'appartamento, ci siamo infilate i costumi e siamo andate a camminare per due ore buone sulla spiaggia. A Gennaio. Con 23C. In costume. Vi chiedete ancora perchè ami la Florida in giornate così?!?
Sembra un paradiso, eppure è vero


Mai vista una stella marina del genere





Un besos,
Ale


"C'è talmente tanta umanità in questa capacità di amare gli alberi, talmente tanta nostalgia dei nostri primi stupori, talmente tanta forza nel sentirsi così insignificanti in mezzo alla natura... 
Sì è proprio questo: l'evocazione degli alberi, della loro maestosità indifferente e dell'amore che proviamo per loro da un lato ci insegna quanto siamo insignificanti, cattivi parassiti brulicanti sulla superficie terrestre, dall'altro invece quanto siamo degni di vivere, perché siamo capaci di riconoscere una bellezza che non ci è debitrice."
[cit. Muriel Barbery]



giovedì 22 gennaio 2015

All those little things

Venerdì scorso è stato il mio ultimo giorno di scuola e credo di averne scritto al riguardo, ma sono diventata talmente pigra che non ho nemmeno voglia di andare indietro sul blog e vedere se ne ho effettivamente parlato. Siccome less is more, passerò oltre.

Mercoledì 21 Gennaio 2015, 13:59.
158 giorni andati e 11 ancora da vivere.
170 giorni e un ponte tra due anni diversi, quasi a sè.
Cosa cambia  da quando cominci a pensare quest'avventura a quando effettivamente stai quasi finendo quest'avventura?
Non credo di saper rispondere. Cambi, cadi, ti rialzi e cresci, eppure sei ancora tu, la stessa persona che ha lasciato Milano quella assonnata domenica mattina di Agosto, così letargica eppure adrenalinica.
Cos'è cambiato che puoi toccare con mano? I centimetri sulla pancia, sì quelli li vedi che si accumulano e ti odi per questo, eppure non puoi smettere di mangiare, perchè non puoi fare nient'altro. Ma non sei cambiata, sei sempre la stessa con qualche crepa in meno e qualche (in)certezza di più. Eppure non sei tu, ti guardi allo specchio e sai perfettamente che non sei più la stessa di quando hai imboccato il portellone dell'aereo 157 giorni prima.
Descrivere cosa è cambiato è difficile, quindi cosa ti cambia?
Sono tante, tantissime le cose che piano piano, come un fiume smussa e leviga il proprio corso, ti cambiano in meglio, ma anche in peggio. Ciò che ti cambia davvero sono le piccole cose, quelle a cui in Italia non avresti dato assolutamente peso e a cui non avresti più ripensato a distanza di giorni, settimane o addirittura mesi. Eppure sono proprio quelle piccole cose che creano ricordi vividi, come se fosse solo ieri che li hai vissuti in prima persona. Sono le piccole cose che ti cambiano, come lo scoprirai solo alla fine di quest'avventura che, nel bene o nel male, ti regalerà un bagaglio di esperienze che molti ti invidieranno. Perchè quest'esperienza non ruota intorno alla scuola e allo studio, quest'esperienza ruota intorno a te, a voi, a me, a NOI.
Le mie piccole cose sono state tante, nella maggior parte dei casi mi hanno strappato un sorriso, ma a volte mi hanno anche fatto inumidire gli occhi.
Le mie piccole cose sono Stacy e la sua famiglia, che mi hanno accolto a braccia aperte, mi sono rimasti accanto anche quando ho cambiato famiglia e non mi hanno mai giudicato.
 Le mie piccole cose sono ricevere un messaggio alle 3.00 di notte con una faccina che piange perchè Stacy non vuole che me ne vada.
Le mie piccole cose è abbracciare Billy, il papà di Stacy, e sentirgli dire che gli mancherà sentirmi parlare con il mio buffo accento.
Le mie piccole cose è sapere che non sono sola, neanche a miglia e miglia di distanza da casa, perchè la mia famiglia è sempre qui con me, pronta a supportarmi in qualsiasi momento, per qualsiasi necessità.
Le mie piccole cose è sapere che sono in grado di sopravvivere, a 17 anni, da sola lontano da tutto e da tutti.
Le mie piccole cose è non dover specificare come voglio la bistecca, perchè tanto Steve lo sa già.
Le mie piccole cose è sentire i miei nonni americani dirmi quanto sono contenti che sia riuscita a passare del tempo con loro.
Le mie piccole cose è avere conosciuto un gruppo di pazzi pazzi exchange che mi allietano le giornate e mi consolano quando sono triste.
Le mie piccole cose è essere diventata più aperta al cambiamento, meno incline al pregiudizio e perchè no, forse, più accondiscendente.
Le mie piccole cose è esser stata in grado di rimanere lucida e non farmi prendere dal panico nel momento in cui bisognava agire.
Le mie piccole cose è stato lavorare su me stessa e capirmi di più ogni giorno che passa(va).
Le mie piccole cose è passare un pomeriggio a camminare sulla spiaggia senza parlare, perchè bisogno non ce n'è.
Ma le piccole cose a volte sono anche piccole cose brutte.
Le mie piccole cose brutte sono state ritrovarmi in una famiglia di perfetti (s)conosciuti che mi facevano sentire in affitto.
Le mie piccole cose brutte sono state non essere in grado di esserci per il compleanno di mia sorella ed essere la prima a farle gli auguri.
Le mie piccole cose brutte è stato sentirmi dire che erano solo perceptions, che ero io.
Le mie piccole cose brutte è stato sentirmi fuori posto, sbagliata quando quella fuori posto e sbagliata non ero io.
Le mie piccole cose brutte è stato sentirmi dire che non ero abbastanza e che 8 anni passati a perfezionarmi in uno sport non mi sono serviti proprio a nulla.
Le mie piccole cose brutte sono stati quei momenti di imbarazzo, quelli in cui non riesci a parlare e che comunque non sapresti riempire.
Le mie piccole cose brutte sono state vedere il coutdown dei giorni che rimanevano alla partenza e sentirsi attanagliare dall'ansia in quei giorni in cui vedi tutto nero.
Le mie piccole cose brutte sono state quelle ore buttate a cercare di conoscere le persone "giuste".
Le mie piccole cose brutte sono le occasioni sprecate.
Le mie piccole cose brutte sono il rimpianto dei "se fosse" che ti fanno salire le lacrime agli occhi.

Più volte ho scritto qui, nel mio blog, che ero alla ricerca di qualcosa: un qualcosa che forse avevo trovato o che forse dovevo ancora trovare. Ad oggi non so se l'ho trovato: probabilmente sono ancora alla ricerca, eppure non mi sento come se fossi in altomare. Sono felice, ho finalmente fatto pace con la mia testa dopo tanto tempo e mi piace pensare di essere ancora alla ricerca di qualcosa. Non so cosa sia quel qualcosa: se me stessa, il mio posto nel mondo o più semplicemente un equilibrio che mi manca da tanto. Non mi interessa, sono certa che, quando lo troverò, saprò di cosa si tratta. Ecco cosa è cambiato in me durante quest'esperienza; non sono più impaziente, almeno non nel modo in cui lo ero prima.
Gli angoli acuti del mio carattere sono stati smussati e un po' ho paura del ritorno. Sono dannatamente felice di tornare e riprendere in mano la quella mia via, ormai in standby da parecchio, troppo tempo. Ma allo stesso tempo ho anche paura: ho paura che gli altri mi vedano cambiata e che io, a mia volta, vedendomi cambiata attraverso gli occhi degli altri non voglia riconoscere e accettare questo cambiamento.
Ma non accetto una sconfitta, no, non io, Alessia la dura, Alessia la acida. Sono cambiata forse in meglio o forse in peggio, ma non so che non indietreggerò più davanti ad uno ostacolo, perchè se quest'esperienza mi ha sì cambiata, mi ha fatto maturare e mi ha fatto crescere.

Un besos,
Ale

"La vita ci lascia sempre dei segni. Ed è bene che sia così. Attraverso le ferite che portiamo sul nostro corpo possiamo misurare le nostre imprudenze e i nostri successi."
[cit. Cristopher Paolini]

martedì 16 dicembre 2014

It's all about Waiting

Martedì sera e aspetto che Steve torni dalla farmacia per mangiare le "italian meatballs" cucinate da Amy. Sono stanca e ho freddo, non pensavo che sarebbe mai potuto succedere in Florida, ma fa freddo anche qui. E la Florida alla fine non è così eccitante. La cosa più bella di oggi ad esempio è aver scoperto ieri sera che oggi non mi sarei dovuta svegliare alle 5.30 per andare alla Bible Study alle 6.30 della mattina. Sì, avete capito bene: della MATTINA!

Sono stanca, mi sto stancando a non fare più nulla, le cose eccitanti che ho fatto si contano sulle dita di una mano. È sabato mattina e sono già sveglia, dovrebbe essere illegale come cosa. Oggi è Santa Lucia e niente, non c'è neanche un Kinder Cereali o i cioccolati fodenti della Lindt con cui festeggiare e di conseguenza l'occhio lucido si fa vedere.  Niente sorriso dai miei genitori quando mi vedono scartare i regali, che ora si sono fatti più piccoli, ma che sono ancora così tanto apprezzati. Devo ammettere che vedere la bacheca di Facebook intasata dalle foto di dolciumi mi ha reso invidiosa non poco: io amo Santa Lucia, anche più dei regali che si ricevono a Natale, perchè mi ricordo ancora quando da bambina aspettavo con impazienza il campanellino la sera e le immancabili caramelle che Santa Lucia lasciava per strada, il prepararle il vassoio con il cibo da dare all'asinello e soprattutto fremevo all'idea di poter stare a casa il 13 Dicembre e poter giocare con i regali ricevuti. Ogni anno Santa Lucia arrivava in un luogo della casa diverso, una volta la cucina, una volta il salotto, una volta la sala da pranzo, un' altra volta la stanza degli armadi. Sono queste le cose che ti mancano dell'Italia, le piccole cose semplici, quelle a cui non dai importanza, ma che ogni volta ti fanno sorridere.
La mia Santa Lucia è stata fare Skype con i miei genitori e mia sorella e sì anche senza kinder cereali o kinder bueno è stata comunque una bella Santa Lucia, una di quelle che ti fano sentire amata a prescindere.
Mancano 48 giorni 3 ore 33 minuti e 30 secondi a quando di nuovo, dopo sei mesi di lontananza, toccherò il suolo italiano, quello stesso suolo che mi ha visto partire con la voglia di mollare tutto e tutti e di eclissarmi per quanto più tempo possibile. E di nuovo me ne vado perchè anche qui la Florida mi sta stretta, e sono di nuovo alla ricerca di qualcosa che faccia per me. Non la vedo come una sconfitta, ma anzi, come una grande opportunità: a 17 anni non si può pretendere di aver trovato il proprio posto nel mondo e questo mi da la grandissima possibilità di poter continuare a viaggiare fino a quando, un giorno non tanto lontano, riuscirò a trovare la finestra da cui osservare il mondo e magari chissà sarà l'Italia, tanto odiata eppure in qualche modo ora apprezzata.
Devo essere sincera: sto aspettando di tornare, sto aspettando la data di ritorno e e questa mia attesami fa superare la tristezza di lasciare alcune persone. Non so cosa aspettarmi dal ritorno, perchè, a differenza di quanto dicevano gli altri exchange degli anni passati, io non mi sento cambiata, ma percepisco che le mie amiche sono andate avanti senza di me, certe volte lasciandomi pure l'amaro in bocca.

Per quanto riguarda la parte meno analitica e filosofica della mia vita aspetto con ansia di andare a Phoenix. Ho proprio voglia di vedere Michael e Elaine, Janet e Denis e pazienza se il mio ultimo dell'anno non sarà una festa, ma un semplice cena con gente adulta. Ho passato gli ultimi due capodanni stando male, posso sopravvivere a una cena... Ho il volo prenotato per il 26 Dicembre e ho un cambio da fare ad Atlanta in 55 minuti, spero di sopravvivere e soprattutto di riuscire a prendere la coincidenza perchè non voglio assolutamente passare la notte in aeroporto. Atterro a Phoenix che sono le 23.00 e per i primi 5 giorni vado da Janet e Denis perchè Michael e Elaine sono in Palestina con i loro figli e nipoti. Ah a proposito: a Phoenix c'è ZARA, posso morire felice! Janet mi ha già anticipato che mi porterà a fare TANTO shopping e così la mia nonnina appena lo ha saputo mi ha regalato una super mancia! Mi hanno anche detto che voglio portarmi a Sedona, una bellissima città in cui mi avevano portato 10 anni fa e probabilmente andiamo anche a Prescott dove hanno la loro casa in montagna. A volte mi pento proprio di non aver chiesto loro di ospitarmi per il semestre, sarebbe stato come essere a casa, in più in una metropoli e con persone che mi considerano come una loro nipote. Va beh non si piange sul latte versato, giusto?
Non vedo l'ora che arrivino le vacanze, perchè a scuola mi annoio seriamente a morte, a parte per le mie due classi di storia: siano lodati Mr. Skipper e Ms. Scott!
Ho già trovato tutti i regali e quelli per Steve e Stefani dovrebbero arrivarmi in questi giorni. Ho poi ordinato un pacco di cibo italiano (non vedo l'ora di mangiarmi gli abbracci e le macine) come regalo complessivo per tutti, mentre sto ancora cercando qualcosa per Stacy. Penso le prenderò una collana carina che ho visto su Nordstrom.
Questa settimana poi ho finalmente fatto il PERT test per cui mi sono qualificata come candidata per essere ammessa a Calculus nel prossimo semestre, peccato che il prossimo semestre non ci sono! Gli americani e la scuola... INCAPACI!


Un besos,
Ale


Un progetto che promette soltanto delizie non è possibile che riesca."
[cit. Jane Austen]


P.S. sì è un post un po' così, ma giuro ultimamente non sono proprio ispirata! :(

sabato 6 dicembre 2014

Thanksgiving, What are you grateful for?

Strano, ma vero è solo Mercoledì e sono ancora qua a scrivere... Non illudetevi che questo post potrebbe venir pubblicato solo dopo il prossimo dopoguerra dato gli ultimi tempi di attesa biblici che intercorrono tra un post e l'altro...
Sono solo 3 giorni che sono in vacanza e mi sto già annoiando a morte e vorrei spararmi. La cosa positiva è che ho un sacco di tempo per stilare la lista delle cose che mi voglio comprare durante il Black Friday o il Cyber Monday. E oltre a questo come avevo già scritto mi sto documentando il più possibile per quanto riguarda l'università in Gran Bretagna.

Strano a dirsi, ma è passata una settimana da quando ho "cominciato" questo post... Sono sempre la solita... Mancano circa 60 giorni alla partenza. Che effetto strano, non so neanche cosa aspettarmi, mi sembra di essere in un universo parallelo e quando tornerò sarà tutto normale, come è sempre stato, ma non è vero.

Comunque settimana scorsa è stata Thanksgiving week e di conseguenza abbiamo avuto una settimana di vacanza. Thanksgiving è sempre l'ultimo giovedì di Novembre ed è in ricordo di ciò che gli Indiani hanno fatto per aiutare i Padri Pellegrini ad affrontare il primo inverno dopo essere sbarcati con il Mayflower. Aprirei una piccola parentesi: perchè cavolo celebrano il Ringraziamento da tempo immemore quando hanno iniziato a sterminare gli Indiani dopo la guerra di Secessione, e soprattutto non sapendo con che nave sono arrivati i loro Padri Fondatori...
Il lunedì siamo andati a prendere il regalo di Natale di Amy: un cucciolo nero di Labrador di appena 7 settimane! Povero animale il giorno dopo e quello dopo ancora sembrava tra la vita e la morte ma ora è tutto ok. Si chiama Harley e ama i lacci delle scarpe!


Per il giorno del Ringraziamento abbiamo mangiato un'enormità di cibo. Non ho fatto foto perchè non ne ho avuto il tempo, ma era davvero davvero tanto cibo; c'è da dire che eravamo anche in quindici però...
Si capisce che sono felice per PHoenix?!?
La mattina ho fatto Skype con i miei genitori per trovare i biglietti per andare a Phoenix dalla famiglia di cui sono stati ospiti nel 1994. Ragazzi quanto mi manca Ryanair che con 300 euro ti fai andata e ritorno, qui il minimo per dei biglietti è il doppio. Siamo comunque riusciti a trovare qualcosa di passabile e quindi parto il 26 Dicembre e torno il 6 Gennaio. Non vedo l'ora!

Tornando al Ringraziamento... La mia hmom fondamentalmente ha preparato tutto la mattina del giorno del Ringraziamento e le persone sarebbero arrivate alle 14.30/15. Mia madre sarebbe impazzita, lei i pranzi con ventordici parenti li inizia ad organizzare come MINIMO 3 giorni prima, ma è anche vero che date le sue doti culinarie di solito si va a impelagare in preparazioni assurde e complicatissime. Comunque Amy ha preparato rutabaga (che il traduttore dice essere una rapa svedese), butternut (intraducibile, ma non molto appetitoso), squash con chili di margarina (!!!) e l'immancabile tacchino. Avevamo due tacchini piccoli (calcolate che di solito un tacchino può arrivare a pesare anche 15 chili, non chiedetemi come sia possibile per un pennuto, perchè non ne ho la più pallida idea...) e uno l'abbiamo fritto, mentre l'altro lo abbiamo fatto arrosto nel forno. Verso le 12 è arrivata la mamma di Amy e abbiamo iniziato a preparare le pecan and chocolate pies, mentre lei ha preparato il ripieno per il tacchino e ha fatto la gravy sauce per il tacchino... Non l'ho neanche assaggiata perchè la vista non era appetitosa secondo me, ma dettagli.
Gli amici che sono venuti da noi hanno portato smash potatoes, sweetpotatoes soufflè, cauliflower soufflè, green beans casseroles, pumpkin pies and key lime pie e molto altro cibo. Per intenderci siamo andati avanti ad avanzi fino a lunedì scorso... Prima di mangiare ci siamo riuniti tutti e abbiamo detto per cosa siamo grati: mio dio che ansia! Dopo il ringraziamento vero e proprio, abbiamo detto una preghiera veloce e ci siamo fiondati sul cibo. La "cena" era alle 15.00 e poi siamo rimasti ad oziare per tutto il pomeriggio. Gli ospiti se ne sono andati verso le 20.00, con grande sollievo della mia hmom che aveva un gran malditesta e non ne poteva più di sentire schiamazzi ahaha. Ora arriva il bello: la matriarca di una delle famiglie che hanno passato il Ringraziamento con noi dice alla figlia di andare a prendere i tupperware in macchina, poi appena glieli porta non solo inizia a raccogliere tutte le cose che aveva preparato senza neanche chiedere se ne volessimo un po', ma inizia a riempire anche i contenitori che le ha portato la figlia con il restante cibo preparato dalla mia hmom, vorrei sottolineare: SENZA CHIEDERE. Ora ma io dico e l'educazione? Passi che ruttano come se non ci fosse un domani, passi che che tirano su con il naso perennemente anzichè usare un dannato fazzoletto, ma cazzarola ma questa si è fusa il cervello?!?!? Così di punto in bianco inizi a servirti di cibo che non hai nemmeno preparato e di cui non hai neanche pagato la spesa, dopo esserti per di più auto-invitata al nostro Ringraziamento; che bel ringraziamento per l'ospitalità ricevuta...


Dopo che la mamma di Amy è tornata a casa, mi sono infilata il pigiama e sono andata a letto perchè il giorno dopo era Black Friday e io e Amy saremmo andate a Pier Park alle 6.00.
Così puntata la sveglia alle 5.30, mi sono sveglia, mi sono buttata un po' di trucco addosso e poi siamo uscite di casa, facendo tappa da Starbuck's (only one love). La meta principale era Victoria's Secret e ho effettivamente comprato un paio di cose, che ovviamente però non erano in saldo... Siamo poi andate da Justice per Stef e ho trovato il suo regalo di Natale, ma essendone sprovvisti e essendoci un prezzo migliore l'ho preso su internet. Abbiamo gironzolato ancora un po' e poi di nuovo tappa da Starbuck's per un trenta cool lime e poi Amy mi ha portato da Jill perchè avremmo continuato lo shopping a Destin con Alex, la nipote della sua local coordinator.
Mioddio che sfacchinata! Partendo dal presupposto che dopo aver trovato il regalo per Amy mi sono detta basta spendere, perchè ho praticamente obbligato i miei genitori a donare un rene per i biglietti aerei, e ho solo gironzolato in giro mentre Jill si dava allo shopping pazzo e io e Alex nel frattempo ci lamentavamo dei prezzi esosi delle cose di media qualità. Abbiamo letteralmente fatto passare tutti i negozi del Outlet di Destin e non contente siamo andate anche ai Commons. Mio dio i miei piedi! Indossavo delle converse ma mi stavano uccidendo! Ai Commons c'è Abercrombie ed entrare mi ha fatto pensare a Milano, sapete per via del profumo che spruzzano da tutte le parti... Sono sempre i dettagli e le piccole cose che ti riportano alla mente un'infinità di cose che pensavi fossero molte e sepolte. Quindi ci siamo fermate dalla nonna di ALex per un mezz'ora e poi abbiamo fatto rotta verso Panama City Beach. Non contenta, Amy mi ha chiamato e mi ha chiesto se volevo andare al Cinema a vedere Mockingjay e ho detto di sì anche se ero stanca morta. Sarà che praticamente stavo vegetando e basta, ma il film non l'ho proprio capito e manco mi ricordavo il secondo sinceramente... Mi sa che devo rivederlo per farmi un'idea più precisa... Fatto sta che alla fine della fiera sono tornata a casa alle 22.30, dopo esser stata in giro per più di 18 ore... Inutile dire che poco dopo esser tornata sono collassata nel letto, distrutta.
Il sabato mattina mi sono svegliata presto, perchè Harley non la smetteva di piangere e così sono andata a correre. Dopo pranzo, ancora stanca per via del Black Friday, ho dormito per 3 ore buone prima di svegliarmi ancora più stanca di prima... Ho visto un messaggio di Stacy che mi chiedeva se volessi andare a dormire da lei per conoscere sua sorella che era lì. Così Tami, sua mamma, mi è venuta a prendere a casa, perchè Amy e Steve non potevano. Appena arrivata Stacy mi ha stritolato in un abbraccio, mentre io le ho pestato un piede ahah (il problema è che lei è più bassa di me e quindi deve sempre alzarsi sulle punte...), mi sono presentata a Lindsay e quando Mr Billy (se capitate nel Sud chiamate sempre gli adulti con cui non avete molta confidenza con Mr e Mrs, li farà felici) è entrato in cucina e mi ha vista, mi ha guardato male e mi ha chiesto perchè non ero ancora andata a salutarlo. Mi ha così dato un forte abbraccio e mi ha chiesto come stessi. Billy mi piace proprio, è il tipico uomaccione che non vuole far vedere i suoi sentimenti, ma è buono come il pane (ed è proprio vero quando dice che mi mancherà!). Abbiamo quindi cenato a casa loro con steak e leftover del Thanksgiving. Piccolo appunto: se vi chiedono se preferite la rib eye o il filetto, non dite mai che per voi fa lo stesso per sembrare educati, perchè per loro non è MAI lo stesso quando si arriva a parlare di carne! A cena c'erano anche Mrs Betty, la loro vicina di casa e un'altra ragazza che ha il suo cavallo nel paddock di Stacy ed è un'amica di famiglia. Abbiamo guardato la partita di football della Baylor University, dove va Lindsay (tra l'altro mi è stato detto che è un'università paragonabile a quelle dell'Ivy League) e poi io e Stacy siamo andate al secondo piano nel suo salottino a vedere Maleficent. Dopo il film siamo andate a dormire: ho dormito malissimo... Stacy, ti voglio un mondo di bene, ma ogni volta che dormiamo insieme mi ritrovo sempre sul bordo del letto ahaha!
La mattina dopo colazione siamo andati tutti a messa. Stacy e Billy sono partiti prima perchè fanno parte dell'orchestra della loro Chiesa, Stacy suona la tastiera e Billy è nel coro. Io e Tami prima di raggiungere la chiesa, siamo andate a controllare i cavalli dei loro vicini di casa, in New Mexico per il ringraziamento, mentre ai loro ci aveva già pensato una ragazza con cui condivido la loro scuderia. Arrivate in chiesa (la loro chiesa è gigante e pensate che ha gli scivoli che dal primo piano portano al piano terra) ho aiutato Tami ad organizzare la lezione che tiene settimanalmente con i bambini della parrocchia, fino a quando Stacy non mi è venuta a salvare, come ha detto lei. Siamo andate nell'ala riservata ai giovani e abbiamo avuto una Bible study, dove abbiamo incontrato Deanna, e dopodichè tutte insieme siamo andate a messa. Dopo la messa abbiamo optato per andare a mangiare Cinese tutti insieme.
Tornati a casa, Stacy si è cambiata e quindi io e lei siamo riuscite di nuovo per un pomeriggio di relax. Siamo andate a farci le unghie e poi, dato che era una bellissima giornata di sole (una delle poche cose che mi fa amare alla follia la Florida), abbiamo fatto un po di sightseeing di Downtown Panama City e di St. Andrews: il sole che riverbera sul mare verso le 16.00 quando sta per sorgere è uno spettacolo bellissimo da vedere. Essendo stanche volevamo andare da Starbuck's, ma poi ci è venuto in mente Chez Amavida, che un bar locale sullo stile del mio buon vecchio caro Mutty, e per la prima volta da quando sono qui ho bevuto un cappuccino che poteva definirsi tale! Qui abbiamo chiacchierato un sacco e abbiamo progettato un sacco di cose da fare per quando Stacy viene a trovarmi, probabilmente quest'estate. Stacy mi mancherà, mi mancherà davvero una volta tornata in Italia, perchè la sento davvero vicina, senza bisogno di parlare e dopo ogni volta che usciamo, la giornata migliora. Come quando continua a ribadirmi che mi ruberà alla mia famiglia e mi obbligherà ad andare al Florida Southern con lei ed essere la sua coinquilina, o come per il Ringraziamento ringrazia per avermi conosciuta. Non la vedo così spesso come vorrei, eppure messagiamo tutte le settimane e non mi sento come se dovessi ancorarmi ad un safe topic di conversazione e anche stare in silenzio non mi mette in imbarazzo come invece mi succede con Mary Catherine.
Ecco come mi ritrovo a quasi quattro mesi da quando sono partita: proprio quando le cose si fanno interessanti, io devo partire. Ma me lo avevano già detto e se ve lo steste chiedendo, sì il gioca vale comunque la candela.

Un besos,
Ale

"Cos'è che vuoi?
 Realtà ."
[cit. W. Somerset Maugham]

lunedì 24 novembre 2014

It's me, the Equlibrist

Okay, sono due settimane che non scrivo... Vi chiedo venia, ma ultimamente non sono ispirata e ora sono tendenzialmente proiettata a scoprire il più possibile su alcune università in Gran Bretagna che potrebbero interessarmi...

Sarà che ora ho tutto il tempo del mondo per scrivere, ma io mi ammazzo dalla noia... Dio solo sa quanto sia felice di essere in una nuova famiglia, anzichè con Tom e Melissa, a quest'ora sarei già morta dalla noia, in casa da sola, con gente che arriva a casa dopo le 17/18 e che comunque non ti fa neanche un sorriso.
Ieri (aka settimana scorsa due settimane fa) è (possibilmente) stata la giornata più da "c'ho le palle girate" da quando sono qui; voglio far notare, soprattutto alle mie care amiche, che da quando sono qui non sono quasi mai stata acida. It's a miracle, folks! Non è stato niente di che, ci è voluto proprio poco per farmi scattare e anche se sto scrivendo a distanza di una settimana mi ricordo di cosa si tratta e si è risolto tutto soltanto un paio di giorni fa... A volte migliaia di chilometri di distanza non aiutano assolutamente e anzi peggiorano solo le cose. Per i futuri exchange: preparatevi all'altalena di sentimenti contrastanti che proverete di continuo; non sono mai stata una persona emotiva in pubblico eppure da quando sono qui mi è già capitato più volte di avere le lacrime agli occhi mentre ero a scuola.  Così  martedì scorso da bella giornata perchè era vacanza sono passata ad un buco nero. ODIO quando sono così emotiva, ma ovviamente, proprio come le donne incinta, non posso controllare le mie emozioni.
Le settimane trascorrono tranquille, i giorni passano veloci e sono approdata nella fase ""odio l'America e gli Americani" perchè sì ci sono certe cose che proprio non riesco a sopportare e altre invece di cui ora non potrei fare a meno. Sono entrata completamente nella routine scolastica e ormai a scuola mi annoio pesantemente: chi non fa quest'esperienza non può capire quanto siamo fortunati ad essere cresciuti in Italia. Il nostro livello di istruzione, la nostra cultura, il nostro rispetto (seppur controverso in diversi ambiti), la nostra educazione sono tutte cose che cui mancano e fanno sentire la loro mancanza.
Odiavo l'Italia e tutto quello che avesse una parvenza di italianità, ora invece ho capito che l'Italia è il mio angolo di mondo (per il momento). Ci sono tante ma proprio tante piccole cose che mi fanno odiare l'America: i cibi grassi e non nutrienti che ti lasciano con la fame (provare per credere), la superficialità di alcune persone, il fatto che qui i rapporti interpersonali non hanno importanza, uscire con la gente e vedere che quello che preferiscono fare anche quando sono in compagnia è stare attaccati al telefono.
Sono felice di essermene andata dall'Italia, da sola senza nessuno che fosse lì a stringermi la mano nei momenti brutti. Ho allentato la presa, ho iniziato a prendermi molto meno sul serio, ho imparato a lanciarmi, a PARLARE (e non in senso lato, da quel punto di vista parlo anche troppo ahaha), ho imparato ad essere una versione completamente diversa di me stessa e forse anche più cazzuta di prima, se mi lasciate passare il francesismo.
Ho lasciato l'Italia per partire e andare alla ricerca di qualcosa, un qualcosa che forse ho trovato, forse no, ma c'è ancora tempo. Sono perfettamente consapevole che la gente preferirebbe sapere che cosa faccio durante le mie giornate, ma sono sempre stata una persona introspettiva e analitica e alla fine della giornata mi piace ricordare ciò che ho provato, piuttosto che sapere cosa ho fatto con chi e a che ora l'ho fatto, per quello ho un'app sul telefono...
 Così vi dico che quello che provo è qualcosa che non ho mai provato prima, un po' sono stanca di essere qua e per me è sempre stato così (forse il fatto che sono un'ariete incide su questo mio aspetto) fin da piccola: sono sempre focalizzata al massimo su qualcosa fino a quando non inizia a diventare un'abitudine e quindi sento il bisogno fisico di sconvolgere di nuovo la mia routine. Come ho detto a qualcuno la prima settimana che ero qui sono apatica, ma con i coglioni: come sono sempre stata insomma, Alessia la dura. Allo stesso tempo anche se non mi sento cambiata, mi chiedo se io non sia diversa ora, una nuova versione di me. La cosa di essere cambiata mi spaventa perchè io amavo la mia vecchia me, quella del sorrisetto acido e sprezzante, quella sono io, la ragazza aspra. Ho paura di essere cambiata e di non riuscire più a fare quello che facevo prima, di non "piacere" (diciamo la verità che io non piaccio, o mi odi o mi odi ahah) più e di non essere più abbastanza. Cosa succede se io cambio e tutto rimane uguale intorno a me? Come faccio a "fit the situation" (ODIO scrivere in inglese sul blog, ma non mi vengono più le parole ahimè) di nuovo? Nuova me, ma vecchie abitudini. Sarà di nuovo un salto nel vuoto, forse peggio di quello che ho già fatto, perchè significa tornare in una situazione abbandonata perchè non mi piaceva più. Sono spaventata.
Mi sento tra due fuochi e l'unica cosa che mi sento in vena di fare è progettare qualcos'altro per fuggire, esplorare di nuovo di sconosciuto e vedere cos'è più adatto a me. Sapete, mi sono sempre fatta domande esistenziali fin da quando andavo all'asilo: mi ricordo che a 4 anni ho chiesto a mia mamma perchè io fossi nata, chi l'avesse voluto e perchè mi trovassi lì; è lo stesso male di vivere che mi spinge a cercare sempre nuovi obbiettivi e orizzonti, mi sento "sbagliata" dove vivo. È tutta colpa di mio nonno Arturo: da ingegnere idraulico ha viaggiato per il mondo, ha incontrato Pinochet e ha cenato con Rita Levi Montalcini solo per farvi alcuni esempi, quando ero piccola sapevo che quello che avrei dovuto battere in famiglia era lui, e così sono diventata dannatamente competitiva (e a volte sto male per questa cosa), e ancora oggi so che voglio fare quello che ha fatto lui. Voglio viaggiare, incontrare nuove culture, nuove persone, crescere e imparare, ma soprattutto voglio avere successo. Badate bene non il successo che tutti intendono. Quello è il tipo di successo che volevo due anni fa (che in parte ancora voglio, ma come tutti del resto), ora voglio realizzarmi, voglio poter guardarmi allo specchio un giorno e vedere un sorriso dannatamente beota stampato sul mio viso, quel sorriso che ti fa dire "è proprio qui che dovrei essere in questo momento, è questo ciò che sono destinata a fare e che mi rende così felice".  Sì perchè io nel Destino ci credo. Da questo punto di vista appartengo al mondo classico greco, quello in cui le persone pensavano che Zeus e gli altri dèi dell'Olimpo avessero qualcosa in serbo per loro. Ma allo stesso tempo come i Romani sono fermamente convinta che bisogna lottare per ottenere ciò che si vuole. Non sarei qui se non avessi lottato, se non avessi stressato così tanto mia mamma fino a quando non si è definitivamente arresa. È questo che mi piace di me e che ho paura di aver perso: essere a cavallo di due mondi e due personalità diversa, come un'equilibrista sospesa su una fune a decine di metri da terra. E se ve lo steste domandando sì sono strana, molto strana. Ma vi dirò di più: io mi piaccio così, perchè posso essere camaleontica quanto voglio, sebbene non mi piaccia cambiare punto di vista. E sì sono maledettamente contraddittoria, ma credo che l'aveste capito dal momento in cui avete letto per la prima volta il mio blog, giusto?

Un besos,
Ale


"Forse che mi contraddico? 
Benissimo, allora vuol dire che mi contraddico, (Sono vasto, contengo moltitudini.) [...]"
[cit. Walt Whitman]


P.S. sono perfettamente consapevole che si tratta di un post senza senso, ma a volte ho semplicemente bisogno di scrivere ciò che mi passa per la testa...
Abbiamo ormai superato le 10'000 visualizzazioni, grazie grazie mille a tutti quelli che mi seguono o che semplicemente ogni tanto finiscono qui, non sapete quanta soddisfazione mi date! ;) 

giovedì 6 novembre 2014

White Clouds in my heart

Sono appena tornata da scuola e mi sono ritrovata davanti a questa pagina bianca. Come sempre Nuvole Bianche in sottofondo. Credo che ormai sia quasi diventata la colonna sonora di questo blog e la mia coperta di Linus quando sento che il mondo mi sta crollando addosso. Leggete questo post con le note di Einaudi e capirete perchè ho scritto ciò che sto scrivendo.
Mi restano ormai  poco più di tre mesi. Alla fine è stata una mia scelta non allungare e rimanere fino a Giugno: avevo troppa paura delle conseguenze e a dirla tutta qui non sono sempre rose e fiori!
È già passato molto tempo ed io mi sento ancora come fosse il primo giorno di scuola: fuori posto, nervosa e in qualche modo distante.
Prima di partire sognavo la mia nuova avventura in tutti i minimi dettagli, come quando, piccini piccini, si sogna il lavoro che faremo da grandi. Mi ricordo che la voglia di partire mi attanagliava le viscere, non riuscivo a stare concentrata e studiare era diventato impossibile: pregavo che la famiglia mi arrivasse il più tardi possibile perchè altrimenti avrei finito per non studiare più ed essere rimandata a Settembre.  Poi è arrivata l'estate più strana della mia vita, molte persone sono uscite di scena ed alcune sono entrate; in certo qual modo mi sentivo a posto, completa e felice: ero riuscita a scrollarmi di dosso ciò che prima non accettavo di me stessa. È stata un'estate sensazionale, un'estate che ho assaporato come non mai e che mi ha fatto fare pace con me stessa e con il mondo. Ho pianto, ho riso, ho approfondito alcune persone, mi sono messa in gioco e l'ho vissuta fino alla fine. Forse la certezza che dovessi partire, impacchettare le mie cose, prendere un aereo diretto all'altro capo del mondo e dire "addio" a chi lasciavo dietro di me, mi ha fatto assaporare ogni istante, a tal punto che alla fine non sarei più voluta partire. O meglio avrei voluto partire, ma non avrei voluto lasciare a metà molte cose. E questa situazione mi si è ritorta contro.
Alla fine sono partita e mi sono messa a nudo: tutta la mia timidezza, le mie paure, le mie insicurezze e i miei problemi; mi sono messa in gioco perchè IO  sono Grande, capite?
Sono quasi tre mesi che sono qua eppure mi sento ancora come al punto di partenza. Non potete capire quanto mi senta sfigata quando parlo con gli altri exchange italiani e li sento raccontare dei moltissimi amici che si sono fatti. Io non credo di averceli tutti questi amici, anzi ne sono sicura. Si sono cresciuta e sono diventata una persona diversa, sempre la stessa ma con qualche crepa in meno forse. No non sono così popolare e non mi sono mai sentita parte integrante di un gruppo. Badate bene che non mi sto lamentando della mia situazione, sono sempre stata un lupo solitario, solo non pensavo che la mia timidezza avrebbe rappresentato un ostacolo così impegnativo da superare. Li invidio, li invidio sì quei ragazzi che riescono a sedersi a un tavolo di perfetti sconosciuti, presentarsi e attaccar bottone con nulla: se va bene io mi soffoco con la saliva.
Mi sono sempre considerata senza radici, e in parte lo sono, ma ora so cosa significa casa. Casa non è qui, anche se avrei voluto con tutta me stessa che potesse diventarlo, casa è dove ci sono il mio babbo, mia mamma e mia sorella Francesca, casa sono le mie amiche, quelle che cui parli di tutto, discuti, ti punzecchi, quelle con cui litighi e con cui poi ti chiarisci perchè sono amiche vere, quelle stesse amiche che ti scrivono giorno si e giorno no, quelle che ti chiedono se la pertosse ce l'hai ancora, quelle amiche che sono disponibili ad ascoltare i tuoi problemi anche se probabilmente il giorno dopo si piglieranno un quattro a causa tua. Casa è in Italia, anche se ammetterlo è stata dura. Mi vedo ancora all'estero nel mio futuro, probabilmente non smetterò mai di farlo, ma sono grata di essere nata in Italia e di aver vissuto la mia adolescenza lì: abbiamo tantissimi problemi, molti dei quali non proviamo neanche  risolverli, ma siamo un paese con una tale bellezza, una tale cultura e un tale livello di istruzione che ci permette di essere individui pensanti che ci rendono davvero davvero fortunati. Io in primis perchè ho avuto l'irripetibile possibilità di partire da un paese che odiavo, arrivare in paese che credevo di amare e rendermi conto che le cose funzionano al contrario. E devo ringraziare la mia famiglia per questo: perchè sono stati così poco egoisti da lasciarmi andare a 17 anni a capire chi sono e chi voglio essere.

Il problema forse è che ho lasciato troppe cose e troppe persone in sospeso quando me ne sono andata e ora mi chiedo come sarebbero potute andare le cose. Non rimpiango assolutamente di essere partita e lo rifarei altre mille volte, ma mi rendo conto che forse la mia personalità e il tipo di persona che sono (diventata) non sono esattamente l'ideale per intraprendere quest'avventura. Non sto cercando di lagnarmi di quanto non veda l'ora di tornare perchè non è così, ma pensare di tornare a Gennaio e riprendere la mia vita mi suscita emozioni contrastanti: da un lato sarei voluta rimanere fino a Giugno, uscire definitivamente dal mio guscio, combattere con il coltello tra i denti per ottenere ciò che voglio e soddisfare pienamente il mio senso di competitività con me stessa; dall'altro se penso a quando riabbraccerò la mia famiglia, tornerò alla mia cameretta con le pareti gialle (che nella Psicologia viene considerato il colore con cui gli individui etichettano l'essere grasso - Pari e Stefano docent - e sono gialle perchè da piccola ero la cicciottella di turno, questo spiega molte cose...) e i libri che arrivano fin quasi al soffitto,  ritornerò da Mutty per i nostri Ape con l'Ugo e alla mia quotidianità non posso che farmi sfuggire un sorriso.
Ci ho provato e ci sto provando a (ri)trovarmi a scuola, ma forse il problema è che questo è il posto sbagliato per me: non potete portare un lupo delle nevi al mare, così non potete portare Alessia in Florida.
In un certo senso poi mi sento come di aver sprecato un mese e mezzo della mia esperienza stando nella famiglia sbagliata, come se iniziare con il piede sbagliato mi abbia portato a una serie interminabile di errori. Solo ora sto cercando di rimediare agli sbagli commessi e riesco a fare tutto questo solo perchè alle spalle ho qualcuno che mi apprezza. Pensavo di non aver bisogno di nessuno, una volta lontana da casa, ma tutti hanno bisogno anche di un semplice incoraggiamento. E non aver ricevuto l'appoggio necessario all'inizio di quest'esperienza mi ha condizionato profondamente. A tal punto che spesso ora, quando ci penso, mi monta la rabbia perchè mi rendo conto che non me la sto vivendo al massimo o come avrei voluto, e mi da fastidio perchè questa è l'unica possibilità che ho e in un certo qual modo la sto sprecando. Purtroppo è più forte di me, non riesco a migliorare la situazione con poco: io ho bisogno di TEMPO. Ecco perchè volevo prolungare, volevo dimostrare qualcosa a me stessa e volevo anche far vedere agli altri che fantastica persona hanno (forse) davanti. Chi non è exchange student non provi a capire, perchè, credetemi quando lo dico, non sareste in grado di capirlo.
Può sembrare dai miei post che io sia triste o depressa, ma, ancora, non lo sono assolutamente. Sono felice qui, ma semplicemente ho capito che questo non è il mio posto. Per lo meno non la Florida, la Florida no di certo. Non sono una Beach Girl.
Mi sento così come all'inizio: l'Italia è lontana anni luce da qui, impalpabile, mentre l'America, anche se ci sono dentro, non è  l'American Dream che mi aspettavo.
Voglio dare un consiglio a tutti i futuri exchange: se siete in dubbio buttatevi e iscrivetevi al programma. Non vi dirò quanto figo sia partire ed essere soli per un lungo periodo, ma vi fa crescere: vi fa maturare, vi fa capire chi eravate, chi siete e chi diventerete. Forse alcune di quelle persone che, come me, erano sicurissime di voler partire non stanno vivendo la propria esperienza come avrebbero voluto: è colpa nostra; partite senza aspettative e sarà qualcosa che davvero vi capiterà una sola volta nella vita. Anche se non va come volete voi, fatene tesoro, perchè nessuno avrà passato ciò che avete passato voi. Ridete, siate felici, piangete e disperatevi: qualcuno dice che la vita è un dramma, affrontatelo con un sorriso stampato in faccia e, credetemi, non ci sarà soddisfazione più grande. Confrontatevi, chiedete aiuto, fatevi vedere rotti, apritevi e poi chiudetevi subito a riccio, non temete di diventate bipolari o paranoici. Immortalate la vostra esperienza, create ricordi. Ma soprattutto vivete questa fantastica esperienza: che la viviate a mille o a molto meno non importa, ma fate in modo di viverla.

Un besos,
Ale


"Può essere una goccia, ma è come l'oceano."
[cit. Tiziano Terzani]

martedì 4 novembre 2014

On the Road

Ebbene la nuova regina dei ritardi è tornata sul pianeta delle connessioni veloci!
Come ve la passate? Io abbastanza bene, sempre (ovviamente) tra alti e bassi...
Sto facendo una fatica bestia a continuare ad aggiornare e forse è dovuto al fatto che voglio sempre scrivere post lunghi, con del significato e e riflessivi. Sono fatta così: a differenza di molti altri non mi piace parlare di quando sono felice, ma sono un fiume in piena quando devo lagnarmi dei 120493487276476503853 problemi che ho! Abbiate pietà di me, povera ragazza bipolare all'altro capo del mondo: siate comprensivi insomma!
L'ultima volta vi avevo lasciati a DisneyWorld, giusto? Sono passate praticamente 3 settimane e mi sento un po' tanto pigra a non aver più aggiornato con notizie fresche di stampa...
Questa settimana è stata un tour de force (o come cavolo si scrive...): due domeniche fa abbiamo scoperto che Stefani era stata selezionata per fare la comparsa in un film con Halle Berry a New Orleans. Si, avete capito bene: NEW ORLEANS a 6 ore di macchina da Panama City Beach! IO odio viaggiare in macchina, motivo per cui, avendo un camper, ho sempre passato tutto il tempo a dormire nel letto in mansarda dei miei.
Così il lunedì dopo scuola Amy mi è venuta a prendere direttamente a scuola e siamo partite alla volta della Louisiana. Eravamo solo io, Stef e Amy perchè Steve era in Minnesota per lavoro come gli capita ogni 2/3 settimane circa. All'andata ci siamo fermate a fare "merenda" da Mc Donald's e ho preso un milkshake al cioccolato che non prenderò mai più: dio solo sa quanto era dolce, bleah! Nel tragitto ho dormicchiato un po', abbiamo chiacchierato molto anche perchè Amy è una molto giovane e poi dato che la musica della radio faceva letteralmente schifo abbiamo iniziato ad ascoltare la musica sul mio MacBook e a cantare a squarciagola, a un certo punto poi Stef ha cominciato a cantare una canzoncina che ci ha perseguitato per i 2/3 giorni successivi e per onorare questa canzoncina ci siamo fermate da KFC per cena. Mi ricordo quando in Inghilterra l'anno scorso alcuni miei compagni dicevano che KFC era una bomba: a me ha fatto abbastanza cagare... Dopo circa 5 ore e 1/2 siamo finalmente arrivate in vista di New Orleans e ho finalmente capito una cosa: appartengo alle città grandi, quelle smisurate, senza intermittenza, quelle in cui non distingui l'area urbana da quella suburbana; mi piace l'idea di trovare vita alle 3 del mattino e di poter trovare gente che è totalmente diversa da me eppure essere così simile a me. Mi affascina la diversità e allo stesso tempo le somiglianze che la diversità raccoglie in sè.
Arrivate a New Orleans ci siamo perse. Per me nulla di nuovo, se sei  una/un (ex) camperista come la sottoscritta non ti fai mille problemi e ci ridi anche su, ma Amy e Stefani hanno iniziato a urlare dalla paura. Cioè insomma sono io quella che viene da un paese di 20'000 anime, mica voi che abitavate ad Atlanta! Fatto sta che io me la ridevo sonoramente mentre loro stavano parecchio in para: conosco qualcuno che nella stessa situazione sarebbe stata ancora più in para, ma dettagli ahah (vero E.?) Siamo quindi uscite da Downtown Atlanta e ci siamo finalmente dirette all'albergo. Ero stanca morta, ci siamo fiondate in camera e sono letteralmente sprofondata nel letto!
La mattina ho fatto colazione con un mega waffle in albergo e poi sono tornata in camera perchè tecnicamente non sarei potuta andare sul set con Amy e Stef. Avevo programmato la mia mattinata e avevo intenzione di fare un paio di cose, ma come al solito mi si scombussolano sempre i piani e tutto perchè sto diventando pigrissima, accidenti! E puntualmente quando non combino nulla poi mi girano sempre le scatole! Comunque alla fine non è stata una giornata infruttuosa (si dice così giusto?!?) e Amy, dopo aver notato che c'erano più di un genitore per ogni bambino, mi è venuta a prendere e mi ha portato sul set. Mentre ci avvicinavamo al parco dove stavano girando mi sono detta: "ebbene sì sei proprio in America in cui ogni angolo è utile per un ciak!". È stato davvero strano e surreale allo stesso tempo! Ho avuto la possibilità di vedere Halle Berry da vicino e sì, se ve lo state chiedendo, è una gnocca pazzesca! E la cosa si fa ancora più grave perchè è una gran gnocca anche quando addenta voracemente un donut; io sembrerei l'antitesi della bellezza se stessi addentando un qualsiasi genere alimentare... Amy e Stef sono state sul set dalle 8.30 fino alle 17.30 mentre io sono arrivata verso le 13.00: volevo morire, faceva un caldo allucinante e mi sentivo sudaticcia, bleahhhh
C'è un però, però: mamma mia quanti fighi giravano per il set! E non sto parlando di attori o aspiranti tali, ma di addetti ai lavori e ragazzi della produzione, ce n'era uno che mi ricordava il pirata di "Once Upon a Time" con due occhi azzurri pazzeschi ma molto molto molto più bello! Volevo chiedergli se faceva una foto con me, ma quando ho preso coraggio è scomparso! :((((
Alle 18.00 siamo partite per tornare a PCB, ma prima ci siamo fermata a fare benzina (ho comprato il mio Arizona green tea: yeahhh!) e poi a mangiare da Taco Bell. Il viaggio di ritorno non è stato lungo, dippiù!! Alle 21 ci siamo dovute fermare da Starbuck's per una dose quasi letale di caffeina, perchè altrimenti non ce l'avremmo fatta e ovviamente mi sono presa il frappuccino più grande che avessero: io il caffè lo amo, ma se non è un espresso dopo le 12.00 non riesco più a berlo, poi qui ti scotti sempre la lingua e non mi va proprio di andare in giro con la lingua bruciata! Siamo arrivate a casa che era l'1 e mi sembrava di essere uno zombie, ma poco male perchè il giorno dopo Amy mi ha lasciato stare a casa e quindi ho dormito un po' di più, se non fosse che quello stronzo del vicino ha iniziato a fare casino alle 8.00 di mattina!
Sono tornata a scuola giovedì e un paio di ragazze di Us history, Carson e Tiffany, mi hanno chiesto dove fossi stata e mi hanno detto welcome back! Mi piacciono e sono anche molto carine, ma non so perchè non riusciamo mai a mangiare insieme a pranzo o a uscire. Devo imparare a buttarmi di più, decisamente!
Giovedì sono tornata a casa e sono andata a correre perchè dovevo dimostrare qualcosa a me stessa e, dato che non mi hanno preso nella squadra di basket perchè faccio solo i sei mesi e la stagione finisce a febbraio, devo iniziare a muovermi anche perchè non sono più nella "Nikken Wellness/Gluten free home" e grazie al cielo! Ma proprio perchè qui da Amy e Steve c'è cibo devo fare sport per non ingrassare. Dopo essere andata a correre ho fatto Skype con Michael e Elaine, i miei hostgrandparents (sono i signori che hanno ospitato i miei nel '94), e mi hanno ribadito che non posso tornare in Italia senza andarli a trovare e Michael mi ha detto che per avermi tutta per loro per qualche giorno sono disposti a pagarmi i biglietti aerei. Voglio loro davvero molto bene, perchè si sono sempre adoperati per me e mi hanno sempre ripetuto che per qualsiasi cosa sarebbero venuti qui se avessi avuto bisogno di loro. Se riesco ad andare a Phoenix sarebbe davvero il più bel regalo di Natale (stiamo pensando appunto ai primi di Gennaio).
Venerdì all'ultimo ho chiesto di fare Skype ad Arianna ed Enrica e mamma mia se mi mancano le mie amiche. Finchè non ci siete dentro non potete immaginare: non mi mancano, ma mi mancano. È più forte di me, paragono le mie amiche alle ragazze qui a scuola e c'è un abisso: dove la trovo una come Enrica?!? Con chi posso parlare delle cose di cui normalmente parlo ad Angelica?!? Chi potrebbe iniziare a chiamarmi Zoe così di punto in bianco come Marta?!? Chi si dispererebbe con me come fa sempre Alice, perchè in mate non sappiamo fare un tubo, ma intanto ridiamo come idiote?!? A chi potrei fare frecciatine acide alla mattina alle 8.00 se non ad Arianna?!? Dove la trovo una con cui fare l'idiota e la cretina come la Giuls?!?
Ho parlato con le mie ragazze e non vedo l'ora di riabbracciarmele tutte quando torno! Seriamente ragazze dovete offrirmi un mega Ape da Mutty con balla per festeggiare!
Non sono andata a fare Trick or Treat perchè inizialmente saremmo dovuti partire per andare ad Atlanta venerdì e quando mi hanno detto che saremmo partiti sabato era ormai troppo tardi e sono rimasta a casa a rilassarmi, anche perchè per essere in Florida venerdì sera faceva abbastanza freddo!
Sabato alle 8.30 eravamo in macchina alla volta di Atlanta, ma prima ci siamo fermati a St. Andrews a fare colazione alla Bagel House. È un posto fantastico: preparano loro stessi la pasta dei bagels (ed essendo in America è una cosa più unica che rara) e hanno millemila gusti diversi; inutile dire che ho preso quello ai mirtilli con formaggio fresco senza nulla dentro ed era davvero davvero yummy! Come al solito ho dormicchiato un po' e alla fine siamo arrivati a destinazione prima di quanto pensassi: ero parecchio scettica perchè Steve ha un pick up che dietro è minuscolo e per niente comodo se hai le gambe lunghe e credevo che quelle ore sarebbero state interminabili, invece sono passate abbastanza alla svelta. Siccome avevo visto su internet che ad Atlanta c'era Zara l'ho detto ad Amy e mi hanno portato a quel centro commerciale. Inutile dire che quando uno ha voglia di fare shopping puntualmente non trova mai nulla: that was me! Perdipiù la sera avevano prenotato in una steak house e di solito quelli sono i posti "chic" dove mangiare in America e dovevo avere qualcosa di pseudo-elegante da mettere e da Zara non c'era nulla che mi soddisfacesse. Alla fine sono entrata da J. Crew e ho trovato un paio di pantaloni neri che si potevano abbinare a un paio di cose che mi ero portata dietro in caso avessi dovuto attuare il piano di emergenza.
Siamo quindi andati a cena al Capital Grille all'ottavo piano di un bel palazzo in Downtown Atlanta dove si vedeva un bellissimo skyline. Per cena ho preso una Caesar salad, una Porterhouse steak con cavolini di Buxelles e bacon e Smash Potatoes (che solo smash non sono: ci mettono dentro di tutto e di più!); non ho mai visto una bistecca più grande di quella e difatti non sono neanche riuscita a finirla! Per dolce ho preso una cheesecake buonissima, fatta con la ricotta che sapeva DAVVERO di ricotta. È stata davvero una bella serata e mi ha fatto tornare in mente l'ultimo compleanno di mia mamma all'Esplanade e un po' il magone mi è venuto su, perchè anche se qui mi trovo mediamente bene l'Italia è casa, l'Italia è famiglia e certe cose mancano sempre, solo che a volte non si ha il tempo  materiale per realizzare che certe cose mancano davvero.
Dopo cena siamo tornati in albergo e siamo rimasti a guardare un po' di partite di football e poi abbiamo spento la luce per andare a "dormire": Steve soffre di apnea notturna e quindi russa peggio di una falciaerba; risultato: non ho chiuso occhio quasi tutta la notte! :((((
La domenica Stef aveva un incontro con un manager e pur potendo andare Amy mi aveva avvertito che sarebbe stata una cosa noiosa, così ho preferito rimanere in camera in albergo (questo incontro si svolgeva comunque in albergo) e ho fatto Skype con i miei genitori e la mia sis, che però ho visto solo di sfuggita perchè doveva andare a Gruppo. Ho supplicato mia mamma di prepararmi un mega pacco di cibarie da spedirmi, perchè qui tutto il cibo sa di plastica ed è 1847285877550843584350459858954 volte più calorico: voglio dei pomodori veri, cazzarola!!!
Dopo aver parlato con la mia famiglia mi sono preparata e abbiamo fatto il checkout e ci siamo incontrati con Priscilla, la loro prima exchange italiana. Hanno ospitato Priscilla quando si abitavano ancora in Georgia e lei ha trovato il ragazzo durante il suo anno lì: stanno ancora insieme. Mi ha scaldato il cuore vedere un'altra italiana e ancora di più vedere quanto un anno scolastico all'estero possa essere magico. Appena ci siamo presentate ci siamo strette la mano e siamo scoppiate a ridere! Abbiamo parlato un po' consapevoli del fatto che nessun altro potesse capirci e mi è sembrata proprio una ragazza molto alla mano e disponibile. Abbiamo mangiato da Cheesecake Factory (consigliatami da Destiny), ma ancora stra pieni dalla sera precedente, non abbiamo assaggiato le famose cheesecake (di cui avranno avuto almeno almeno 40 tipo diversi!).
Dopo un ultimo saluto a Priscilla (che ora si è quasi definitivamente trasferita in Georgia) e al suo fidanzato Nick (quello dell'high school: sono insieme da 3 anni ormai) siamo tornati a casa.
Una volta arrivata a Panama City Beach sono scesa dal pick-up e quasi non cado per terra: non ho mai avuto le gambe più anchilosate di così e pure un maldischiena così forte che neanche l'oki è riuscito ad affievolire. Fatto sta che appena entrata in casa, mi sono buttata sul letto e nel giro di 10 min ero già sprofondata nelle braccia di Morfeo.

Un besos,
Ale


"Leggi il volo della tua freccia se vuoi sapere il tuo futuro."
[cit. Alessandro Baricco]

P.S. Questa citazione la dedico a mia sorella Francesca: ti voglio bene e ti auguro che questa nuova avventura sia quello che desideravi. Mi manchi e vorrei che fossi qui con me adesso, perchè sei l'unica persona di cui, anche se litighiamo furiosamente, mi importa davvero davvero tanto.
Fagli vedere chi sei Francy! Un abbraccio grande grande grande :)))))

venerdì 24 ottobre 2014

Happiest place in the World: DisneyWorld p.II

Sat 11/10/14
Sabato era il diciottesimo compleanno di Stacy, ma sfortunatamente il buon vecchio e caro colonnello Billy Graham (ora ho capito perchè faceva parte dell'esercito...) ci ha svegliato comunque alle 5.45 per prepararci ed essere pronti per colazione alle 7.00. Io pensavo che essendo in vacanza mi sarei svegliata "tardi" e non potete immaginarvi il mio disappunto ogni santissima mattina!!!
Così dopo una colazione a base di pancakes con sciroppo d'acero, scones, e yogurt con granola e mooooolto caffè ci siamo incamminati alla fermata degli autobus. Siamo partiti con Hollywood Studios. Ora io non so ma alle 8.30 eravamo già in coda da Toy Story... Per me sono ritmi inimmaginabili ahahah.
Dopo aver fatto Toy Story, in cui praticamente devi sparare ad devi bersagli con una pistola a manovella che ti fa diventare il braccio come quello di Braccio di Ferro, e credeteci o no quando siamo usciti c'erano 80 min di attesa, ci siamo diretti verso Rock 'n Roll Roller Coaster che sono le montagne russe sponsorizzate dagli Aerosmith. Raggiungono una velocità di 100 km/h in 2 secondi e sono la cosa più figa che abbia mai fatto dopo le montagne russe di Topolino a DisneyLand a Los Angeles. Per di più mentre vieni sbalzato in aria alla velocità della luce senti le canzoni degli Aerosmith che vengono sparate dagli autoparlanti vicino ai sedili. Dopo il Rock 'n Roll Roller Coaster abbiamo fatto la Tower of Terror. La prima volta che ho fatto quest'attrazione avevo 7 anni e avevo appena mangiato del melone: sono stata male durante tutta l'attrazione e l'ho vissuta come la cosa più orrenda che avessi mai fatto. La mia faccia immortalata nella foto, mentre ti sparano in aria e poi ti fanno cadere come se fossi uno yoyo, valeva tutti i 5$ dollari del prezzo. I miei cari genitori e mia sorella Francesca (soprattutto mia sorella Francesca!) mi hanno preso in giro per questo fino a poco tempo fa! Ovviamente l'ho raccontato a Billy per farci quattro risate insieme e lui ha colto ogni occasione per farmela fare addosso, ma tutto sommato sono stata egregiamente brava e non mi sono spaventata più di quanto pensassi. L'unica cosa, la prima volta che ci siamo messi in coda, avevo una strizza pazzesca e mi tremavano le mani!

Dopo essermela fatta parecchio sotto ed essere stata presa in giro da Billy sufficientemente da essere quasi disperata, ci siamo riposati andando a vedere lo Spettacolo di  The Beauty and The Beast. Per la cronaca me lo sono vista ben 2 volte perchè avevamo 4 fast pass ma siccome Tami non aveva voluto rifare Rock 'n Roll Roller Coaster Billy ha usato il suo Fast Pass ed è andato da solo mentre noi dopo aver girovagato un po' per i negozi ci siamo sedute a riguardarci tutto il musical. Io la seconda volta mi sono rifiutata di stare attenta e ho messaggiato con le mie amiche in Italia... ;)
A pranzo avevamo una prenotazione a Magic Kingdom in un ristorante anni '50 sul tema di Cenerentola. Ho mangiato un panino vegetariano con mozzarella e pesto e mi è sembrato per un momento di essere ritornata ai panini con la mozzarella che mangiavo al Passo del Tonale quando andavo in settimana bianca col gruppo della mia parrocchia. Ah già Billy è proprio il tipico uomo del Sud: tutto scandalizzato mi ha chiesto perchè non mangiassi, perchè per lui vegetariano = non mangiare. Nel pomeriggio siamo rimasti a Magic Kingdom e abbiamo fatto Space Mountain e abbiamo un po' gironzolato per negozi. Siamo tornati in albergo verso le 18 e ci siamo preparati per uscire a cena per il compleanno di Stacy.
Avevamo una prenotazione alle 21.00 al California Grill al Hotel Contemporary e per raggiungerlo abbiamo preso la monorail (caspita, non potete neanche immaginare come ora non mi ricordi mai le parole in italiano!!) e abbiamo raggiunto il Contemporary (per la cronaca la monorail ATTRAVERSA dall'interno l'albergo!). Così, dopo aver raggiunto l'attico dell'albergo, siamo entrati nel ristorante: mi ha ricordato l'atmosfera tipicamente americana dei ristoranti medio chic di qui e per la prima volta mi è sembrato di essere in un  film. Ci siamo accomodati al nostro tavolo, abbiamo ordinato da mangiare e poi siamo usciti in terrazza per vedere i fuochi d'artificio.


La cena era davvero deliziosa o, come direbbe Stacy, really yummy. Abbiamo condiviso un antipasto in quattro e a detta di Billy sarebbe dovuto essere molto "europeo": patè, prosciutto casereccio, salsicette all'aneto e qualcos'altro. Davvero bleah, almeno per me; loro lo hanno amato...
Stacy e Billy (da carnivoro quale è) hanno preso il filetto di manzo, mentre Tami ha ordinato del petto di pollo con sautè e contorno di funghi chiodini. Io ho preso tonno scottato alla piastra in un letto di noodles in salsa di soia e broccoli novelli: davvero davvero buono! Tami ha voluto a tutti i costi che provassi anche il suo pollo e anche quello era davvero delizioso. 
Non abbiamo preso il dolce ma siccome il cameriere ha scoperto che era il compleanno di Stacy ci ha portato da dividere due creme bruleè. Anche quelle erano buonissime, amo lo zucchero caramellato e ancora croccante! L'unica cosa che non mi ha fatto fare i salti di gioia è stata la "grassezza" della creme brulee di per sè. Ma insomma era una goccia nell'oceano!
Dopo cena abbiamo ripreso la monorail e siamo tornati a Magic Kingdom perchè era aperto fino alle 3.00 am per gli ospiti dei resort DisneyWorld. Abbiamo fatto anche un po' di montagne russe come Space Moutain, Big Thunder Mountain Railroad e poi abbiamo fatto Pirati dei Caraibi dove, essendo capitati in prima fila, ci siamo bagnati del tutto. Abbiamo fatto una bella sosta da Starbuck's per del caffè ristoratore e poi abbiamo continuato con le attrazioni. Ci siamo incamminati alla stazione degli autobus, dopo aver preso il ferry boat, e alle 4.00 (finalmente!) eravamo in albergo. Posso dire di aver (quasi) fatto il dritto, altro che Castello Tesino.

Sun 12/10/14
La domenica, pur essendo andati a letto davvero davvero tardi, abbiamo avuto un "late wake up" alle 7.30, dopo 3 ore di sonno. Ah per la cronaca, Billy si è alzato lo stesso alle 6.00 perchè doveva incontrare dei suoi amici di Orlando e OVVIAMENTE la sua sveglia mi ha svegliato completamente... :((( Così dopo una secchiata di acqua fredda in faccia alle 8.00 io e Stacy, ancora rinco dalla notte praticamente insonne, abbiamo preso un Frappucino da Starbuck's e una banana e abbiamo fatto colazione aspettato il bus delle 8.30 (notare che era solo il secondo della giornata e di solito gli altri giorni prendevamo il primo che passava alle 7.30)... Quindi dopo essere arrivati alla stazione dei mezzi pubblici (?!?) di DisneyWorld abbiamo nuovamente preso la monorail e ci siamo dirette verso Epcot. Lì ci siamo ricongiunti con Billy e i suoi amici di Orlando. Dopo una veloce chiacchierata e uno scambio di regali per il compleanno di Stacy, abbiamo abbandonato gli adulti e io e Stacy ci siamo addentrate in Epcot. La prima attrazione che abbiamo fatto è stata il Test Drive sponsorizzato dalla Chevrolet: in pratica crei la tua macchina da corsa dei sogni e poi te la fanno "virtualmente" provare; la prima parte dell'attrazione non è molto divertente, ma nell'ultima parte viene testata la velocità e vieni sparato a quasi 250 km/h! Decisamente divertente, ma la prossima volta mi legherò i capelli ahaha!
Dopo il test drive Stacy ha voluto andare all'acquario dove abbiamo fatto un'attrazione a tema Nemo. Abbiamo gironzolato un po' per l'acquario e poi ci siamo addentrate dentro la parte "Countries from all over the World". Mi è piaciuto moltissimo! È stato come tornare in Europa per qualche ora e un sorriso a 32 denti mi è spuntato sulla bocca. Abbiamo visitato tutti i negozi di tutte le nazioni e abbiamo addirittura visto un matrimonio in corso in "Francia". Arrivate in "Italia" Stacy ha insistito perchè le dicessi se il cibo che servivano fosse davvero italiano. Quando ho visto i menù ho avuto una strizza di malinconia: quanto mi manca il sapore di vero cibo italiano, qui sa tutto di plastica... Ho anche parlato con un ragazzo di Catania e mi ha spiegato un po' come funziona; probabilmente potrei anche prova ad entrare nel programma, sarebbe una gran figata. Mentre parlavamo Stacy ci ha filmato e era tutta stupita per la velocità della nostra parlata, ma quando il ragazzo ha scoperto che Stacy stava filmando è andato in parissima e le ha chiesto di cancellarlo perchè stavamo parlando di stipendi... Mentre parlavo in Italiano (finalmente dopo tanto!) mi sembrava di essere io, non riconoscevo la mia voce e mi sembrava fosse come una voce fuori campo, strano non è neanche minimamente calzante. In "Germania" ho visto dei Kinder Cereali e così ne ho afferrati due e ne ho fatto assaggiare uno a Stacy: mi è subito venuto in mente il periodo delle elementari quando, dopo aver aiutato suor Teresa a sparecchiare dopo pranzo, mi regalavano un Kinder Cereali come ricompensa. La ragazza ha apprezzato ahaha!
Abbiamo gironzolato ancora un po' nella zona asiatica (dove credo ci siano i negozi più belli di Epcot) e poi ci siamo decise a mangiare cinese nel ristorante "fancy" come lo ha definito Stacy.
Ho dovuto immortalare il mio pranzo come prova da mostrare a Billy e fargli vedere che ho effettivamente mangiato carne (pppork) per pranzo!


Mentre pranzavamo le ho raccontato del cambio famiglia. È rimasta parecchio sorpresa, davvero. Però è stata molto comprensiva e ci ha anche scherzato su senza farsi influenzare troppo, quindi sono tranquilla, anche se in quel momento mi tremava la voce...
Nel pomeriggio siamo tornati in albergo e abbiamo dormicchiato un pochino per riprenderci dalla nottata del giorno prima. 
La sera siamo tornati a Magic Kingdom e abbiamo cenato nel castello di Belle da "The Beauty and the Beast". La mia cena è stata a base di zuppa di cipolle e gruviera, pollo (che evidentemente non è considerata carne) alla mediterranea e un cupcake triplo cioccolato che era la fine del mondo...Mmmm
Dopo cena abbiamo fatto ancora qualche attrazione e poi ci siamo separati. Le giovani sono rimaste a divertirsi mentre i genitori di Stacy sono tornati in albergo a riposare. Abbiamo fatto le montagne russe dei sette nani di Biancaneve, Splash mountain e le montagne russe preferite di Stacy. Verso mezzanotte ci siamo incamminate verso la via principale sui cui si affacciano i negozi e abbiamo comprato qualche souvenirs: mi sono comprata come ricordo il pupazzo di Mickey Mouse e ho preso un Pillow Pet di Minnie per mia cugina Giorgia. Finalmente esauste siamo tornate in albergo e siamo crollate a dormire!

Un besos,
Ale

"In questo mondo ci sono posti diversi da tutti gli altri. Quasi dei paesi a sé. "
[cit. John Stephens]